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Quando, a metà degli anni Settanta, American Airlines ordinò alla Douglas Aircraft un "Jumbo bimotore" da impiegare per i voli interni, si ripropose una situazione che si era già verificata negli anni Trenta con la TWA. Allora, la Douglas Aircraft aveva costruito un bimotore (il DC-1) al posto del trimotore richiesto dalla compagnia. Questa seconda volta rispose invece fabbricando un trimotore: il DC-10. Il successo del DC-10 fu tuttavia minore di quello dellantenato DC-1, in parte perché il suo lancio coincise con un periodo di scarsa richiesta da parte delle compagnie aeree, in parte perché il nuovo aereo entrò subito in competizione con un velivolo molto simile, il Lockheed TriStar. In ogni caso e anche se in diverse occasioni la ditta costruttrice fece presente la possibilità di creare versioni allungate del modello base si giunse alla fine degli anni Settanta senza che il DC-10 subisse modifiche, fatto insolito per un aereo di linea moderno. Fallì anche la possibilità di costruirne una versione a due motori, il DC-10 Twin: la stessa Douglas non credeva che vi fosse, sul mercato, spazio sufficiente perché potesse competere con lAirbus A300, allora in pieno sviluppo. Nel 1978, finalmente, la Douglas annunciò la prossima nascita di un "DC-10-30 intercontinentale allungato", e cominciò subito a cercare clienti. Lidea era quella di allungare di 8,14 metri la fusoliera del DC-10, ottenendo in questo modo una capacità di 353 posti in classi miste. Il progetto inoltre, prevedeva laumento di 3 metri dellapertura alare. La Douglas dichiarò inoltre, che il suo ultimo nato avrebbe avuto unautonomia di 10.000 chilometri e che il costo per passeggero sarebbe stato inferiore del 14 per cento circa rispetto a quello del DC-10-30. Tuttavia, il futuro del DC-11 dovette attendere ancora otto anni prima di avere definitivamente il segnale di via libera dai dirigenti della società costruttrice. A quel punto aveva però subito ulteriori cambiamenti, tra i quali quello del nome. La Douglas Airlines infatti era stata assorbita dalla McDonnell e la sigla MD aveva preso il posto della vecchia DC ("Douglas Civil"). Così, il "DC-10 allungato" finì per diventare lMD-11. Più importanti furono naturalmente le altre modifiche, che trasformarono "lallungato" in un aereo completamente nuovo, sebbene apparentemente assai simile a un DC-10. La fusoliera fu allungata alla fine soltanto di 5,66 metri, con una capacità di 323 posti per una configurazione a due classi, 276 posti a tre classi e 405 posti a una classe. La cabina venne alleggerita grazie allimpiego di nuovi materiali; le ali furono riprogettate; i piani orizzontali di coda vennero rimpiccioliti; la parte terminale della fusoliera fu resa più aerodinamica; limpianto del carburante razionalizzato; la deriva ingrandita. La cabina di pilotaggio era completamente digitale e per la condotta del velivolo erano sufficienti due soli piloti. Infine, i motori erano più moderni e più potenti, e consumavano meno rispetto a quelli inizialmente previsti. Tuttavia il successo commerciale non arrise nemmeno allMD-11, anche se ne furono venduti ben duecento esemplari. Comunque, proprio quando si era deciso che nellanno 2000 sarebbe terminata la produzione, lMD-11 ha trovato un nuovo impiego come cargo e oggi molti di questi aerei vengono modificati proprio per assolvere a questa funzione. Anche se discende dal DC-10, quindi, lMD-11è un aereo completamente nuovo e può vantarsi di essere lunico trimotore a fusoliera larga veramente moderno: rispetto al suo antenato, infatti, è più lungo di 5,66 metri e può ospitare una cinquantina di passeggeri in più. È inoltre tecnologicamente più avanzato per quanto riguarda laerodinamica, i motori, i sistemi di bordo e lavionica di cabina. Le versioni base sono: quella per passeggeri, lMD-11 Combi (nella quale la cabina principale è ripartita tra passeggeri e merci); lMD-11 Convertibile, che può essere utilizzato, alternativamente, come aereo di linea o cargo; e lMD-11 Freighter, un aereo da carico destinato esclusivamente al trasporto di merci o posta. |
| Dimensioni MD-11 | |
| Apertura alare |
51,7
m
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| Lunghezza |
61,2
m
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| Altezza |
17,6
m
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| Superficie alare |
338,9
m²
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| Pesi | |
| A vuoto operativo |
120.000
Kg
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| Max al decollo |
274.650
Kg
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| Con carico max |
55.566 Kg
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| Motori | |
| 3 Pratt & Whitney PW4460 |
27.251
Kg di spinta
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| 3 General Electric CF6-80C2D1F |
27.900
Kg di spinta
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| Prestazioni | |
| Velocità max |
945
Km/h
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| Autonomia max con 323 passeggeri |
12.566
Km
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| Autonomia max con pieno di carburante |
12.066
Km
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