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 Eugenio Bennato


 

Nel 1969 (nato a Napoli nel 1948) fonda la "Nuova Compagnia di Canto Popolare", cominciando così la ricerca della musica etnica in Italia. La "Nuova Compagnia di Canto Popolare" conquista il pubblico più giovane, e segna enormemente il lavoro di artisti che negli anni '60 hanno dato vita alla "Scuola Napoletana" (Pino Daniele, Edoardo Bennato, Toni Esposito, Alan Sorrenti, etc.).

Con la NCCP Bennato registra sei lp, e dopo un memorabile esordio al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1972) comincia una serie di fortunate tournée in Italia e all'estero (Francia, Gran Bretagna, Germania, Yugoslavia, Unione Sovietica, Argentina, etc.).

 
Nel 1976 Eugenio Bennato fonda "Musicanova", un nuovo gruppo con il quale realizza numerose fortunate incisioni, e con il quale va in tour in Italia e all'estero.
Nel frattempo sviluppa un'intensa atttività di compositore di colonne sonore per cinema, teatro, e balletto.

 
Nel 1978 "L'eredità della Priora" (RAI) - nel 1980 "Il Voto", piéce teatrale di Di Giacomo - nel 1982 "Sotto le stelle", un balletto by L. Falco - nel 1983 "Domani si balla", un film di M. Nichetti, con M. Melato - nel 1984 "Don Chisciotte", piéce teatrale e film di M. Scaparro - nel 1988 "A sud di Mozart", per la compagnia l'Alterballetto - nel 1989 "Cavalli si nasce", film S. Staino - nel 1995 "Le mille e una notte", per il Progetto Europeao del Teatro di Roma - nel 1997 "La stanza dello scirocco", film di M. Sciarra, con G. Giannini: per quest'ultima realizzazione Eugenio Bennato ha vinto il "Nastro d'Argento 1999" per la miglior colonna sonora.

 
A causa della sua attenzione allo sviluppo culturale del Sud, ed alla sua perizia da etnomusicologo, oltre che alla sua creatività, Eugenio Bennato è ben presto diventato il referente principale per chi si occupa di musica etnica italiana.

Nel 1998 Eugenio Bennato crea il movimento artistico "Tarànta Power". Nel gennaio del 2000 DFV ha pubblicato due cd ("Taranta Power" e "Lezioni di Tarantella") interamente dedicati al progetto di Eugenio Bennato, che consiste nella riscoperta ed attribuzione di un nuovo significato al potere musicale della tarantella, che ne enfatizzi le sue qualità di strumento di liberazione individuale ed allo stesso tempo di aggregazione sociale.
Il progetto presenta il lavoro di alcuni dei Maestri della tarantella ("Lezioni di Tarantella"), come Andrea Sacco con la sua magica chitarra battente, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone, e le sue varianti regionali, pugliesi, campane e calabresi, insieme ad un originale contributo creativo di Eugenio Bennato accompagnato dal gruppo Musicanova ("Taranta Power").
La Tarànta, o Tarantella - danza rituale del Sud Italia - con il suo movimento travolgente, la sua purezza ritmica, con l'espressione delle donne moderne rapite dalla sua magia, con la sua forza emergente che fa sognare - ed in quanto grande danza mediterranea del futuro, al pari del flamenco e del fado - è il filo conduttore di un viaggio che attraversa il mito antico e contemporaneo della musica del Sud.

Oggi la Tarànta ha catturato l'attenzione di una grande platea che legge in essa uno splendido modello di danza liberatoria, a metà fra le suggestioni mediterranee dei ritmi greci e degli echi musicali nord e medio orientali. Eugenio Bennato si è avvalso per la realizzazione di questo progetto della collaborazione di musicisti provenienti da Campania, Calabria, Puglia e Basilicata. Questo progetto sta progressivamente guadagnando alla Tarànta la sua affermazione definitiva di forza unitaria della tradizione, viva nel presente e proiettata nel futuro.

Di notevole interesse è il successo ottenuto ad Tarànta Power in Italia e all'estero, dove l'energia e l'impatto della forza della musica hanno scatenato anche fra i più giovani - avvezzi alle avanguardie, al rap e all'hip hop - un desiderio di ballare, scatenarsi e muoversi, presi da stupore, entusiasmo e ammirazione. 

 


 

La parola tarantella vi ricorda il ballo che tutti conoscono, quello esploso nell'800 a Napoli e ripreso anche da Rossini, Mendelssohn e altri autori? Beh, dimenticate tutto perché l'autentica tarantella è una cosa completamente diversa. E' nata più di mille anni fa nel Salento, non ha nulla di lezioso e musicalmente è più travolgente della miglior world music. Una volta era un ballo liberatorio e terapeutico per i tarantolati, ovvero le persone morse dalla tarantola, oggi decine di migliaia di ragazzi che amano il rock d'avanguardia, il rap, l'hip-hop e altri generi attualissimi l'hanno riscoperta grazie a Eugenio Bennato e la ballano con entusiasmo per ore
 

La riscoperta della vera tarantella è merito di Eugenio Bennato, musicista attento e intelligente che ha frugato tra le antiche tradizioni del Salento, ha recuperato un repertorio riproposto ancora da poche formazioni locali, l'ha vestito di un sound attuale, di ritmi antichi e al tempo stesso attualissimi e di arrangiamenti di alta classe. Da qualche mese, con una band che è formata da solisti di rara bravura e che si chiama Musicanova, come la vecchia formazione con cui ha cominciato tanti anni fa, Bennato sta proponendo in giro per l'Italia la nuova tarantella con enorme successo: decine di concerti in locali e centri sociali frequentati da giovani e giovanissimi hanno registrato il tutto esaurito, e uno degli exploit più riusciti è stata la bella performance offerta l'anno scorso a Noto, per La notte di Giufà, alla fine di luglio. Inutile dire che come al solito la radio e la televisione ancora non se ne sono accorte, ma niente paura: sarebbe strano se fosse successo il contrario.


[...]

 

Magari capitasse tutti i giorni di andare a un concerto pensando di sentire un certo tipo di musica e poi trovarsi di fronte a qualcosa di molto diverso ma al tempo stesso cento volte più bello, più moderno, imprevedibile e originale. Ci è successo con Eugenio Bennato, promotore di una recente riscoperta della tarantella. Premesso che Eugenio e la sua band si sono rivelati davvero straordinari sotto ogni punto di vista (musicalmente, per la bravura, l'energia, la forza d'impatto e l'estrema attualità del loro travolgente modo di suonare), prima di andare avanti urgono di nuovo alcuni chiarimenti.

 

Primo: la vera tarantella non è quella che tutti conosciamo, cioè la leziosa versione ottocentesca napoletana di un ballo e di un ritmo nati e cresciuti altrove.

 

Secondo: la tarantella è nata più di mille anni fa non a Napoli ma nel Salento, fra Lecce e Brindisi, unica zona dove viene ancora eseguita con gli antichi canoni. 

 

Terzo: autentica tarantella, praticamente sconosciuta a chi non vive nel Salento, è figlia di una tradizione e una cultura musicale mediterranea tutta da scoprire, rileggere e rivalutare.

 

Non è facil e spiegare una musica che va anzitutto ascoltata, però proviamoci. Dimenticate ogni tipo di tarantella che vi può venire in mente, ripartite da zero e pensate a ritmi che per stimoli e potenza sono meglio del rock più avanzato, sonorità paragonabili a quelle della più attuale world music, strutture musicali che pur avendo radici solidamente piantate nel nostro sud potrebbero essere nate nel Mississippi o in Africa o dove vi pare. Aggiungete un musicista e autore geniale come Bennato, cinque solisti di bravura e virtuosismo mostruosi (Mimmo Epifani alla mandola, Massimo Cusato alle percussioni, Erasmo Petringa al violoncello e Geppino Laudanna alla fisarmonica, tutti pugliesi, e la vocalist Sara Tramma, unica napoletana del gruppo) e un repertorio che fruga nella tradizione o rilegge in una nuova chiave brani dei tempi di Musicanova come L'acqua e le rose, e avrete una pallida idea di una musica viva e a tutti gli effetti nuovissima, che scatena nel pubblico giovane un'irrefrenabile voglia di muoversi e di ballare, sorpresa, entusiasmo e ammirazione.
 

Bennato e la band hanno saggiamente ricucinato brani antichi e nuovi con un sound al passo coi tempi e con ritmi implacabili, stanno incidendo un album e propongono il loro concerto nei centri sociali italiani,  i cui frequentatori, abituati a rock d'avanguardia, rap e hip hop, restano letteralmente folgorati dall'energia della vecchia ma inesplorata e trascinante tarantella.

 

[...]

 

da un articolo di FABRIZIO ZAMPA

 

 

 

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