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LA LOCALITA'
 
 

Catanzaro Lido ex Marina di Catanzaro

Normalmente significa la striscia di terra più vicina e confinante con il mare. Nel nostro caso "Marina" era l'appellativo dell'odierna Catanzaro Lido.
Sorto, come villaggio spontaneo, verso la fine del 1600,tra le foci del fiume Corace e del torrente Fiumarella.
Con l'ammasso di derrate agricole e con qualche modesta attività commerciale ebbe inizio la vita del quartiere, al quale inizialmente fu dato il nome di "I fondachi". Questa denominazione fu mantenuta e riconosciuta anche nel 1808 quando fu istituita una fiera con tale nome.
La zona era frequentata nel periodo estivo quando "i signori" si recavano al mare trasferendosi nelle loro abitazioni di campagna, che in alcuni casi non avevano nulla da invidiare alle residenze cittadine.
A tale proposito si narra che, nel 1870,nel settecentesco palazzo Raffaelli, Garibaldi intervenne ad una festa di carnevale alla quale avevano aderito i nobili catanzaresi ed anche alcuni personaggi dell'emergente borghesia.
Garibaldi fece visita al borgo ancora nel 1882,giungendovi in treno, durante il suo viaggio verso la Sicilia, dove si recava in occasione del VI° centenario dei Vespri Siciliani (1282).
Nel 1870,il deputato Filippo Marincola di S. Floro ottenne dal governo la possibilità di fare approdare piroscafi postali. Fu costruita una banchina d'approdo (1911) con butrelle di ferro i cui resti, ai subacquei, sono ancora visibili. Ciò portò un certo sviluppo, con la creazione della dogana principale, dell'installazione di un deposito di sali e tabacchi.
Nel 1871,il villaggio, che allora contava su duemila anime in maggioranza contadini e marinai ,era stato designato a sede dello scalo ferroviario: fatto questo che aveva alimentato nuove speranze circa il futuro commerciale del luogo.
Si ha notizia che già nel XVII secolo era stata aperta al culto una cappella intitolata alla Madonna di Porto Salvo e che, con il riordino degli Enti Ecclesiastici, dopo il sisma del 1783,venne autorizzata l'apertura di una Chiesetta - auspice De Cumis - in una sede di fortuna e nel 1832 in un piccolo edificio costruito a cura del Comune. Questa Chiesa fu elevata a Parrocchia nel 1889.
L'abitato si presentava come "un agglomerato di case sparse", con strade irregolari che non consentivano alle acque piovane di defluire, per cui periodicamente era soggetta ad inondazioni del mare e principalmente dei due corsi d'acqua (Fiumarella e Corace) che delimitavano il territorio.
L'opera di bonifica e la sistemazione delle strade portò ad una lunga vertenza tra l'Amministrazionje comunale e la nobile Elisa Marincola che vantava la proprietà di gran parte del territorio su cui sorgeva il "Villaggio Marina".
A vertenza conclusa si dava avvio all'opera di bonifica e di regolarizzazione delle strade del villaggio e la più importante, che si chiamava "chiubica" venne detta "Progresso".
La vita e la popolazione ebbero un sensibile aumento nel nostro secolo.
Basta pensare che oltre al servizio di corse settimanali di piroscafi (era presente una botte di ormeggio per piroscafi) che trasportavano prodotti da e per Catanzaro, esistevano diverse fabbriche per olio sulfureo (Olearia,Gaslini,Saic),per il tannino (Ledoga), confettificio, biscottificio ed una discreta flotta di pescherecci che portavano un certo benessere economico non solo nel quartiere.
Era anche sede di dogana di II^ classe. Il Consiglio di Ammiragliato e la direzione delle opere pubbliche fra il luglio 1848 e l'agosto 1857 spesero per la Marina 3.204 ducati per l'allestimento di 4 botti di ormeggio.
Vi era anche una banchina d'approdo realizzata, nel 1911, con putrelle di ferro ed abilitata ad ogni tipo di sbarco,
Ancora oggi, a chi tenta l'immersione, sono ancora visibili i resti sott'acqua.
La Marina era, specialmente, all'inizio del nostro secolo, luogo balneare per gran parte dei cittadini catanzaresi ed anche per quelli delle cittadine limitrofe.
A Marina il primo ristorante sorse nel 1874, e in quegli anni si aprì anche una locanda , pomposamente detto Albergo Moderno (di fronte alla stazione ferroviaria), ma già nel 1845 era evidente la vocazione turistica allorché il villaggio era dotato di tre " stabilimenti balneari, grosse costruzioni di legno che iniziando dall'arenile finivano su delle palafitte infisse nella battigia.
I gestori erano: Fortunato Nalini, Antonio Squillace, noto con il nome di "'u tenenticchiu", Eugenia Greco, la popolare "Geniuzza" moglie di "mastru Gori "
La prima realizzazione dei lidi è da fare risalire ad un certo Giovanni Miriello, detto "'u scuparu" e alla di lui moglie Caterina.
Quando il Miriello morì, l'eredità passò alla figlia che sposò un calzolaio militare di Verona, Fortunato Nalini; questi per la sua abilità fece fruttare l'iniziativa, anzi riuscì a sbaragliare la concorrenza che al tempo era costituita da Filippo Miriello, fratello di Giovanni, che era in società con un certo Salvatore Ruffo detto "Pittinicchiu". Successivamente nacquero gli stabilimenti di Eugenia Squillace e Antonio Squillace. Dopo l'ultimo conflitto bellico, all'aumento demografico non corrispose l'aumento economico, anzi quelle piccole industrie man mano scomparvero.
Vi è anche un "porto". Già previsto negli ultimi anni del morente "ventennio" fu realizzato nel primo dopo-guerra; ma, come dice il Di Lieto (nel suo libro : Le immagini del bosco ritrovato): "oggi è ridotto un rudere, non dai marosi che imperversano sempre, ma dalla burocrazia, che reiteratamente è incapace di offrire a Catanzaro Lido una produttività e prospera identità, cedendo , invece, le opportunità di realizzazioni a paesi viciniori, che hanno al contrario ben compreso , per l'avvenire, l'importanza di un porto turistico-commerciale".
Nel 1960 il quartiere assunse la denominazione attuale di: Catanzaro Lido.
Nel 1961 ,con l'arrivo dei Frati Minori, si venne a creare una nuova Parrocchia - del Sacro Cuore - a Casciolino, identificandosi con tale territorio tutta la zona al di là della Fiumarella verso Crotone; una terza Parrocchia di S. Anna, nella parte alta del quartiere, verso Catanzaro, si identificava con la zona che va dalla stazione dell'Ente Ferrovia verso Santa Maria.
Il 30 settembre 1997, con proprio decreto, Mons. Cantisani ha costituito una nuova Parrocchia, la quarta, intitolata a S. Teresa di Gesù Bambino" in località Giovino ,Contrada Mosca, smembrando la Parrocchia "Sacro Cuore".
Vi sono inoltre: un Convento dei Minori Conventuali; un Orfanotrofio femminile dell'Opera Nazionale per il Mezzogiorno, fondato da padre Semeria e gestito dalle Suore di Carità dell'Immacolata Concezione d'Ivrea "Fausto Savadori".
Fausto Salvadori,nato a Roma il 20 settembre 1870 a Roma da nobile famiglia decaduta.In tenera età restò orfano e fu educato dai Padri Somaschi,nel collegio degli orfani a S.Matria in Aquiro..(A.Di Lieto: Tempi di scuola)
La prima pietra fu posta da Pietro Badoglio il 28 settembre 1927 e l'Istituto fu inaugurato il 1° aprile 1931. Annesso vi è l'Asilo infantile e la Scuola Elementare che tanti ricordi suscita nei nativi del luogo.

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