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Il costante spopolamento della Valle

La popolazione residente nelle piccole località della Valsesia ha subito nel corso del XIX e del XX secolo una forte contrazione numerica, dovuta alla forte emigrazione - non soltanto a carattere stagionale - delle forze-lavoro verso i centri più industrializzati della Bassa Valle o verso l'estero (in particolare verso la Francia).
Come appare dalla tabella sotto riportata, alcuni centri, quali ad esempio: Boccioleto, Cellio, Cravagliana, Fobello, Rimella, che presentavano agli inizi dell'800 concentrazioni demografiche di tutto rispetto, hanno registrato nel tempo una drastica diminuzione dei residenti, riducendosi ormai al rango di micro-comuni.

Ne hanno beneficiato in parte Varallo e Borgosesia, quest'ultima anche grazie allo sviluppo dell'industria laniera e delle attività manifatturiere in genere.

Comune
1807-8
1838 (c.a)
1890 (c.a)
1921
1977
1999
Alagna
nd
697
677
659
503
nd
Balmuccia
410
401
436
307
nd
nd
Boccioleto
775
645
967
825
481
286
Cervatto
nd
220
169
190
85
nd
Campertogno
nd
1207
837
581
275
233
Carcoforo
219
203
164
131
97
75
Cellio
3486
1800
2614
1764
nd
900
Cravagliana
1027
1393
1890
1201
446
300
Fobello
1110
1164
931
886
442
162
Mollia
451
544
511
329
110
99
Pila
nd
385
407
290
129
nd
Piode
498
500
511
320
202
199
Rassa
nd
666
699
517
151
nd
Rima S.G.
197
181
304
242
115
81
Rimasco
nd
294
519
398
nd
nd
Rimella
1200
1279
1232
900
287
149
Riva Vald.
nd
680
670
693
351
nd
Rossa
778
664
545
467
187
199
Sabbia
405
620
695
637
188
93
Scopa
799
792
765
612
365
370
Scopello
912
845
828
598
434
428
Varallo
2805
3013
3347
4339
7657
7543
Borgosesia
2569
2474
2474
6095
nd
14123

Basti pensare che, ad esempio, un piccolo comune dell'Alta Valle, Piode, dopo una sostanziale stabilità demografica verificatasi dal 1590 al 1871, ha subito nelle epoche successive una costante diminuzione della popolazione, sino a giungere a un livello tale da rendere ormai poco giustificabile, sotto un profilo razionale e funzionale, l'esistenza del Comune stesso.

Piode, panorama
anno
residenti
1590
550
1599
547
1720
522
1738
500
1760
458
1776
474
1788
493
1838
500
1840
448
1856
433
1871
511
1881
442
1901
405
1911
425
1936
263
1977
202
2000
190

La presenza di questi micro-comuni, dotati di propria autonomia politica ed amministrativa, comporta infatti una evidente dispersione di risorse, che potrebbero forse trovare più razionali impieghi se fossero gestite in modo più collegiale e sinergico, evitando anche il tradizionale "campanilismo" che spesso divide fra loro i piccoli centri montani.

Ben diversa è, in ogni caso, la situazione di quelle stesse località nei periodi delle vacanze estive e invernali, quando l'affollamento turistico e l'occupazione delle "seconde case" fanno sì che anche i più piccoli paesi tornino ad essere vivacizzati da una folla di persone che supera di gran lunga il numero degli abitanti "di una volta". E spesso è proprio grazie alla presenza di questa massa di "forestieri" che vengono mantenute in essere talune tradizioni e salvaguardati alcuni tesori che altrimenti verrebbero cancellati anche dalla memoria.
Basti pensare alle piccole frazioni abbarbicate sulle pendici dei monti, e spesso non raggiungibili se non attraverso impervi sentieri o carreggiabili alquanto sconnesse, dove l'incuria del tempo e degli uomini ha pressoché lasciato cadere in rovina molte delle antiche abitazioni. Qualcuna di esse si è salvata grazie alla loro trasformazione da parte dei villeggianti in "seconde case"; purtroppo talvolta con qualche aggiunta moderna di troppo.