TROPPO FACILE IL GIOCO

PER I CANTANTI DI CASA

 

 

"O MATUSA" ha vinto il Festival della canzone napoletana

 

Napoli, 22 luglio

 

"O MATUSA" recitata da Nino Taranto e da "I Balordi" ha vinto (con un solo punto di scarto) il quindicesimo Festival della canzone di Napoli. Al secondo posto si sono piazzate ex-aequo con ventisette punti "A prutesta", cantata sempre da Nino Taranto e Gloria Christian e "O Vesuvio" interpretata da Domenico Modugno e Sergio Bruni.

Al terzo posto infine si è classificata "Pulcinella o' core 'e Napule" portata in finale da Aurelio Fierro e Maria Paris.

Come diceva Molière? "Tu l'as voulu, Georger Dandin". L'avete voluto voi, che continuate a spremere le ghiandole lacrimali oltre ogni limite consentito, fermamente convinti che i napoletani - trascurando la bottega, l'ufficio, la portineria - non abbiano altro pensiero che il canto, la vendetta, l'attesa della donna amata, il sorriso sulle labbra ma la morte nel cuore. E così, anche la seconda sera, le giurie si sono vendicate assegnando il miglior punteggio a una povera canzone da due soldi che però non fa "chiagnere" e, anzi, può addirittura divertire, ma soltanto se siete di bocca buona, non escludendo la mediazione di un Nino Taranto alla "Ciccio Formaggio" che gli altri cantanti guardano un po' di traverso perché fa anche il presentatore. "Concorrenza sleale - sostengono - non si può tenere il piede in due staffe" .

 

 

 

Con la doppia affermazione, a Sorrento e a Ischia, del più trito avanspettacolo, il XV Festival si è autocondannato prima ancora della conclusione. Con l'aggravante di alcune bocciature del tutto immeritate. Siamo ormai abituati ai misfatti delle giurie, ma come si fa ad escludere una canzone come "E facimmoci 'a croce" per avallare anonimi svolazzi calligrafici come "Freva 'e gelusia" o "Mare pittato 'e luna"? Sono scritti con inchiostro che sembra acqua, ma com'è possibile fare un torto a Gloria Christian, a Maria Paris e ad Aurelio Fierro? Conta pur qualcosa la suggestione del nome.

Così, la terza serata è andata avanti come una partita a carte in famiglia, dove tutti i big (Paris, Christian, Bruni, Taranto, Abate, Fierro, Gallo, Merola) disponevano equamente di due canzoni, lasciando agli altri le briciole. Insomma, un reame di Napoli che tiene a bada lo invasore, contenendolo entro limiti di sicurezza. Mai come quest'anno, ad esempio, si erano visti tanti complessi: ebbene, si sono salvati soltanto i Balordi che qui hanno un seguito non indifferente. Tutti gli altri sono rimasti a secco, cominciando dai Delfini, che pure avevano conferito un certo smalto a "Chiuveva".

 

La Fiamma - Sydney,  25 luglio 1967

 

 

 

Si tratta evidentemente di un giornale per italiani in Australia.

 

Sul retro del ritaglio c'è una pubblicità di sottaceti in genere - salsa alle vongole - ceci, fagioli e lenticchie lessati, a LEICHHARDT (N.S.W.)

 

 

Del Festival ricordo quasi esclusivamente la nostra partecipazione e la netta sensazione di essere capitati in casa d'altri.

 

 

 

 

 

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