GUERRE

Garantito da sponsor che siedono nel governo degli Stati Uniti. 

 

Grande depressione in corso? Azioni in calo in tutto il mondo? Non sapete come investire i vostri capitali? Puntate sulle imprese che, in questa fase, hanno di fronte il più "roseo" avvenire. Titoli di guerra. Fatevi un portafoglio "Enduring Freedom". Garantito da sponsor che siedono nel governo degli Stati Uniti. Ecco qualche esempio.

Igiganti
BOEING Il 40 per cento dei suoi proventi annuali deriva da vendite di armamento. Il suo rinomato kit per bombe teleguidate Joint Direct Attack Munition (JDAM), ha avuto un tale successo in Afghanistan, che la Boeing quasi non riesce a far fronte agli ordinativi della US Navy e della Air Force. Richiestissimi anche i suoi Apache AH-64 e i bombardieri B2, che fabbrica in comparticipazione con la Northrop, per non parlare dei missili per ogni occasione, GBU-15, AGM-130, AGM-86 C. La sua interessante divisione Phantom Works è leader di mercato nella produzione di aerei senza pilota o droni: di gran moda fra i militari il suo X-45 UCAV, che ha inaugurato la "linea" di maggior successo nell'era della guerra robotica.

Non basta. Boeing ha trovato il modo di limitare i rischi del business e di assicurarsi commesse sicure. Richard Armitage, attuale vicesegretario di Stato e consulente del Pentagono dal '75, è presidente della "Armitage Associates LLP", la quale è consulente della Boeing. Karl Rove, alto consigliere (senior advisor) del Presidente, è un azionista della Boeing. Al Senato Ted Stevens (repubblicano dell'Arkansas), il presidente dell'Appropriation Committee (ossia dell'ufficio acquisti), ha ricevuto 34 mila dollari dalla Boeing per la sua campagna elettorale. Alla Camera, John Murtha (democratico), Jim Moran (democratico), Norm Dicks (democratico) devono gratitudine alla Boeing per averne ricevuto - rispettivamente - 27.349, 21.850 e 14 mila dollari di contributi elettorali. Tutti e tre siedono nell'Appropriation Committee per la Difesa.

NORTHROP GRUMMAN L'azienda è posizionata in modo ideale per raccogliere i frutti della guerra al terrorismo: capo-commessa del bombardiere B2, partecipa alla fabbricazione dei caccia F-18 EF e del nuovissimo Joint Strike Fighter. Il suo costoso e sofisticato Global Hawk (il più colossale aereo-spia senza pilota sulla Terra) ha raccolto recensioni entusiaste; inoltre, produce il drone X-47 per la Marina.

Ma ancora migliori dei suoi prodotti sono le sue connessioni nel governo Bush. Basta dire questo: James Roche, attuale ministro per l'Air Force, è stato presidente della Northrop. Dov Zakheim, vicesegretario alla Difesa col compito di Comptroller (capo della contabilità), né è stato consulente stipendiato. Douglas Feith, viceministro della Difesa per la Policy, è presidente dell'ufficio legale Feith & Zell (import-export di armi con Israele) che ha fra i suoi clienti proprio la Northrop. Anche Paul Wolfowitz, terzo viceministro della Difesa, in pratica il numero 2 del Pentagono, ne è stato consulente. Al Senato, il capo della maggioranza Trent Lott ha ricevuto dalla Northrop contributi per 20 mila dollari, John Warner (presidente dell'Armed Services) 22.450, Ted Steves (presidente dell'Appropriations Committee) 18 mila.

RAYTHEON Non occorre spendere molte parole. E' la ditta che produce il missile da crociera Tomahawk BGM-109, senza il quale le forze armate Usa non cominciano una guerra. Sull'Irak contano di lanciarne 3000 o più nelle prime ore, in via preliminare: e ogni missile costa 2 milioni di dollari. Nello splendido catalogo dell'azienda figurano gioielli come la Laser Guided Bomb "Paveway", indispensabile per "preparare la strada" all'invasione, e l'ormai celebre GBU-28 detta Bunker Buster, spacca-bunker: 2500 chili di esplosivo, un must per liquidare terroristi in caverna e dittatori nei rifugi.

E il vicesegretario di Stato Richard Armitage, attraverso la sua ditta Armitage Assoc, è stato consulente anche della Raytheon, nonché membro pagato dell'ufficio di consulenza. Come Sean O'Keefe, che oggi è vicedirettore dell'Office of Management and Budget, insomma quello che tiene i cordoni della borsa pubblica. Difficile che due così importanti ex consulenti, oggi in cariche-chiave, lascino mancare all'azienda - che è anche un poâ loro - i necessari ordinativi. Se poi dormissero, la Raytheon può contare sulla gratitudine di Edward Kennedy, che ha ricevuto dalla ditta contributi elettorali per 37.775 dollari, e che oggi al Senato presiede la commissione Armed Services.

LOCKHEED MARTIN Occorre dirlo? Le azioni di questa ditta non devono mancare in un serio portafoglio-titoli: massimo contractor militare, ha in catalogo tutto il necessario per le campagne più dispendiose. Dai celebri C-130 da trasporto ai caccia F-117 e F-16; è il capo-commessa del nuovissimo Joint Strike Fighter. Missili: Hellfire e AGM-142. Bombe e testate: dall'Advanced Unitary Penetrator al popolare BLU-109.

Soprattutto, diversi ex alti dirigenti della Lockheed siedono ora nelle poltrone giuste del governo Bush. Peter Teets, già amministratore delegato della ditta, è oggi assistente segretario all'Air Force. Gordon England, ex presidente dell'azienda, è segretario (ministro) alla Marina da guerra. Everet Beckner, l'ex vicepresidente, ora è al Dipartimento dell'Energia in qualità di Amministratore dei Programmi di Difesa. Un secondo vicepresidente Lockheed e azionista fra i maggiori, Norman Mineta, è diventato ministro dei Trasporti. Non basta? Sappiate allora che Lynn Cheney, moglie di Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti, è alto dirigente della Lockheed. Contratti assicurati. E poi vi lamentate del conflitto d'interesse di Berlusconi?

Le emergenti
Ma questi sono i giganti del complesso militare-industriale americano. L'investitore sagace farà bene ad accaparrarsi le azioni delle imprese minori del settore, quasi invisibili ad occhio nudo, ma ricche di un lucroso avvenire. Per esempio:
la General Instruments Corp. , di cui è stato proprietario Donald Rumsfeld, attuale numero 1 del Pentagono; o la General Dynamics (aerei senza pilota) in cui Rumsfeld, da privato, ha avuto le mani in pasta. O la General Atomics Aeronautical Systems Inc. , produttrice del Predator: il drone più usato dalla Cia. Merita un occhio soprattutto la Alliant Technosystems. Mai sentita nominare? Questa relativamente piccola impresa del Minnesota è il maggior fornitore di munizioni per le forze armate americane: dalle bombe a grappolo CBU-87 e CBU-89 ai proiettili M829 da 120 mm. per carri armati, fino al PGU-14 Armor Piercing Incendiary, perforante e incendiario. Insomma tutto il materiale di consumo per la guerra infinita, e dio sa quanto consumi l'armata Usa. Non abbiamo scoperto nessuno specifico personaggio, già a libro paga della Alliant, che sia oggi nelle poltrone del governo Bush. Tuttavia, nel 2000, l'azienda ha speso 460 mila dollari per azioni di lobbying e versato a pioggia, nel 2001, contributi elettorali per 135.960 dollari. Qualcuno che le deve gratitudine, nell'esecutivo o nelle Camere, c'è di sicuro.

Non ditemi più che non sapete dove investire. D'accordo, la New Economy ha fallito, le dot. com vi hanno fatto perdere un sacco di soldi. Ma è arrivata la Newest Economy, ragazzi. Fatevi sotto, questa durerà.

http://www.liberazione.it/giornale/030211/default.asp