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accenni storici sui fuocchi epifanici

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Seima; Pignarul

L'antica festa pagana dell'accensione dei fuochi epifanici giunge a noi dalla tradizione celtica.
La purificazione per mezzo delle fiamme stava a significare la rinascita a nuova vita, l'ingraziamento al dio agreste per ottenere messi abbondanti e la fertilità per la terra e per le donne della tribù. Fin dall'antichità, inoltre, il fuoco veniva utilizzato dai pastori per purificare il bestiame che era incitato a passare attraverso le fiamme affinché fosse protetto dagli influssi maligni delle fate e degli spiriti del bosco, sempre particolarmente attivi in quel periodo dell'anno.
Il rito, che in origine, avveniva in occasione del solstizio di primavera, con l'influenza del Cristianesimo, viene posticipato e va a coincidere con quello dell'Epifania ma mantiene comunque il legame con le credenze agresti che indicano gennaio come il mese in cui inizia il risveglio della natura. Da questo momento il significato di rinascita legato al fuoco va a coincidere con quello della nascita di Gesù e da qui i due riti giungono fino a noi uniti nella forma che conosciamo.
Il termine Epifania deriva dal greco e significa "manifestazione di Dio". Nella tradizione Cristiana, indica la festa che rievoca la visita dei Re Magi al bambino Gesù nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.

La festa dell'Epifania risale agli anni 120 - 140 d.C. quando, nell'Oriente Cristiano, si è cominciato a commemorare il battesimo del Signore.
In realtà oggi, sia in Oriente che in Occidente, l'Epifania ha assunto il carattere di una solennità ideologica trascendente dai singoli episodi storici: si celebra la manifestazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, cioè la prima fase della redenzione.
Nella tradizione popolare la befana incontra i Re Magi nel loro cammino verso Betlemme. Smarriti, essi si fermano all'uscio della sua dimora per chiedere indicazioni sulla strada da percorrere ma la donna non sa dare loro nessuna indicazione. I Re Magi propongono alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiuta perché ha molto lavoro da sbrigare. Dopo che i tre Re se ne sono andati, la donna comprende l'importanza della loro missione e decide di andare a rendere omaggio al Bambino Gesù. Non essendo in grado di raggiungere i Re Magi, ella ferma ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo sia Gesù.
Così ogni anno, la sera dell' Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c'è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece ha fatto il cattivo.

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