L'arte romantica

 

L'artista romantico puntava alla riscoperta della fantasia e dell'irrazionalità, del sentimento e dell'ingenuità in un'intima fusione tra uomo e natura per far nascere nuove ispirazioni e nuove sensibilità poetiche. Il soggettivismo si configura come nota dominante dell'età romantica e per questo è difficile definire un linguaggio figurativo del romanticismo. Gli artisti romantici, a seconda delle necessità rappresentative, si richiamavano a forme gotiche o arcaiche, all'arte prima di Raffaello oppure al barocco.

Per quanto riguarda i colori, a volte si preferiscono tonalità chiare o tonalità cupe, ora le immagini vengono riempite con colore steso uniformemente oppure arrivano alla totale dissoluzione delle forme. L'artista romantico è spesso una figura ribelle, tormentato dalla voglia di creare che spesso attraverso le sue opere fugge in spazi nuovi e calati in altri tempi.

L'arte romantica per eccellenza era considerata la pittura, che per la bidimensionalità era la meno legata alla materia e quindi maggiormente in grado d'evocare stati d'animo più profondi. I primi artisti romantici considerano la natura come forza creatrice ed in essa desiderano rifugiarsi per sfuggire ai disastri creati dalla nuova società.

Il paesaggio, tema preferito da questi artisti, viene generalmente rappresentato senza figure umane, e se ci sono hanno dimensioni molto piccole e vengono utilizzate per accrescere il senso di solitudine dell'uomo di fronte all'immensità della natura. Rispetto alla tendenza tedesca, la pittura del paesaggio in Inghilterra si caratterizza con una maggiore fedeltà al dato naturalistico.

 

Accanto a questa tendenza se ne affianca un'altra mossa da spirito visionario che traeva origine dall'estetica settecentesca del sublime, che prediligeva la contemplazione dello scatenarsi della natura, in quanto causava nell'animo un "orrore dilettevole". In quest'ambito diedero forma per la prima volta ai sogni, agli incubi e alle angoscie partorite dalla mente lo svizzero Füssli (1741-1825) e lo spagnolo Goya (1746-1828).

 

Molti artisti romantici partecipano attivamente alle vicende del loro tempo e, a volte, rappresentano personaggi e situazioni della storia passata con lo scopo di fornire un esempio per il presente. Con il passare degli anni il legame degli artisti con la storia diventa partecipazione attiva al presente, fino a raggiungere un coinvolgimento diretto in azioni di guerra.

 

 

La pittura romantica in Inghilterra

 

Nell'Inghilterra del tardo Settecento maturarono stimoli che produssero una pittura di prevalente matrice letteraria, prodotta principalmente da Blake, definito artista visionario, nacque a Londra dove visse miseramente poco apprezzato sia come poeta che come incisore. Le sue teorie, sensibili a molteplici fonti, specie a quelle misticheggianti, si fondono spesso in modo contradditorio, privilegiando l'immaginazione e rifiutando totalmente un approccio razionale alla realtà. Egli riteneva che in seguito al peccato originale l'uomo avesse perduto la propria interiore unità e che le singole componenti (l'immaginazione, la ragione, l'emozione e i sensi) combattessero tra loro. Oltre che nei suoi libri l'artista diede forma alle sue visioni in opere dipinte a tempera, oppure utilizzando la tecnica dell'acquaforte completata poi con l'acquerello e finita a penna.

Il romanticismo fantastico di Blake prosegue con altri artisti e fra questi si ricordano Constable e Turner che privilegiano la rappresentazione naturalistica e pittorica.

Constable rimane fedele in tutte le sue opere alla rappresentazione di paesaggi che richiamano la vita nel suo tranquillo paese presente anche nei paesaggi della sua infanzia. La freschezza della sua ispirazione si osserva soprattutto negli studi e schizzi dove annota ad olio inquadrature casuali per poter cogliere lo scorcio ed il momento migliore per la rappresentazione. Di seguito l'artista inserì nei suoi dipinti la componente drammatica dipingendo temporali e tramonti.

Anche Turner era interessato alla rappresentazione degli effetti atmosferici ed entra in scena con il dipinto Pescatore in mare in cui rappresenta l'uomo in balìa degli elementi naturali. A Venezia Turner dipinge utilizzando la tecnica dell'acquerello trascurando la rappresentazione oggettiva e realizzando solo variazioni di colore, ma le opere non vennero esposte al pubblico perché ritenute troppo all'avanguardia. Progressivamente l'artista dissolse i suoi paesaggi nella luce e nel colore, sottraendoli sempre più alla forma naturale (L'incendio della Camera dei Lords e dei Comuni il 16 ottobre 1834). Le sue ultime opere diventano sempre più visionarie, dove le forme si dissolvono e gli spazi non sono più avvertibili, facendo acquistare al colore un valore emotivo.

 

 

La pittura romantica in Germania

 

Tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800, ci si auspicava che la pittura di paesaggio diventasse anche portatrice di idee nuove, rappresentazione delle varie novità in ambiti culturali diversi. In Germania esisteva una stretta relazione tra le teorie innovative letterarie e quelle artistiche, tanto che è difficile comprendere una senza conoscere l'evoluzione dell'altra e senza tener conto dei contatti fra gli artisti.

Friedrich fu l'artista che più d'ogni altro trasferì in pittura la concezione romantica di un'anima universale, comprendente l'uomo e la natura e la tensione sempre insoddisfatta verso l'infinito. In molte sue opere ritroviamo i simboli cristiani ed elementi cimiteriali, molto diffusi nella cultura inglese del Settecento. Oltre alle opere cariche di simboli realizzò paesaggi allusivi o misteriosi, come ad esempio Monaco in riva al mare in cui la figura del monaco accresce il senso di vuoto ed il divario fra l'infinito della natura con il finito della natura umana. L'arte dell'artista non è riproduzione di un ambiente naturale, ma espressione di un sentimento proveniente dall'intimo della sua anima ed elaborato attraverso la sua sensibilità, trasferendosi poi all'interno della sua opera.

 

 

 

La pittura romantica in Francia

 

L'opera di Géricault si pone in rapporto diretto con la storia e segna il definitivo abbandono del classicismo. Si era formato presso i pittori accademici e aveva studiato gli antichi frequentando il museo del Louvre ed eseguendo numerose copie dei grandi maestri. La sua prima opera importante esposta nel 1812 fu l'Ufficiale dei cavalleggeri della guardia imperiale alla carica. L'opera fu accolta favorevolmente, anche se David notò che il quadro in una sua parte era rimasto a suo parere solamente abbozzato, perché il cavallo che si inarca e il gesto brusco del cavaliere si muovono in uno sfondo animato da improvvisi bagliori, che esprimono energia non controllata e che riceve risalto dal cromatismo molto acceso e indefinito. Dopo un viaggio in Italia, dove aveva avuto modo di entusiasmarsi alla vista delle opere di Michelangelo, nel 1821 iniziò a dipingere La zattera della "Medusa" (i cui sopravvissuti ammisero di essersi salvati grazie al cannibalismo). In 18 mesi di lavoro l'artista realizzò una vasta e tumultuosa composizione, che da molti venne letta in chiave politico-allegorica: era il naufragio della Francia. L'opera provocò uno scandalo tra gli accademici e i critici, che si ritennero offesi dal ripugnante realismo dei particolari. Il soggetto si ispira ad un fatto di cronaca contemporanea, il naufragio della "Medusa", avvenuto nel 1816, al largo dell'Africa occidentale. In seguito al naufragio salparono 150 persone a bordo di una zattera, che andò alla deriva per giorni, fintantoché solo 15 persone vennero salvate dalla nave "Argus". Nella zattera si succedettero episodi di cannibalismo, ammutinamento ed altri orrori, che il governo cercò di nascondere, ma che l'artista nella sua opera cercò di rendere manifesti. Géricault scelse di rappresentare un momento fra i meno mostruosi, ma più sconvolgente dal punto di vista emotivo, più carico di tensione drammatica e psicologica: il primo avvistamento da parte dei naufraghi dell'"Argus". Di conseguenza si vedono i superstiti ridestarsi nella speranza, nel raccogliere le ultime forze per lanciare segnalazioni. L'artista rappresenta un graduale crescere d'emozioni; in primo piano un vecchio siede meditando tristemente tra i morti, dietro di lui alcuni sopravvissuti in piedi rivolgono la propria attenzione verso un punto all'orizzonte, altri ancora aiutano uno di loro a salire su un barile per chiedere soccorso. Ma la nave alla quale sono rivolti questi gesti disperati di soccorso è solo un punto all'orizzonte. La scena è dominata da due spinte contrarie: l'onda montante dei naufraghi, protesi con le mani verso la salvezza, e la marea che spinge il relitto con il vento che soffiando da destra a sinistra gonfia la vela in direzione opposta. La composizione appare scossa da questi due punti contrari: la speranza e la disperazione, la vita e la morte. Le figure rappresentate pur nella sofferenza appaiono imponenti e vigorose, frutto di studi accademici, ma sono presenti inoltre elementi realistici dovuti allo studio dell'artista sui cadaveri dell'obitorio. L'artista con questa rappresentazione trasforma un episodio di cronaca in un dramma senza tempo che può adattarsi a rappresentare una qualsiasi società allo sbando ed in una qualsiasi epoca storica. Géricault dipinse ritratti di alienati, in cui uomini e donne, vittime delle proprie ossessioni, vengono rappresentate con umana pietà.

 

Delacroix, amico ed ammiratore di Géricault, divenne il caposcuola del romanticismo francese e di lui ricordiamo l'opera La libertà che guida il popolo. Definita il primo quadro politico nella storia della pittura moderna, la partecipazione dell'artista all'insurrezione di luglio era stata puramente sentimentale e a parte la figura della libertà vista in chiave moderna, la rappresentazione del popolo in armi non sembra molto positiva. 

 

 

Architettura nell'Europa romantica

 

Nella metà del XVIII secolo in Inghilterra si andava creando una cultura favorevole verso ciò che era esotico e pittoresco, manifestandosi con lo studio dei giardini, dove la vegetazione, la viabilità interna, i corsi d'acqua e le architetture si integrarono armoniosamente. In tale atmosfera tornò di moda il gotico che con le sue forme libere esaltava la creatività degli artigiani che le avevano create, diventando quindi immagine autentica della tradizione culturale e sociale del paese. In tutta l'Inghilterra si diffonde il gusto per le dimore di campagna, realizzate con pianta asimmetrica e caratterizzate da una apparente casuale aggregazione di volumi. In questi edifici vengono accostati differenti linguaggi architettonici che si integrano tra loro in maniera armonica. Nel corso dell'Ottocento il ricorso al gotico si identificò sempre più all'interno di una prospettiva nazionalistica, con un ritorno al medioevo e con un risveglio religioso. Alla base di questo rinnovato interesse che generò il Gothic Revival era lo studio scrupoloso delle antichità medioevali realizzato partendo da una attenta e reale rilevazione degli edifici. In Inghilterra molti edifici vennero restaurati o rifatti secondo lo stile gotico. L'edificio più importante e significativo realizzato seguendo questi criteri fu in Inghilterra il Palazzo del Parlamento a Londra dopo che il vecchio era stato distrutto da un incendio. Ai progettisti nel bando di concorso del 1834 veniva esplicitamente richiesto di progettare secondo stili nazionali, quali il gotico o l'elisabettiano. Il progetto scelto aveva pianta classica simmetrica, ma il rivestimento esterno e il completamento interno era rigorosamente in stile gotico. La riscoperta dello stile gotico in Francia iniziò e si diffuse grazie agli studi storici che si svilupparono in seguito all'istituzione nel 1837 della Commissione dei Monumenti Storici, che aveva lo scopo di provvedere al restauro degli edifici medioevali.

 

 

 

La pittura romantica in Italia

 

In Italia a causa delle diverse tradizioni regionali e dei diversi regimi politici si determinarono anche negli sviluppi artistici differenze sostanziali. Nel Lombardo Veneto gli artisti romantici erano aperti alla letteratura straniera che diffondeva concetti di naturalezza e sentimento, in netto contrasto con l'imitazione dei classici, facendo nascere una nuova attenzione che puntava verso un impegno ed un intervento morale e civile. Nello Stato della Chiesa e nel sud borbonico i temi civili penetrarono con lentezza ed in modo isolato sul territorio. A Roma l'unico movimento in opposizione al classico fu quello dei nazareni tedeschi e dei loro proseliti.

 

I due principali temi in cui si esprime la pittura romantica italiana è la pittura di storia e la pittura di paesaggio. Nel primo tema abbiamo il maggior contributo pittorico all’idea risorgimentale dell’unità nazionale. E la pittura di storia, coerentemente a quanto detto prima, rappresenta sempre episodi tratti dalla storia del medioevo quali la Disfida di Barletta, i Vespri siciliani, eccetera. Ma lo fa con spirito che denota la succube dipendenza dalla letteratura, tanto che questi quadri hanno un carattere puramente illustrativo e didascalico. Protagonisti di questa pittura di storia sono stati il milanese Francesco Hayez, il fiorentino Giuseppe Bezzuoli, il piemontese Massimo D’Azeglio.

 

Nel genere del paesaggio il romanticismo italiano trovò invece una sua maggiore autonomia ed ispirazione che la posero al livello delle coeve esperienze pittoriche che si stavano svolgendo in Europa. Anche per la diversità geografica tra l’Italia e l’Europa del nord i paesaggi italiani non sono mai caratterizzati da quella atmosfera a volte tenebrosa e a volte inospitale del paesaggio nordico. Ma il paesaggio italiano si presenta più luminoso, più gradevole, più caratterizzato da un pittoresco accogliente e piacevole. La pittura di paesaggio italiana ha soprattutto due grandi protagonisti: Giacinto Gigante a Napoli, esponente principale della locale Scuola di Posillipo, e Antonio Fontanesi a Torino.

 

La vicenda del romanticismo italiano tende a prolungarsi fin quasi alla fine del secolo collegandosi, in alcuni casi, direttamente con la pittura divisionista. Nell’ambito del romanticismo italiano, un posto a sé lo occupa un altro movimento, detto «Scapigliatura», sviluppatosi a Milano nell’immediato periodo dopo l’unità d’Italia. La Scapigliatura si sviluppa sulle suggestioni di un altro originale pittore romantico, la cui attività si è svolta a Milano: Giovanni Carnovali, detto il Piccio.

 

I Nazareni

Movimento che nasce a Roma in opposizione al neoclassicismo. Gli artisti appartenenti a questo gruppo vivono in un convento abbandonato e dichiarano che i soggetti dell'arte devono essere di natura religiosa, quindi essere in esclusiva l'unico mezzo di propaganda in Italia. Proponevano forme di vita collettiva anche nell'esecuzione delle opere richiamandosi al modello artigianale di un tempo. La loro era una pittura colta, letteraria che poteva avere sia un'ispirazione religiosa che di natura epica. Anche i modelli ai quali si faceva riferimento erano i grandi del passato ed andavano dal Beato Angelico al Raffaello.

 


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