Liceo Classico Sperimentale Statale “B.Russell” di Roma  

INTRODUZIONE DEL DOCENTE 

Vincenzo Calabrò

v.calabro@iol.it

http://users.iol.it/v.calabro

Abstract

Viene messo in evidenza il significato del progetto di lavoro inerente all’approfondimento tematico specifico di fisica che l’allievo Emiliano Minella ha presentato agli esami di Stato 1997/98.


      L’iniziativa di realizzare un esperimento di fisica avente lo scopo di misurare alcune grandezze fisiche studiate durante il corso e la scelta di inserire il relativo studio empirico esplicitamente nella programmazione didattica annuale da presentare agli esami di maturità in forma multimediale è importante per molti aspetti. Sebbene essa possa suscitare qualche perplessità in merito alla presenza nel programma d’esame di un documento pubblicato in rete nelle pagine WEB della scuola, v’è da dire che nel nostro liceo è prassi ormai consolidata da più di un decennio quella di legare nell’insegnamento della fisica le attività didattiche teoriche con la dimensione empirica della disciplina. La presentazione di un’esperienza di ricerca e di progetto in forma multimediale costituisce peraltro una significativa anticipazione del nuovo esame di maturità previsto dal Ministero della P.I. per il prossimo anno e una rara occasione di verifica della validità della riforma stessa. Al Liceo Classico Sperimentale Statale “B. Russell” di Roma ogni anno gli allievi realizzano l’importante e significativa esperienza di studiare un aspetto del tema riguardante il cosiddetto “approfondimento tematico” dal punto di vista epistemologicamente corretto dell’analisi e dello studio sperimentale in laboratorio di un fenomeno che coinvolge sempre, com’è noto, la misurazione di grandezze fisiche. L’iniziativa ha il pregio di continuare una nobile e importante tradizione che ha sempre visto il laboratorio di fisica e la dimensione empirica della disciplina occupare una parte significativa delle attenzioni  della didattica curriculare dei docenti di scienze empiriche del liceo “Russell”, perpetuando nel tempo quel processo di rivalutazione del sapere scientifico che ha sempre visto la dimensione empirica come un momento importante e significativo del “fare” fisica. L’obiettivo principale di questo modo di articolare il discorso scientifico è quello di consentire agli allievi maturandi di riflettere, nella sede ufficiale di un esame di maturità, sulle tematiche proprie della natura del sapere scientifico che ha sempre visto l’esperimento di fisica come uno dei momenti galileianamente più importanti di realizzazione del metodo sperimentale. Il progetto di ricerca di tipo empirico che ci riguarda è quello che vede i concetti di resistenza, induttanza e capacità elettrica al centro della riflessione conoscitiva nell’ambito dello studio della produzione, propagazione e rivelazione di onde elettromagnetiche prodotte mediante un circuito oscillante. Com’è noto, una delle applicazioni fondamentali dei circuiti oscillanti (costituiti da un semplice circuito RLC) è la generazione e l’emissione di oscillazioni elettriche ad alta frequenza quali si richiedono nelle trasmissioni radioelettriche. Le onde elettromagnetiche che  vengono irradiate nello spazio da un’antenna trasmittente, confermate empiricamente ormai più di cento anni fa nel 1888 da H.R. Hertz, hanno offerto il mezzo di realizzare una ennesima brillante conferma della teoria di Maxwell che si è concretizzata nella trasmissione a distanza di segnali telegrafici e telefonici. I circuiti elettrici che realizzano questa importantissima proprietà funzionano mediante l’uso di componenti elettrici chiamati rispettivamente resistori, induttori e condensatori le cui proprietà elettriche costituiscono l’oggetto dell’interesse col quale un allievo del liceo ne ha misurato in laboratorio i valori. Il lavoro che l’allievo Emiliano Minella del 3° Tr. C (ind. scient.) ha svolto è denominato “progetto di ricerca” in quanto ha permesso di realizzare l’importante meta educativa di consentirgli di essere un “piccolo ricercatore” protagonista autentico dell’apprendimento. L’allievo è partito da un problema, da un’idea che ha interessato i metodi di misurazione più comunemente adoperati nella tecnica per associare alle tre proprietà elettriche dei numeri che fossero quantitativamente rappresentativi delle misure delle tre grandezze fisiche. L’itinerario specifico seguito è stato il seguente. Dallo studio dei circuiti e dei fenomeni attinenti al trasporto dell’elettricità nei solidi dal punto di vista macroscopico all’analisi dei principali fenomeni in circuiti elettrici in corrente continua e corrente alternata; dallo studio dei metodi di misura in corrente continua e corrente alternata di  ( R ), ( L ) e ( C ) alle applicazioni concrete della teoria degli errori e alla valutazione della bontà dei risultati ottenuti. La progettazione e la successiva realizzazione di una serie di esperimenti relativi alla misurazione di ( R ), ( L ) e  ( C ) e la successiva analisi ed interpretazione dei dati rilevati costituiscono un valido esempio dei metodi e delle procedure che caratterizzano l’indagine empirica della scienza. Il passaggio categoriale dai fenomeni stazionari in corrente continua a quello dei fenomeni variabili in corrente alternata e la successiva parallela analisi delle analogie e delle differenze è stato interessante e, per molti versi, divertente. La novità in corrente alternata del concetto di impedenza come somma vettoriale di resistenze e di reattanze, l’uso del simbolismo dei numeri complessi e dei diagrammi vettoriali delle terne triangolari resistenza, reattanza e impedenza da un lato, di cadute di tensione ohmica, induttivo-capacitiva e totale dall’altra con in più l’altro triangolo della potenza attiva, reattiva e apparente sono risultati alla fine piacevoli per le novità dei contenuti affrontati, interessanti per la varietà dei metodi adoperati e importanti per i  possibili risvolti euristici che gli argomenti in studio hanno rivestito  nei riguardi di una più efficace comprensione dei concetti inerenti al programma d’esame. Se si è riusciti nell’intento non sta a me dirlo. Il vero problema non è quello di esprimere un giudizio sul lavoro svolto quanto quello di riuscire a tradurre in pratica e con intenti didattici espliciti un curricolo scolastico in grado di insegnare ai giovani una traccia metodologica di indagine attraverso la quale fornire loro la consapevolezza di avere sviluppato un lavoro significativo e di grande progettualità in quanto l’uso il più consueto possibile di tale strategia consente loro di acquisire duttilità mentale e doti significative sul piano del ragionamento che li indurranno ad agire sia nel proseguimento degli studi universitari, sia soprattutto, nella vita in modo vigile, critico e consapevole.                                                                                                                                    

Roma, 1 Giugno 1998                                      L’insegnante di Fisica e lab.

                                                                             Prof. Vincenzo Calabrò

       
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