Via ferrata Fiamme Gialle - 24/25 maggio 2003

La luce del mattino annuncia una bella giornata per un' escursione in montagna,i soliti 4 Amici degli amici della Montagna (Andrea, Maurizio, MariaCristina, Ettore) sono pronti per una nuova escursione,Anche per questa volta abbiamo due ospiti, il recidivo bergamasco Giovanni, già alla seconda uscita con noi (se non i xe mati no i voemo) e una nuova presenza, Cristiana, lecchese d.o.c. Lasciamo le macchine al parcheggio in Val Canali, dove inizia il divieto di accesso, a quota1350 m.ca., e, sotto un cielo azzurro e un sole splendente, con gli zaini un pò pesanti ci incamminiamo per il sentiero 707.

Attraversato il torrente sul lato est continuiamo a salire per una mulattiera nel bosco e in 40 minuti siamo al Rif. Treviso a 1631 m. Breve pausa di ristoro al Treviso,il gestore ci dice che troveremo neve anche a bassa quota nel canalone che porta all'attacco della ferrata. Visioniamo il ricovero invernale che si presenta pulito e accogliente,avrà un buon punteggio nella nostra scheda di valutazione.

Riprendiamo il sentiero comodo e per tranquilli sali scendi attraversiamo il canalone di S.Anna,il vallone dei vani alti e raggiungiamo il bivio a 1750 m.ca. Il nostro sentiero prende a destra con numero 347 e con un' erta salita per il Vallone del Coro andiamo all'attacco della ferrata.Sulle cime delle Pale, verso il Pradidali, si stanno addensando dei nuvoloni grigi,ma la cosa non ci preoccupa. Salendo con buon passo ci troviamo a 2380 m.ca. a dover effettuare un attraversamento a sinistra di un esteso nevaio per raggiungere l'attacco della ferrata. La cosa si presenta di una certa difficoltà per lo stato della neve e la forte pendenza, non avendo fra l’altro la piccozza,Dopo alcuni tentativi decidiamo di risalire ancora un pò fino a delle roccette ,per poi ridiscenderle per uno stretto e franoso canalino in modo da aggirare il nevaio. Raggiunta la cengia pulita dell'attacco, e recuperata la corda che Andrea aveva fatto inavvertitamente rotolare per un centinaio di metri sul nevaio sottostante, ci siamo imbragati e abbiamo attaccato la ferrata. Canalino innevato durante la ferrataAvere la corda di sicurezza si è dimostrato molto utile: è stata indispensabile in tre occasioni per l'attraversamento di canalini nevosi strapiombanti dove la corda fissa era sepolta dalla neve. La ferrata si caratterizza per alcuni passaggi aerei ed esposti, se ne apprezza la bellezza salendo per rocce senza usufruire dell'aiuto che ti può dare la corda (sempre in sicurezza però). Punto chiave del percorso è una placca verticale dove c'è l'unico piolo della ferrata.La ferrata avrebbe bisogno di manutenzione,lungo il percorso ci sono 4 chiodi rotti o divelti. Sbucati alla fine della ferrata sulla forcella del Marmor, a 2550,m, lo spettacolo ci è negato da un fitto strato di nuvole che avvolgono le cime. Raggiungiamo in breve l’altopiano dei Foch Panoramica dall'altipiano dei Foch dove si trova il Bivacco Reali, invisibile però fino a pochi metri da esso: le nuvole continuano a coprire tutto.Sono le 15,45 e siamo a 2585 m.

Il bivacco è stato ristrutturato nel 1998 nella classica forma a botte color rosso. Ci sono sei posti in brande a castello, con materassini , cuscini nuovi e coperte in abbondanza, è pulito e non ci sono spifferi. L’ambiente è piccolo e facciamo difficoltà ad organizzarci: chi fa due passi, chi si riposa, chi prepara un te caldo.Il cielo rimane ostinatamente chiuso dalle nuvole, qualcuno cerca l’acqua nei dintorni, e gli altri si appolaiano sulle brande in attesa che lo chef ci prepari le sue famose minestre.

La mattina dopo mi infilo i ramponcini e vado a recuperare la borraccia che Maria-Cristina aveva perso il giorno prima: la neve è compatta e dura, l'aria è frizzante e il cielo è limpidissimo: tutto e predisposto per una escursione “solo tu e la natura”, mentre discendo il pendio del vallone il solo rumore che sento sono i ramponi che mordono la superficie ghiacciata. Faccio delle soste per ascoltarmi e ascoltare il magnifico silenzio della natura,recupero la borraccia sul fondo del vallone e rientro velocemente al bivacco. L'escursione alla croda Grande viene accantonata per la troppa neve,saliamo invece sulla Torre dei Becchi 2686 m: salita facile ed un panorama che in parte ci consola alla rinuncia della Croda Grande.Rientriamo al bivacco e verso le 9 ci muoviamo in direzione della forcella degli Sprit per seguire il nostro itinerario originale che prevede di percorrere il sentiero dei Vani Alti: ma,raggiunto il pianoro antistante la forcella, le tracce del sentiero spariscono definitivamente,controlliamo con i binocoli,non c'è alcun segno nè di ometti nè bolli rossi che ci diano un'indicazione. Si decide di ritornare sui nostri passi e rifare la ferrata in senso opposto.

La discesa si svolge in tranquillità, rifacendo le nostre sicure con la corda nei traversi innevati,,fino a poco dopo la metà ca. della ferrata quando a me succede un incidente. A causa di questo incidente la marcia viene alquanto rallentata e i lombardi allungano il passo perchè poi hanno molte ore di macchina. Io debbo ringraziare i miei compagni che mi hanno aiutato e sostenuto per tutto il percorso,impiegando il doppio del tempo previsto per arrivare alla macchina,se non fosse stato per il mio incidente sarebbero stati due giorni eccezionali in un ambiente unico. Arriviamo alla macchina verso le 18,45, ancora un grazie a tutti!!!!!!


Maurizio
Torna all'home pageHome page ItinerariI nostri itinerari ArchivioArchivio Casere LinkI nostri Link