Il nastro spezzato


Che strano vederti di nuovo,
immagine elettromagnetica di qualcosa che non c'è più.. le tue labbra e i tuoi occhi fanno capolino tra i lunghi capelli..
poi scompaiono dietro la tua mano che riporta indietro quella moltitudine
soffice
che ho spesso desiderato accarezzare.
Le espressioni del tuo volto dietro
al vetro luminoso si susseguono
catturate ad una ad una e impresse su un nastro e dimenticate
chiuse in una scatola di cartone per giorni, mesi, anni.
E un giorno, la scatola si riapre e mani curiose prendono il nastro rievocando il passato.
Torni a sorridere, muoverti e parlare.
Ma non sei veramente tu, sono solo segnali.
Impulsi.
E' buffo, in fondo anche il cuore vive di impulsi. Batte grazie ad essi.
Le immagini che entrano nei nostri occhi, diventano impulsi.
Eppure è diverso.
C'è la memoria, fatta d'impulsi, a ricordare che ciò che vediamo è solo una replica piatta, in due dimensioni, di ciò che un tempo era realtà.
Così eccoti, rinchiusa in un piccolo nastro marrone, condannata a ripetere sempre la stessa sequenza mentre muovi le tue mani e disegni nell'aria.
Forse era ingiusto.
Inumano.
Così sei scappata, il nastro spezzato, perduto e l'essenza di te chissà dove.
Adesso nessuno potrà obbligarti a ripetere milioni di volte, sorrisi, parole e rubare i tuoi sguardi.
Rimane l'involucro che ti ha custodita per tutti questi anni e protetta affinchè potessi di nuovo recitare i tuoi gesti e stregare un ultima volta chi ti osservava dall'altra parte del vetro