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Dichiarazione dei fatti: Fu un tentativo di compromesso?
(abbiamo ricevuto questo articolo da un collaboratore che pubblichiamo volentieri)


    La Dichiarazione dei fatti presentata durante il congresso del 25 giugno 1933 tenuto presso la Sporthalle Wilmersdorf di Berlino, fu un tentativo di compromesso con il regime nazista? I Testimoni di Geova erano disposti a scendere a patti con Hitler?

    Un esame del contenuto della dichiarazione e del contesto storico ci permetterà di rispondere.

Perché la Dichiarazione dei fatti fu necessaria?


Per difendersi dalle false accuse che circolavano sul conto dei Testimoni di Geova soprattutto da parte delle altre confessioni religiose. (Es. filobritannici, filoamericani, finanziati dagli ebrei, sovversivi ecc.) A queste accuse si doveva dare una risposta. 

Alcuni stralci della “Dichiarazione” ci permetteranno di capire tali ragioni: 

    “…Lo scopo di questa Dichiarazione è quello di presentare una testimonianza veritiera e fedele dinanzi ai governanti e alla gente circa il nome e il proposito di Geova Dio e alla nostra conseguente relazione. Siamo stati ingiustamente accusati davanti alle autorità governative e davanti al popolo di questa nazione;…” Ancora: “…ne parliamo in questa circostanza per chiarire i motivi per cui siamo stati messi in cattiva luce davanti alle autorità di questa nazione.”


    Inoltre: “Siamo stati accusati falsamente dai nostri nemici di aver ricevuto aiuti finanziari per la nostra opera dagli ebrei. Niente è più lontano dalla verità. Fino ad ora gli ebrei non hanno dato nemmeno un centesimo per la nostra opera…” E riguardo al contenuto delle pubblicazioni: “Si dice che i nostri libri e le nostre pubblicazioni in genere, a causa della loro diffusione, costituiscono un pericolo per la pace e la sicurezza della nazione…”


    Ripetutamente nella “Dichiarazione” i Testimoni di Geova evidenziarono che non potevano costituire alcuna minaccia per il governo proprio perché i sedicenti “cristiani” professanti le fedi religiose predominanti avevano falsamente accusato loro di costituire un pericolo. 

Perché i Testimoni usarono toni concilianti differentemente da quanto fecero successivamente?


I toni concilianti furono dovuti all’immagine che Hitler diede di se stesso nel primo periodo del suo mandato.
(30 gennaio 1933 ascesa al potere =====>25 giugno 1933 dichiarazione dei fatti)

Alcune promesse programmatiche costituirono per i Testimoni di Geova uno spiraglio per tentare con abilità diplomatica, di conciliare con il governo tedesco al fine di garantirsi libertà di religione, la stessa libertà di cui godevano con i governi precedenti.

Infatti il punto 24 del Programma del Partito Tedesco Nazional Socialista dei Lavoratori così recita:

“Esigiamo libertà per tutte le confessioni religiose dello stato, nella misura in cui esse non mettano in pericolo la sua esistenza o non offendano il sentimento morale e i costumi della razza germanica. Il Partito come tale rappresenta il punto di vista del 'Cristianesimo positivo' senza essere legato a nessuna particolare confessione religiosa. Si oppone allo spirito materialistico ebraico (al suo interno e all'esterno) ed è convinto che il recupero permanente del suo popolo sarà possibile solo dal suo interno e sulla base del principio del 'benessere generale prima di quello individuale.”

Si legge infatti nella “Dichiarazione”: “… chiediamo solo la libertà di credere e di insegnare ciò che riteniamo la Bibbia insegni, per poi lasciare alla gente di decidere in cosa preferisce credere”

Cosa credevano i Testimoni di Geova insegnasse la Bibbia circa la politica, la guerra e il razzismo? Quali valori e ideali avrebbero voluto continuare a insegnare? Solo rispondendo a queste domande si potranno comprendere i motivi della “Dichiarazione”!

La Dichiarazione rende chiaro che vi erano dei principi su cui i Testimoni di Geova non transigevano?



“La nostra organizzazione è a tutti gli effetti apolitica…” Inoltre: “…sarebbe pertanto del tutto irrazionale che cercassimo di esercitare una qualche forma di influenza politica sui governi…”

    Così si legge nella dichiarazione. Il principio della neutralità politica non era in discussione! Nessuna possibilità di compromesso!

“ Noi non desideriamo né vogliamo fare nulla a parte lo svolgere l'incarico datoci da Dio di proclamare la Parola di Geova Dio.” 

    I Testimoni di Geova avrebbero continuato la loro opera di evangelizzazione. Nessuno li avrebbe fermati! Se questo è il “compromesso” ben venga!

“ Vi preghiamo di ricordare che la grande crisi sovrasta il mondo perché si approssima il periodo del passaggio di questo mondo da ciò che è cattivo a ciò che è buono, e la speranza del mondo sta nel Regno di Dio retto da Cristo, per il quale Gesù insegnò ai suoi seguaci a pregare costantemente: "Venga il tuo Regno. sia fatta la tua volontà come in cielo, così in terra".” 

    La Dichiarazione rese chiaro che per i Testimoni di Geova il governo in cui riporre le proprie speranze era il Regno di Dio non il terzo Reich!

    Ancora: “A questo riguardo noi rispettosamente richiamiamo l'attenzione sull'ammonizione e sull'avvertimento che Geova Dio rivolge sia ai governanti che al popoli e che vale per questo specifico tempo: "Io ho stabilito il mio re sopra Sion, monte della mia santità… Ora dunque, o re, siate savi; lasciatevi correggere, o giudici della terra. Servite il Signore con timore, e gioite con tremore. Rendete omaggio al figlio, affinché Egli non si adiri e voi non periate dalla vostra via, perché d’un tratto l’ira sua può divampare. Beati tutti quelli che confidano in lui" (Salmo 2:6, 10-12).” 

    Ammonizione che a Hitler non deve essere tanto piaciuta! 

    Da notare il riferimento a “SION” . L’uso di quel termine non può certo essere considerato un tentativo di placare i nazisti. Altre chiese eliminarono termini quali “Giuda”, “Geova” e appunto “Sion” cedendo alle pressioni di nazisti antisemiti.

“La salvezza delle persone dipende dalla vera conoscenza di Geova Dio e dall’ubbidienza a lui e alle sue giuste vie.”

Il Führer dei Testimoni di Geova era uno solo, il loro Dio Geova! Proprio per questo coraggiosamente rifiutarono di fare il saluto Heil Hitler.


Parti della “Dichiarazione” strumentalizzate


“Sono stati gli affaristi ebrei dell’impero brittanico-americano che hanno creato e sostenuto il mondo dell’alta finanza per sfruttare e opprimere i popoli di molte nazioni”


Il riferimento non è agli ebrei in genere, ma agli “affaristi ebrei”. Come spiega la rivista Svegliatevi! Dell’8 luglio 1998 alla p. 14: 

“Queste parole non si riferivano agli ebrei in generale, e ci dispiace che siano state fraintese e considerate offensive. Qualcuno ha sostenuto che i Testimoni di Geova condividevano i sentimenti di ostilità nei confronti degli ebrei comunemente espressi all’epoca nelle chiese tedesche. Questo è assolutamente falso. Nelle loro pubblicazioni e con la condotta tenuta durante il periodo nazista, i Testimoni rigettarono l’antisemitismo e condannarono il maltrattamento degli ebrei da parte dei nazisti. La benignità mostrata agli ebrei che subirono la stessa sorte nei campi di concentramento è una clamorosa smentita di questa falsa accusa.”

Nella “Dichiarazione” infatti si precisa : 

“Non abbiamo niente contro le persone [gli ebrei] che abbiamo menzionate….” 

Perché allora menzionarli? Per ingraziarsi il regime?

Sempre la “Dichiarazione” ci aiuta a rispondere:

“…ne parliamo in questa circostanza per chiarire il motivo per cui siamo stati messi in cattiva luce…”

“…siamo obbligati a spiegare con correttezza i fatti…”

Cosa c’era da chiarire?

“Siamo stati accusati falsamente dai nostri nemici di aver ricevuto aiuti finanziari per la nostra opera dagli ebrei. Niente è più lontano dalla verità. Fino ad ora gli ebrei non hanno dato nemmeno un centesimo per la nostra opera. Noi siamo fedeli seguaci di Cristo Gesù e crediamo in lui quale Salvatore del mondo [non Hitler], mentre gli ebrei rigettano completamente Gesù Cristo e negano con vigore che egli sia il Salvatore del mondo mandato da Dio per il bene dell’uomo. Ciò, di per se, dovrebbe essere una prova sufficiente per dimostrare che non riceviamo alcun sostegno dagli ebrei e quindi che le accuse contro di noi sono false e malevoli e possono provenire solo da Satana, il nostro grande nemico.”

Nessun livore nei confronti degli ebrei. Precisare la posizione teologica diametralmente opposta fu necessario per dimostrare la falsità delle accuse.

“Un attento esame dei nostri libri e delle nostre pubblicazioni dimostrerà chiaramente che queste espongono, difendono e evidenziano con vigore gli stessi elevati ideali che l’attuale governo nazionale sostiene e proclama, e rivelerà che sarà Geova Dio a far si che al tempo opportuno questi siano conseguiti da tutte le persone che amano la giustizia e che obbediscono all’Altissimo.”

E’ chiaro che gli ideali o principi a cui si faceva riferimento erano certi ideali o principi, come quelli esposti al punto 24 del programma di partito sopra citato e come esplicitamente dichiarato nella lettera che ha accompagnato la “Dichiarazione” indirizzata al Cancelliere del Reich la quale dice su questo punto: 

“I principi a cui facciamo riferimento sono quelli contenuti nell’articolo 24 del programma del Partito Nazionalsocialista tedesco dei lavoratori”. Inoltre: “…è stato detto nel corso di questa assemblea con cinquemila presenti, come si evince dalla Dichiarazione, che gli Studenti Biblici tedeschi si stanno battendo per gli stessi elevati principi ed ideali etici proclamati dal governo della Germania, circa la relazione che dev’esserci fra l’uomo e Dio, cioè la lealtà delle creature verso il Creatore! Durante il congresso è stato altresì detto che non vi è alcuna divergenza fra gli Studenti Biblici tedeschi e il governo del Reich tedesco, ma che, al contrario, per quanto riguarda gli obiettivi squisitamente religiosi e apolitici degli Studenti Biblici, si può dire che siano in armonia con gli obiettivi del governo del Reich tedesco.” (il corsivo è mio)

Non poteva essere diversamente! L’invito a esaminare le pubblicazioni ne è una prova di per se. Quali ideali avrebbero trovato esposti nelle pubblicazioni dei Testimoni di Geova? Avrebbero trovato traccia di antisemitismo? Avrebbero osservato la volontà dei Testimoni di ubbidire prima di tutto a Cesare anziché a Dio? E la disponibilità a difendere la Patria con le armi, sarebbe stato ciò che avrebbero letto?

Avrebbero preso atto che la loro scala dei valori era “…inversamente proporzionale a quella dei Testimoni di Geova che obbediscono al precetto dell’apostolo Pietro: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.»” (I Bibelfoscher e il nazismo  p.73 ) 

Da notare pure che i Testimoni non si espressero mai a favore del partito nazista!

Riflessioni Conclusive


A quelle nubi senz’acqua che scoprono clamorose rivelazioni sull’atteggiamento dei Testimoni di Geova durante il periodo nazista vorrei ricordare l’atteggiamento prudente, nello spirito delle parole di evangelica memoria, “cauti come serpenti ma innocenti come colombe” di Paolo ad Atene (Atti 17:22,23- eppure cfr v.16), di Paolo con Agrippa (Atti 26:2,3 e ss), di Paolo con Festo (Atti 26:25,26).

Non è difficile immaginare detrattori di quel tempo giudicare l’atteggiamento di Paolo come mieloso tentativo di ingraziarsi le autorità nemiche del cristianesimo oltre che di sincretismo religioso!

Simili congetture non tengono conto che cercare punti di contatto, anziché di scontro, sia con le autorità, che con le persone in genere è ordine della Scrittura (1 Cor.9:20-23; 1Pt.2:13-17; 1Pt.3:15), non è abiura.

Questo è ciò che fecero i Testimoni di Geova con la Dichiarazione dei fatti del 1933.

D’altra parte se i Testimoni di Geova cercavano il compromesso, non si capisce perché Hitler non avrebbe dovuto accordarglielo! E’ un fatto che dopo quella Dichiarazione la persecuzione, già in atto, si intensificò. Evidentemente Hitler capì che si trovava di fronte persone che non avrebbero mai violato il principio della neutralità politica, il 6° comandamento “non uccidere”[CEI] e il dare a Dio ‘le cose di Dio’ prima di tutto.

Che le cose stiano in questo modo sono i fatti a sostenerlo! 

E’ pure curioso osservare nell’atteggiamento degli oppositori, che è sempre e comunque quello di parlare negativamente dell’operato dei Testimoni di Geova, le contraddizioni in cui cadono. A questo proposito è significativo quello che il direttore dell’editoriale “Il Golfo”, Domenico Di Meglio, ha scritto nella rubrica “Sussurri e grida” del 19 aprile 2001 intitolata “Intolleranza”:

    “Proprio in questi giorni mi è pervenuto un plico con vari articoli contro i Testimoni di Geova. Uno di questi riguarda la vicenda con i nazisti.

    Secondo l’autore di questo scritto, i Testimoni di Geova non dovrebbero sbattersi tanto per la persecuzione nazista, perché, in buona sostanza, il lager se lo sono cercati loro con le loro idee non DISPOSTE AL COMPROMESSO. (il maiuscolo è mio)

    «Anche se i Testimoni di Geova si legge nell’articolo inviatomi-sono stati molto perseguitati nel passato, e lo sono ancora in molti paesi, la persecuzione è spesso autoindotta perché essi tendono ad essere paranoici verso le idee che gli altri hanno su di loro. Quindi persecuzione si, ma autoindotta nel senso che gli stessi Testimoni di Geova svolgono una parte non secondaria nel far sorgere l’opposizione nei loro confronti»”

C’è da chiederci quale fosse la colpa dei Testimoni: se quella di cercare il compromesso o quella di non volerlo? 
Speriamo che almeno su questo punto i detrattori si mettano d’accordo!
Non entro nel merito di questa aberrante tesi, sottolineo solo la verità che porta con se: I TESTIMONI DI GEOVA NON ERANO DISPOSTI AL COMPROMESSO!

Concludo con le parole degli autori del libro “I Bibelforscher e il nazismo”:

“Alcuni detrattori o pseudoricercatori, «nella nobiltà della loro onesta contraddizione», citeranno casi isolati per provare e ripetere scientificamente che erano tutti «dei mascalzoni». 



un collaboratore

Note:

1* Le citazioni sono tratte dal libro "I Bibelforscher e il nazismo (1933-1945)" di Sylvie Graffard e Léo Tristan Editions Tirésias-Michel Reynaud

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