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La
decisione di creare una discarica di prima categoria tra i sette siti
concorrenti ricadenti nei comuni di Giuliano di Roma, Paliano, Sgurgola,
Arpino, Falvaterra, Vallemaio e Sant’Elia Fiume Rapido, ha fatto emergere
i ritardi e le contraddizioni dell’intera classe politica regionale e
provinciale nell’affrontare il delicatissimo problema dei rifiuti in
termini moderni.
La
giunta Badaloni, pur impegnandosi nell’affrontare il problema dei rifiuti
nell’intera regione, non è stata capace, nell’ultima fase della
legislatura, di approvare il piano regionale.Il Presidente Storace,
cosiddetto governatore del Lazio, uscito vincente alle ultime elezioni
regionali, in questi due anni ha solo annunciato impegni e fatte
promesse.Tali inadempienze hanno creato i presupposti per proseguire con la
logica dell’emergenza ed imporre soluzioni nocive per l’ambiente e per
la salute dei cittadini.
Secondo
la legislazione vigente, il piano di gestione dei rifiuti è condizione
indispensabile per programmare tutte le fasi organizzative che vanno dalla
raccolta differenziata, al pre-trattamento (selezione e recupero)
all’eliminazione, tramite bruciatura nei termovalorizzatori dei rifiuti
secchi e la messa in discarica delle soli ceneri (sovvalli-materiale
inerte).Tale piano di gestione dovrà contenere l’individuazione di aree
dove ubicare le discariche e allestire nuovi impianti sulla scorta di
accurate indagini e studi scientifici.
L’amministrazione
provinciale di Frosinone, nell’affrontare l’emergenza a seguito della
chiusura della discarica di Pontecorvo ha indetto un bando di gara rivolto
ai privati possessori di terreni con superficie non inferiore a cinque
ettari. Le offerte sono state poste al vaglio di una commissione tecnica, la
quale ha stilato una graduatoria di idoneità, classificando il sito,
ricadente nel comune di Giuliano di Roma, in fascia A. Tutti gli altri siti
dei comuni interessati in fascia B. La protesta delle popolazioni della
valle dell’Amaseno, l’azione politico-amministrativa prodotta dal
comitato antidiscarica e il picchettaggio continuo della gente presso
Valcatora hanno indotto la provincia e la regione Lazio ad intraprendere
l’iniziativa inerente la rivisitazione dei siti tramite l’effettuazione
di indagini idrogeognostiche ed altre di carattere ambientali.
Le
risultanze dei primi lavori della commissione tecnica provinciale, con la
quale si classificava il sito di Giuliano di Roma in fascia A, sono state
oggetto di critiche e sospetti per aver lavorato con superficialità e
valutato il sito con metodi non uniformi. La maggiore critica è stata
rivolta alla scelta della procedura per l’individuazione del sito, la
quale si è basata esclusivamente sulla disponibilità interessata dei
privati.
Da
una attenta verifica e approfondimenti si è scoperto che i possessori dei
terreni partecipanti al bando di gara sono risultati solo prestanomi di
società che operano nel settore dei rifiuti in campo provinciale e
nazionale. A riguardo, vedi il caso di Giuliano di Roma dove dietro gli
originali proprietari c’è stata la società Navarra SPA di Ferentino.
Le
proteste dei cittadini dei comuni di Giuliano di Roma e degli altri comuni
interessati, sono da ritenersi legittime.
Un
singolo privato non può mettere in discussione e stravolgere un intero
territorio per i propri interessi, infischiandosi dei possibili danni
ambientali che potrebbe provocare la realizzazione della discarica. Si
ribadisce che la localizzazione di una discarica di R. S. U. deve essere
effettuata in quelle aree già compromesse e viciniori agli impianti già
esistenti onde evitare lievitazioni di costi ingiustificati.
E’
tempo che ciascuno faccia la sua parte, non solo le istituzioni, ma
soprattutto i partiti politici, che non possono limitarsi a cavalcare di
volta in volta la protesta ma devono responsabilmente contribuire a trovare
giuste soluzioni. I dirigenti dei partiti del centro sinistra che occupano
posti istituzionali nella provincia e nel consiglio regionale
sull’emergenza rifiuti ella provincia di Frosinone non sono stati in grado
di trovare giuste soluzioni e contrastare spinte speculative provenienti dai
privati dei terreni e imprenditori del settore.
(Giulio
Lampazzi - Consigliere Comunale di Giuliano di Roma
26.6.01 )
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