Passeggio lentamente sulla banchina che costeggia il binario.
Attorno a me una serie di persone.
Ognuna con la propria vita, le proprie storie.
Il proprio bagaglio di scazzi quotidiani.
La maggior parte di loro tiene in mano un telefonino.
Alcuni lo stringono a mo di spada, guardando con ansia l'oggetto che sembra privo di vita.
Altri lo tengono accostato all'orecchio e fissano un qualcosa nel vuoto.
Altri ancora pigiano le loro dita sulla tastierina del loro telefono
e nei loro sguardi sembra di poter leggere le parole che stanno scrivendo.
Sono vicini a me, fisicamente.
Eppure i loro pensieri, le loro emozioni, sono rivolte lontano e viaggiano
attraverso quell'oggetto magico che stringono tra le mani.
Quasi nessuno di loro parla ad alta voce.
Il silenzio č interrotto solo dagli annunci che gracchiano attraverso
l'altoparlante della stazione.
Ogni tanto qualche bisbiglio.
Mani in tasca, continuo a camminare su e gił per la banchina e osservo.
Tutti questi individui che non si guardano e non si parlano fra loro eppure stanno comunicando.
Magari con altri individui silenziosi in un'altra stazione chissą in quale fetta del mondo..