Brown Areas
Il potere del "non-luogo"


Sempre meno il "luogo " diventa in se un fattore importante.
In questo processo che investe tutto il mondo occidentale le aree si liberano dalle fabbriche, (che possono divenire sempre più piccole, meno inquinanti e deprivanti ) e grandi risorse sono rimesse in gioco , prima di tutto appunto quelle abbandonate dalla produzione industriale.

 
 

Negli ultimi sei anni ho avuto modo di constatare che all'interno della facoltà di Architettura è andato crescendo l'interesse per tutte quelle aree che, abbandonate da anni , perchè ex sedi di strutture industriali ormai in disuso, avevano maturato un valore ed un potenziale eccezionali.
Queste aree, a Roma per esempio l'area dell'ex gazzometro o quella adiacente alla stazione Tiburtina, hanno delle qualità così eccezionali che è assolutamente inpossibile ignorarle: in primo luogo sono libere o quasi e quindi vi si puo realizzare qualsiasi cosa (sempre all'interno dei vincoli del P.R.G.), in secondo luogo si trovano proprio al centro della città in località ben servite, ( potremmo dire che occupano posizioni strategiche ).
Oggi quesi posti, abbandonati da anni ed ormai in preda al degrado spesso più totale, possono essere trasformati a favore di tutti per una qualità migliore delle città in cui viviamo, ed i progetti che si sono visti mirano appunto a questo. Nelle pubblicazioni della rivista "GOMORRA" numeri 1, 2, 4/5 e 6 , si vede proprio questo, una rivalutazione costante, una ricerca ed una sperimentazione continua proprio di queste aree, chiamate "AreeVirus" .
Questi "Territori in Movimento " che ci danno la possibilità di avere finalmente, se non tutta la città, almeno alcune sue parti di qualità, sono dovunque, e proprio sotto i nostri occhi oggi si stà muovendo qualche cosa.
La mia personale esperienza ( seppure poca cosa ) si basa sulla fruttuosa partecipazione ai corsi di progettazione 1 e 2 del prof. Paolo Desideri .
In queste occasioni siamo stati messi dinnanzi a delle aree "difficili" , nel primo caso il lotto direttamente di fronte all'uscita dalla Stazione Termini, nel secondo , divisi in seminari, abbiamo lavorato sotto, intorno sopra e dentro a tutte quelle aree presso la sopra elevazione della Tangenziale, nel tratto che và dalla Stazione Tiburtina sino a San Giovanni.
Sopratutto durante la seconda esperienza abbiamo sperimentato direttamente che cosa sia un' AreaVirus ossia un qualche cosa che non rimane chiuso in se, ma che protende i suoi tentacoli all'interno, sopra ed intorno ai quartieri, alle strade ed alle case che la circondano. Come un virus, questa area si diffonde diventando tutt'uno con la città, è la morte definitiva dello zoning, poichè in questi posti è presente tutto, dallo snodo ferroviario allla sala riunione al residence. Se l'idea di partenza del progetto per un' "area in movimento" è quella della zona a passaggio veloce dove ci si ferma solo per il tempo necessario a mangiare od a fare shopping, vediamo che con la riqualificazione e trasformazione della Pantanella da fabbrica ad appartamenti residenziali ci pone di fronte a nuove possibilià. Tutto può essere dovunque, basta non mettere "un'area ricreativa accanto ad una discarica tossica !!"*.
 

Raffaella Natalini

 


 
      Stazione Termini    

                Stazione Tiburtina


 
BIBLIOGRAFIA: Gomorra n°1 
Territori e culture della metropoli
Febraio 1998
Costan & nolan

Gomorra n°2 
Territori e culture della metropoli contemporanea
Giugno 1998
Costan & nolan

Gomorra n° 4/5
L'ho prestato e non è ancora tornato  !!!!

Gomorra n°6 
Affioramenti
Territori e culture della metropoli contemporanea: 
Maggio 2000
Castelvecchi

 

 

Torna a: