ITALIA

Campi di addestramento in Italia

Quando gli Alleati ordinarono alle forze partigiane di smobilitare e riconsegnare le armi, queste discussero se farlo o no, e furono ben pochi quelli che pensarono che bisognasse rifiutare l'ordine e opporsi agli Alleati. Se opposizioni ci furono, vennero perlopiù da partigiani non comunisti e furono di tipo emotivo e comunque non trovarono eco alla direzione del Pci. Dall'indomani della fine del fascismo Angelton era divenuto il capo del controspionaggio in Italia e quindi dell'ufficio dell'Oss (antenata della Cia) in via Archimede che coordinava tutte le operazioni nell'Europa del Sud contro i partiti comunisti e gli agenti dell'Urss. Philby giunse a Roma da Istanbul e diede ad Angleton i primi suggerimenti su come infiltrare ed arginare la crescita del pci. "Quello schema operativo deciso a Roma contro il pci sarebbe divenuto un esempio per le operazioni contro i partiti politici filo-sovietici in altre parti del mondo" scrive Trento. Durante gli anni di Angleton in via Archimede l'intelligence americana usò Roma come una vera trincea nella guerra segreta contro il blocco sovietico denominata "Operazione Rollback" (Respingere), ingaggiata subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Proprio ai dettagli di "Operation Rollback" è dedicato il libro "La guerra segreta dell'America dietro la Cortina di Ferro" scritto da Peter Grose, ex direttore di Foreign Affairs, e pubblicato dalla Mariner Books di Boston. Nel maggio del 1948 - un mese dopo aver aiutato la Democrazia Cristiana a sconfiggere nelle urne le sinistre riunite nel Fronte popolare - i servizi americani installarono nel cuore di Roma il centro di addestramento per "gladiatori" romeni, destinati ad essere inviati a Bucarest con due compiti: sabotaggio delle forze dell'Armata Rossa e monitoraggio di possibili movimenti di truppe verso la Jugoslavia di Tito o contro l'Occidente. Era stato l'ultimo premier non comunista rumeno Nicolae Radescu, fuggito in Occidente nel 1946, a proporre al presidente americano Harry Truman di creare una "legione di gladiatori" oltre la Cortina di Ferro attingendo ai ventimila romeni in divisa già membri della "Guardia di Ferro", fuggiti in Austria e Germania durante la ritirata delle truppe tedesche e trasferitisi in maggioranza dopo la guerra in Francia ed Italia. "Molti di questi romeni in età militare sono etnicamente tedeschi e di simpatie fasciste" disse Radescu durante un incontro al Dipartimento di Stato per rassicurare gli americani sulla loro affidabilità. L'"Office of Policy Coordination" (Opc) dell'intelligence Usa - più tardi assorbito dalla Cia - selezionò alcuni gruppi scelti di ex Guardie di Ferro indirizzandoli verso campi di addestramento per operazioni di spionaggio e sabotaggio creati in Germania, Italia e Grecia. 

 

Peter Grose afferma che gli stanziamenti per il Piano Marshall destinati a questi tre Paesi servirono di copertura per trovare i fondi necessari e Vincent Cannistraro, ex capo del controterrorismo della Cia, non lo esclude ricordando che "all'epoca vigevano regolamenti antecedenti alla nascita della Cia". Frank Wisner, residente americano a Bucarest, affidò l'addestramento dei romeni a Roma ad un agente molto chiacchierato, Robert Bishop, che nei tre anni precedenti aveva rischiato la corte marziale ed era stato obbligato a sottoporsi sia a cure anti-alcool che a terapie psicologiche. Bishop nel 1948 ricevette non a caso la missione romana in qualità di "free-lance" ma era la sua occasione per riscattarsi e si diede molto da fare. Installò la sede della "scuola" di controspionaggio nel seminterrato di una Chiesa della capitale, dove i romeni seguivano corsi di trasmissione radio e raccolta di informazioni mentre al piano di sopra si svolgevano regolarmente i servizi liturgici. La coincidenza fra lezioni teoriche da 007 e preghiere aiutava a mascherare il flusso dei "gladiatori", che potevano essere scambiati per fedeli. "Quanto descrive Grose sulla base dei documenti declassificati da lui raccolti è verosimile e non mi sorprende - commenta Cannistraro - è possibile che in circostanze simili vennero istruiti anche i membri italiani di Gladio". Per le esercitazioni pratiche Bishop portava i romeni lontani dai luoghi più frequentati, nelle strade di periferia della capitale, dove venivano simulate vere e proprie operazioni di guerriglia che si sarebbero dovute svolgere nelle strade di Bucarest in caso di insurrezione contro il regime comunista. I "gladiatori" rumeni più promettenti venivano selezionati da Bishop, che li inviata in Grecia dove, nei pressi di Atene, in una base militare Usa, imparavano a sopravvivere in clandestinità ed a lanciarsi con i paracadute. L'operazione "Rollback" iniziò nel 1950 e terminò formalmente tre anni dopo, quando Truman lasciò la Casa Bianca. Per 36 mesi Roma aveva ospitato centri di reclutamento, addestramento e guerriglia anticomunista romena. Resta l'interrogativo se i governi italiani dell'epoca, guidati da Alcide De Gasperi, avevano dato il formale benestare oppure se l'"Operazione Rollback" si volse a loro totale insaputa.

http://web.tiscali.it/almanacco/gladiogennaio2002.htm