FAI, LA GIORNATA DI PRIMAVERA:

ARTE E INDUSTRIA A BUSTO ARSIZIO

 

Ex cotonificio Bustese

Nelle giornate 22 e 23 marzo si aprono al pubblico tre siti industriali, simbolo della fusione tra imprenditoria e arte: l’ex Cotonificio Bustese, Villa Enrico Ottolini e Villa Ernesto Ottolini.

Il FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano, è attivo ormai da 27 anni nella tutela di prestigiose dimore, preziose opere d’arte, giardini monumentali e aree naturali incontaminate, site all’interno del nostro paese.

La delegazione FAI del Seprio, che copre tutta l’area sud della provincia di Varese, conta oggi quasi 1300 iscritti che fanno capo ai tre principali “poli” di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno. A Busto Arsizio e Gallarate sono attivi due “Punti FAI”, dove è possibile ottenere ogni informazione sulle attività programmate dalla delegazione del Seprio.

Le ottanta delegazioni presenti su tutto il territorio nazionale non si occupano solo del restauro e dell’apertura al pubblico delle proprietà FAI, ma affiancano a questa attività l’organizzazione di iniziative culturali durante tutto l’arco dell’anno.

La giornata di primavera, giunta con successo all’undicesima edizione, è diventata un appuntamento fisso con l’arte nascosta e dimenticata, ed è anche l’occasione per comunicare a tutti l’attività del Fondo per l’Ambiente Italiano, e per raccogliere nuove iscrizioni.

Quest’anno per la giornata di primavera, all’interno della città di Busto Arsizio sono stati scelti l’ex cotonificio bustese, Villa Enrico Ottolini e Villa Ernesto Ottolini quali siti da aprire al pubblico, in quanto non solo sono le rappresentazioni più significative dell’imprenditoria tessile attiva e fiorente in quest’area (che permise il sostentamento e il benessere dei proprietari, gli Ottolini, ma anche di tutti gli abitanti della zona) ma che sono anche luoghi in cui è notevolissima la presenza dello stile eclettico, tipico del 1800.

Questi edifici, tutti opera dello stesso architetto (Camillo Crespi Balbi), sono strettamente legati tra loro, formando un continuum amministrazione-fabbrica: le tre ville (una delle quali è andata distrutta) furono costruite dopo la nascita del cotonificio, nelle sue immediate vicinanze, per i tre figli del fondatore, Carlo Ottolini, in modo da poter tenere sempre sotto controllo l’attività di famiglia.

È l’eclettismo a dominare le strutture, posiamo quindi notare una mescolanza di diversi stili: neogotico, neoromano, neomedievale, liberty, castellano, neoegizio.; in particolare l’ex Cotonificio vede l’influenza dello stile neomedievale: la costruzione ricalca le sembianze di un castello, con i tipici torrioni e una struttura massiccia e imponente.

Per sostenere il FAI e contribuire alla salvaguardia del patrimonio d’arte e natura italiano, il modo più semplice  è aderire alla Fondazione, diventando iscritti al FAI. Questa Fondazione infatti, al contrario di quanto possano in credere in molti, non è già ricca poiché, dovendo mantenere e continuamente ristrutturare vecchie e nove proprietà (acquisite per donazione o per comodato), necessita di introiti costanti e sempre maggiori; così come deve continuare ad incrementare anche il numero degli aderenti.

L’adesione è annuale: ogni iscrizione durante la giornata FAI di primavera del 2003 avrà valore fino alla data del 23 marzo 2004.

 

Villa Ottolini