Cima dei Preti - 14/15 ottobre 2006

Il Duranno e la COsta dei Nass da Val del Compol.La salita della Costa dei Tass è veramente ostica. Il sentiero accenna a qualche timido tornante, ma è tutto inutile, sembra vada su dritto. La pozza d’acqua che si attraversa prima di attaccarla ti invita a fermarti. Anche il tempo oggi ti direbbe la stessa cosa: appena sopra la Costa dei Nass le nuvole ristagnano coprendo il panorama che, lo scoprirò il giorno dopo scendendo, regala una visione notevole del Duranno.
Silenzio assoluto. E più si sale più aumenta, il silenzio. Le nuvole nelle quali mi trovo fanno il resto: un mondo irreale, fatto di pietre e ometti silenziosi. Un mondo che finisce nel bianco dieci metri più avanti.
Il Greselin tra le nuvole. L’umore non è dei migliori, quello che abbiamo dentro non riusciamo a lasciarlo a valle. L’idea di passare buona parte del pomeriggio nella solitudine del bivacco immerso nelle nuvole mi mette un po’ di angoscia. Perché sono convinto che in un posto così con un tempo così non troverò nessuno. Ma ormai mancano un centinaio di metri, non vedo dove mi trovo ma l’altimetro mi soccorre.
Dal bianco un richiamo, al quale segue una risposta. C’è gente. Tre persone stanno arrivando anche loro al bivacco. E altre tre ne arriveranno dopo. Sono contento tanto quanto sono dispiaciuto. Il problema della solitudine (e dell’angoscia che questa si porta dietro) è risolto. Però oggi, forse, era quello che cercavo: silenzi, pensieri, solitudine.
Compagnia piacevole che aiuta a trascorrere il lungo pomeriggio. Perché le nuvole non ne vogliono sapere di andarsene e la salita alla Cima dei Preti in questa condizione non è possibile farla.
Il Bivacco Greselin “sorge al centro dell’incantevole Cadin dei Frati, in un anfiteatro di cime imponenti”, ci spiega Paolo Beltrame nella sua guida “101% vera montagna”. Non oggi però.
Oggi è difficile anche ammirare i custodi del bivacco, due stambecchi che da queste parti sono di casa. Chiudiamo la porta, lasciamo fuori il bianco e l’umido che ti entra ovunque.
La campana sulla vetta. L’alba regala ciò che tutti speravamo: luci, colori, sole. Ecco che ha un senso la definizione di Beltrame.
Devo affrettare i tempi, con una giornata così non voglio rinunciare alla cima ma oggi, proprio oggi, devo rientrare presto in pianura. La La pozza.salita alla Cima dei Preti è bella, a tratti faticosa e con qualche difficoltà alpinistica, ma sempre ben segnalata da ometti e da qualche segno rosso. E offre squarci e panorami di notevole bellezza. Dalla cima si spazia a 360°, bisognerebbe starci li ore per dare un nome a tutte le cime. Maledetta fretta: due rintocchi della campanella, qualche foto, la firma sul libro di vetta.
E poi giù, 2000 metri di discesa ripida: il bivacco, gli stambecchi, la Costa dei Tass, la pozza… Sta arrivando il sole alla pozza, l’acqua è limpida e invita ad immergersi. Ecco un altro buon motivo per tornare da queste parti.

(Andrea)


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