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 Valutazioni varie

L’EMERGENZA RIFIUTI NELLA PROVINCIA DI FOSINONE di Giulio Lampazzi

La decisione di creare una discarica di prima categoria tra i sette siti concorrenti ricadenti nei comuni di Giuliano di Roma, Paliano, Sgurgola, Arpino, Falvaterra, Vallemaio e Sant’Elia Fiume Rapido, ha fatto emergere i ritardi e le contraddizioni dell’intera classe politica regionale e provinciale nell’affrontare il delicatissimo problema dei rifiuti in termini moderni.

La giunta Badaloni, pur impegnandosi nell’affrontare il problema dei rifiuti nell’intera regione, non è stata capace, nell’ultima fase della legislatura, di approvare il piano regionale.Il Presidente Storace, cosiddetto governatore del Lazio, uscito vincente alle ultime elezioni regionali, in questi due anni ha solo annunciato impegni e fatte promesse.Tali inadempienze hanno creato i presupposti per proseguire con la logica dell’emergenza ed imporre soluzioni nocive per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

Secondo la legislazione vigente, il piano di gestione dei rifiuti è condizione indispensabile per programmare tutte le fasi organizzative che vanno dalla raccolta differenziata, al pre-trattamento (selezione e recupero) all’eliminazione, tramite bruciatura nei termovalorizzatori dei rifiuti secchi e la messa in discarica delle soli ceneri (sovvalli-materiale inerte).Tale piano di gestione dovrà contenere l’individuazione di aree dove ubicare le discariche e allestire nuovi impianti sulla scorta di accurate indagini e studi scientifici.

L’amministrazione provinciale di Frosinone, nell’affrontare l’emergenza a seguito della chiusura della discarica di Pontecorvo ha indetto un bando di gara rivolto ai privati possessori di terreni con superficie non inferiore a cinque ettari. Le offerte sono state poste al vaglio di una commissione tecnica, la quale ha stilato una graduatoria di idoneità, classificando il sito, ricadente nel comune di Giuliano di Roma, in fascia A. Tutti gli altri siti dei comuni interessati in fascia B. La protesta delle popolazioni della valle dell’Amaseno, l’azione politico-amministrativa prodotta dal comitato antidiscarica e il picchettaggio continuo della gente presso Valcatora hanno indotto la provincia e la regione Lazio ad intraprendere l’iniziativa inerente la rivisitazione dei siti tramite l’effettuazione di indagini idrogeognostiche ed altre di carattere ambientali.

Le risultanze dei primi lavori della commissione tecnica provinciale, con la quale si classificava il sito di Giuliano di Roma in fascia A, sono state oggetto di critiche e sospetti per aver lavorato con superficialità e valutato il sito con metodi non uniformi. La maggiore critica è stata rivolta alla scelta della procedura per l’individuazione del sito, la quale si è basata esclusivamente sulla disponibilità interessata dei privati.

Da una attenta verifica e approfondimenti si è scoperto che i possessori dei terreni partecipanti al bando di gara sono risultati solo prestanomi di società che operano nel settore dei rifiuti in campo provinciale e nazionale. A riguardo, vedi il caso di Giuliano di Roma dove dietro gli originali proprietari c’è stata la società Navarra SPA di Ferentino.

Le proteste dei cittadini dei comuni di Giuliano di Roma e degli altri comuni interessati, sono da ritenersi legittime.

Un singolo privato non può mettere in discussione e stravolgere un intero territorio per i propri interessi, infischiandosi dei possibili danni ambientali che potrebbe provocare la realizzazione della discarica. Si ribadisce che la localizzazione di una discarica di R. S. U. deve essere effettuata in quelle aree già compromesse e viciniori agli impianti già esistenti onde evitare lievitazioni di costi ingiustificati.

E’ tempo che ciascuno faccia la sua parte, non solo le istituzioni, ma soprattutto i partiti politici, che non possono limitarsi a cavalcare di volta in volta la protesta ma devono responsabilmente contribuire a trovare giuste soluzioni. I dirigenti dei partiti del centro sinistra che occupano posti istituzionali nella provincia e nel consiglio regionale sull’emergenza rifiuti ella provincia di Frosinone non sono stati in grado di trovare giuste soluzioni e contrastare spinte speculative provenienti dai privati dei terreni e imprenditori del settore.

(Giulio Lampazzi - Consigliere Comunale di Giuliano di Roma 26.6.01 )