Castelli di sabbia

C'erano una volta un bambino e una bambina dagli occhi azzurri.
La bambina aveva i capelli color oro e le mani con dita lunghe e sottili.
Il bambino, al contrario, aveva i capelli scuri e le dita più rotondette.
Ogni mattina s'incontravano su una spiaggia in riva all'oceano.
Non si erano mai dati un appuntamento.
Semplicemente, un giorno si erano incontrati per caso e da allora, giorno dopo giorno, avevano diviso la stessa sabbia e la stessa acqua per costruire bellissimi castelli sulla riva.
Costruzioni incredibili, con torri, merletti, archi e fenditure, il tutto rifinito nei minimi particolari.
I due bambini non avevano bisogno di usare le parole per decidere come costruire i loro castelli, anche perchè erano ancora troppo giovani per conoscere l'uso del linguaggio, eppure nelle loro costruzioni regnava l'armonia.
Quello che uno iniziava, l'altro lo completava e quando sembrava non esserci più nulla da costruire, a uno dei due veniva un'idea e iniziava a plasmare la sabbia per darle forma e subito l'altro lo aiutava.
Un giorno, mentre stavano completando uno dei loro castelli, videro altri due bambini,anch'essi un bambino e una bambina, camminare sulla riva e passare proprio vicino a loro.
Raramente avevano visto altre persone su quella spiaggia, così, istintivamente, smisero per un attimo di occuparsi del castello e li osservarono.
Ma, ahimè, quell'attimo fu loro fatale.
Quando ripresero a costruire il loro castello, la magica armonia che li aveva legatifino ad allora era scomparsa.
Così invece di completare a vicenda quello che costruivano, lo cambiavano di continuo.
Poco dopo, il castello non sembrava più un castello, ma un fortino, poi una specie di prigione e quando il sole stava ormai tramontando, v'era rimasto solo un fossato pieno d'acqua salata.
L'indomani il bambino dagli occhi azzurri si ritrovò solo sulla riva.
Cercò di ricostruire il castello, ma per quanto si sforzasse non gli veniva mai bene come quando c'era la bambina bionda ad aiutarlo.
Al tramonto se ne tornò deluso da dov'era venuto.
Il giorno successivo la bambina bionda arrivò per prima e vide il castello.
Pensò che il bambino l'aveva costruito assieme all'altra bambina, quella dai capelli lunghi e scuri.
Allora cominciò a piangere, devastò il castello con un calcio e corse via in lacrime.
Più tardi arrivò il bambino e vedendo il suo castello distrutto pensò che l'altro bambino l'avesse distrutto per evitare che la bambina bionda potesse vederlo.
Così, corse via piangendo anche lui.
La mattina dopo, la bambina bionda costruì un nuovo castello tutto da sola, lavorò sodo e alla fine venne fuori proprio un bel castello.
Prima di andar via, decise di dare un ultimo tocco personale alla sua creazione, un segno che il bambino dagli occhi azzurri avrebbe potuto riconoscere, così che l'altra bambina odiosa non avrebbe potuto ingannarlo dicendo che era suo.
Tolse una perlina dal suo vestito, la incastonò sopra l'arco dell'ingresso principale e poi corse via.
Più tardi arrivò il bambino dagli occhi azzurri e vide quel bellissimo castello.
Pensò che la bambina bionda non poteva aver fatto tutto da sola e immaginò che l'avesse costruito assieme all'altro bambino ed era rimasta così contenta da sacrificare addirittura una perlina del suo vestito.
Pensò che non era mai successo per i castelli che costruivano assieme e s'intristì.
Rubò la perlina, poi distrusse il castello saltandoci sopra e corse via piangendo.
Quando tempo dopo la bambina bionda tornò sulla riva e scoprì che non solo il più bello dei suoi castelli era stato raso al suolo, ma non c'era traccia della sua perlina fu così addolorata di questo che decise di non costruire mai più castelli di sabbia.
E corse via in lacrime per l'ultima volta.
Si narra che esiste una spiaggia sull'oceano nella quale, durante le notti di pioggia più buie, si vede un minuscolo bagliore provenire dalla riva.