ZONE MONUMENTALI

 

SUL COSTONE CENTRALE DI MACCHIA GRANDE, DELIMITATO A TRIANGOLO CON IL VERTICE A NORD, SONO VISIBILI RESTI CHE SEMBRANO RIVELARE ANTICHI STANZIAMENTI ABITATI.

SI INTRAVEDONO GRADINI, BALZOLI, SEGGI; IL MOTIVO GEOMETRICO RETTILINEO E TONDEGGIANTE RENDE EVIDENTE L'OPERA DELL'UOMO, ESSO DOMINA IN ASSURDA ASIMMETRIA MAI RISCONTRATA IN ALTRE FORME DI ARTE UMANA, TUTTO UN COMPLESSO EMERGENTE SU DUE DECLIVI.

E' IN QUESTO LUOGO CHE HA LAVORATO IL PROF. MARIO SIGNORELLI DI VITERBO, SOSTENENDO DI AVERVI IDENTIFICATO LA CITTA' SACRALE DEGLI ETRUSCHI, PUBBLICANDO NUMEROSI VOLUMI.

FRA LEGGENDE E FANTASIE, DALLE NOTIZIE RACCOLTE IN LOCO, SPESSO DISCORDI, SEMBRA CHE SUL COSTONE FOSSERO CONDOTTI SCAVI DI UNA ANTICHISSIMA CAVA DI TUFO.

SU QUESTI, CHE GIA' FORMAVANO STRANE ARCHITETTURE, IL SIGNORELLI AVREBBE CREATO GRADINATE E ACCENNI DI CUNICOLI, DANDO ALL'INSIEME UN ASPETTO QUANTOMENO SINGOLARE.

PUR SENZA ACCETTARE VERSIONI FANTASIOSE, NON POSSIAMO TUTTAVIA ESCLUDERE L'IPOTESI DI UNO STANZIAMENTO ABITATO.

GENERALMENTE IL DISCORSO TENDE SEMPRE A RICONOSCERE UNA MATRICE LOGICA A QUESTI COMPLESSI, E QUI' ESSA MANCA.

MA PER GIUNGERE AD UNA AFFERMAZIONE DEFINITIVA E' COMUNQUE INDISPENSABILE RISOLVERE I DUBBI POSTI DAGLI SCARSI ELEMENTI OFFERTI DA QUESTO LUOGO.

E' AZZARDATO CONSIDERARE VERI O PRESUNTI I DATI PLANIMETRICI, I VALORI SCENOGRAFICI E DECORATIVI, LE IMPOSTAZIONI ASSIALI E SIMMETRICHE, DALLE VISUALI CHE NE DERIVANO.

LA SCELTA DEL LUOGO NON SAREBBE STATA FELICE PER L'IRRILEVANTE CAPPELLO ERBOSO SULLA CROSTA DI TUFO, PER L'ACQUA, QUI' RAGGIUNGIBILE SOLO IN PROFONDITA', PER LA SCARSA VEGETAZIONE.

IL PIANORO E' ESPOSTO A TUTTI I VENTI E A TUTTE LE TEMPESTE CHE NELLA STAGIONE INVERNALE IMPERVERSANO

LA NOSTRA LOGICA CI FA SUPPORRE CHE UN SACELLO DOVESSE SORGERE LUNGO UNA VIA FONDAMENTALE PER IL COMMERCIO E NON IN UN SITO COSI' ISOLATO.

ESCLUSO QUINDI OGNI VANTAGGIO, ESSO PRESENTA LA CARATTERISTICA DI ESSERE IL PUNTO PIU' PIANEGGIANTE DI UN PERCORSO IN SALITA E DOMINANTE PER UN VASTO RAGGIO LE VALLI D'INTORNO.

MA POTEVA QUESTO BASTARE PER INNALZARE GRANDIOSE OPERE COSTRUTTIVE CON L'AFFASCINANTE GIOCO DI ARCHI A VOLTE SULLE AMPIE VALLATE?

A NOSTRO PARERE, QUESTE ARCHITETTURE, SE ACCETTATE PER TALI, NON POSSONO ATTRIBUIRSI AGLI ETRUSCHI, CIVILTA' RELATIVAMENTE VICINA, MA AD EPOCHE VETUSTE IN CORRISPONDENZA CON LE ERE NEOLITICHE E FORSE SOLO SUCCESSIVAMENTE ABITATE DA NUCLEI ETRUSCHI.

A CONFERMARE QUESTA IPOTESI E' L'ESISTENZA DI NUMEROSE GROTTE CHE SI APRONO SUL LATO EST DELLA SUPPOSTA CITTA', SUL FIANCO DEL COSTONE.

A NORD-EST SORGONO I RUDERI DI UNA ANTICA FORTEZZA-MONASTERO ERETTA DAI FRATI MINORI CONVENTUALI DI VITERBO, A SEGUITO DEL SACCO DI ROMA, FRA IL 1528 ED IL 1554.

UN RUDERE DI VECCHIE MURA SI LEVA SOPRA UNA ROCCIA DI TUFO LITOIDE A POMICE E SCORIE NERE.

LE FERITORIE A SCOPO DIFENSIVO NELLE MURA E L'ASSENZA DI UNA CAPPELLA ESCLUDONO L'IDEA DI UN CONVENTO.

LA COSTRUZIONE E' ERETTA SU DI UNA SERIE DI PASSAGGI SOTTERRANEI E GROTTE SCAVATE NELLA ROCCIA, DI ORIGINE NEOLITICA O FORSE FALISCA. NON EBBE FORTUNA PERCHE' VENNE DISTRUTTA DA UN TERREMOTO NEL 1561.

UN'INDAGINE COMPIUTA IN LOCO DALLA MISSIONE HA RIVELATO DUE ASPETTI INTERESSANTI:

ALTRA GROTTA NOTEVOLE SEMPRE NEL LATO EST, SI APRE NEL COSTONE, PITTORESCAMENTE DENOMINATA "GROTTA DEL DIAVOLO". UN'INSIEME DI VANI INTERCOMUNICANTI SCAVATI NEL TUFO GRIGIASTRO, CON GRADINI ANCORA INTEGRI E TRACCIE UMANE INCONFONDIBILI.

 

DA UNA GRANDE SALA DALLA VOLTA ARCUATA SI ACCEDE IN ALTRE DUE LE CUI PARETI SONO TRASFORMATE IN UN ALVEARE DI COLOMBARI (CIRCA 400) CHE DOVEVANO FORSE CONTENERE OGGETTI DI CULTO ED OFFERTE. DUE APERTURE A FINESTRA VERSO NORD-EST SI AFFACCIANO SUL COSTONE A PIOMBO PER 90 METRI.

 UN'ALTRA GROTTA DALLA VOLTA ARCUATA SI APRE INVECE IN SUPERFICIE AL CENTRO DELLA SUPPOSTA CITTA'; L'INSIEME NON E' PRIVO DI UN PARTICOLARE FASCINO

UN SONDAGGIO EFFETTUATO SUL PIANORO FINO A MT. 4,80 HA RILEVATO PRESENZA DI TUFO COMPATTO.

LA FOTOGRAFIA INFRAROSSA ALL'INTERNO DI UNA GROTTA OVE ERANO SUPPOSTI IPOTETICI PASSAGGI NON RILEVA SEGNI DI CAVITA'.

NEL LATO EST DI MACCHIA GRANDE, CENTO METRI PIU' A SUD DELLE ROVINE DEL CASTELLO DEI FRATI MINORI, VI SONO I RUDERI DI UN ALTRO EDIFICIO -FORSE UN CONVENTO- SEMPRE COSTRUITO DAGLI STESSI NEL 1595. IN QUESTO CASO VI ERA ANNESSA UNA CAPPELLA. VIENE PARZIALMENTE ESPLORATO UN SOTTERRANEO CHE SCENDE NEL SOTTOSUOLO CON UNA INCLINAZIONE DI 45° PER CIRCA 30 METRI, OSTRUITO DA UNA FRANA. NEI PRESSI, L'IMBOCCATURA DI UN POZZO APPARE INTERAMENTE INTERRATA.