Amarezza
Amarezza
Dove sono i tuoi angeli consolatori? Scomparsi tutti.
La prima, la rossa ribelle, non è mai stata tale. Hai solo sperato che.
La seconda, il castano angelo consolatore, la tua "guida", dov'è adesso? Eh?
No... non rispondermi. La sai già la risposta, l'hai in mente l'immagine gelida di lei, di ciò che sta facendo. Adesso.
E il tuo terzo angelo? Quello biondo si, quello in cui avevi riposto
le tue ultime speranze, per il quale ti eri convinto a rischiare, un'ultima
volta, e fidarti di qualcuno. Dov'è andata anche lei?
Credevi che fosse diversa?
Allora guardati. Per una volta, guarda in faccia la realtà:
Sei completamente solo.
Povero sciocco, ti credevi Napoleone, volevi la tua rivincita, gli allori,
gli squilli delle trombe. E invece... hai avuto il tuo Waterloo. Clamoroso e inaspettato, com'è giusto che fosse.
Neanche la persona che aveva accettato di dividere con te la solitudine della cena, sei riuscito a tener buona. Sei riuscito a ferire anche lei.
Imparerai mai ad essere meno orgoglioso?
Hai voluto il lavoro, i soldi, la responsabilità...
che scena quando sei arrivato. Ti credevi l'uomo della salvezza, colui che avrebbe risollevato le sorti. Ha! Pensavi sul serio che qualcuno avrebbe dato retta a ciò che dicevi?
Povero illuso, hai fatto in fretta a scoprire di essere soltanto una login. Una sequenza alfanumerica creata per identificarti e tenere traccia delle tue cazzate. Così, alla fine, pagherai il conto. Come tutti.
Non sei diverso. Vorresti. Sogni di esserlo e anche in questo, sei uguale a tutti gli altri.
Vulnerabile, umano. Come quel tuo angelo, quello che pensavi "invincibile" e "inviolabile"...
Che storia, quando a "violarlo" è stata la persona peggiore che potesse incontrare sul suo cammino.
Me lo ricordo come hai sofferto. "Io non dimentico", come dici sempre tu.
E così il passato ritorna ancora. E sai già il perchè. Si chiama "legge del Karma" e in questo momento sei tu seduto al banco degli imputati.
Da quello che vedo, non sei nemmeno capace di difenderti.
Ti rendi ridicolo sferrando pugni nel vuoto, ad occhi chiusi, convinto di poter colpire il tuo nemico.
Continua. Continua pure a fendere l'aria quanto vuoi.
Chissà, forse, un giorno, arriverai a capire che il tuo nemico sei tu stesso.
E magari deciderai anche di cambiare.
Allora, solo allora, avrai veramente iniziato il Cammino.
Ricordi queste parole? Sono quelle dette da una tua ex-collega, molto Zen.
Ma tu, non vuoi sentire.