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SL 486/44
CJ 87/44
I
N N O M E
D E L P O P O L O T E D E S C O !
Nella causa penale contro:
Narciso Riet, rappresentante commerciale di Cernobbio (Como,
Italia), nato il 30 Settembre 1908 a Mühlheim\Ruhr, cittadino
italiano, attualmente in custodia preventiva per questa causa
giudiziaria con l’accusa di,
violazione delle leggi sulla sicurezza nazionale
la Corte popolare di giustizia, 3°Senato,
in base all’udienza
principale del 23 Novembre 1944, alla quale hanno partecipato
i
seguenti giudici:
Giudice consigliere, Duve, presidente,
Direttore del tribunale provinciale dott. Münstermann,
Generale maggiore d’armata, Tscharmann,
Comandante di brigata SA, Hauer,
Direttore governativo Offermann,
rappresentante del Reich
sostituto procuratore Bischoff,
è pervenuta a unanime decisione:
L’imputato si è reso colpevole di essere stato attivo ed
influente funzionario dell’Associazione Internazionale degli
Studenti biblici negli anni 1942 e 1943.
Nei suoi confronti viene emessa condanna di morte e viene privato
dei diritti civili.
M o t i v a z i o n i
L’imputato, un cittadino
italiano, nato e cresciuto nella regione della Ruhr, si è unito
all’Associazione Internazionale degli Studenti biblici nel
1931 e si è fatto battezzare secondo il loro rito. Dal 1934 è
sposato con una cecoslovacca di 20 anni più grande che viveva a Kudowa. L’imputato svolgeva dal 1936 la professione di
rappresentante commerciale per diverse ditte per lo più all’estero.
I periodi di sua permanenza nel Reich vanno dalla fine del 1941
al febbraio 1942, poi dal 20.5.1942 fino al 23.12.1942 e infine
dal 26.3.1943 fino alla sua fuga in Italia verso la fine di
luglio o l’inizio d’agosto del 1943.
Dalla sua adesione all’Associazione Internazionale degli
Studenti biblici (I.B.V.) l’imputato ne è stato attivo sostenitore,
mantenendo costanti rapporti con la società Watch Tower a Berna
e facendo da tramite, come lui stesso ha ammesso, tra la sede
principale della I.B.V. in Svizzera e i loro associati che
agivano nel Reich, come pure tra quelli presenti nel Protettorato.
Durante la sua permanenza dalla fine del 1941 all’inizio del
1942 l’imputato ha abitato a Breslau presso i coniugi Menzel.
La signora Menzel fa parte della I.B.V. L’imputato ha
provveduto a fornirle scritti illegali.
Inoltre, nello stesso periodo, l’imputato si è recato a
Vienna da una donna di nome Kauer, anch’essa associata alla
I.B.V., su iniziativa della sorella della Kauer e anche a quest’ultima
egli ha portato del materiale scritto.
A quel tempo egli aveva un rapporto di corrispondenza con un
associata agli Studenti biblici di nazionalità cecoslovacca e di
nome Teubel che aveva conosciuto a Kudowa, e a suo marito Müller
mandò una rivista degli Studenti biblici in lingua slovena.
Durante la sua permanenza nel Reich dal maggio al dicembre 1942 l’imputato
ha abitato prevalentemente da sua sorella a Lintorf presso Düsseldorf. In questo periodo si è recato due volte a Vienna a
far visita alla Kauer, una volta rispettivamente a Leibniz da un
funzionario della I.B.V. di nome Platays, a Berlino dal
funzionario I.B.V. Fritsche, a Dresda dal funzionario Wetzel ed infine a
Innsbruck dal funzionario Burgstaller.
Queste visite servivano in parte per fornire scritti illegali e
in parte per comunicare informazioni sulla situazione della I.B.V.
nel Reich. Al funzionario Platays l’imputato ha fatto
leggere anche delle lettere di addio che sarebbero state scritte
da alcuni associati alla I.B.V. giustiziati.
L’ultima volta che l’imputato tornò in Germania, il 26.3.1943,
portò con sé una serie di scritti della I.B.V., tra cui le
“profezie di Michea”, “conforto per i dispersi”
e due lettere che proverrebbero da Ravensburg da parte di alcuni
giustiziati. Egli voleva consegnare tali scritti al funzionario I.B.V. Engelhard che aveva conosciuto l‘estate del 1942, allo
scopo di farne fare delle riproduzioni. Tuttavia, ciò fu
impedito dall’improvviso arresto di Engelhard.
L’imputato, a causa dell’arresto di Engelhard, ritenne
opportuno fuggire. Si recò dapprima a Berlino da Fritsche per
avvertirlo. Allo stesso tempo decise di assumersi personalmente l’incarico
di riprodurre e distribuire il materiale degli scritti. Questa
intenzione volle comunicarla a Fritsche per avvertirlo. Da
Berlino l’imputato si recò a Dresda da Wetzel. Prese
accordi con lui per lasciargli le matrici degli scritti e gli
affidò l’incarico di farne delle riproduzioni. A Dresda
egli conobbe anche altri due funzionari degli Studenti biblici (I.B.V.).
Quindi l’imputato si recò a Innsbruck dal funzionario
I.B.V. Bürgstaller. Con l’aiuto di membri locali degli Studenti
biblici trovò un alloggio presso una donna di nome Gelmi. In
questo appartamento egli preparò le matrici del materiale da
riprodurre e le fece portare da Bürgstaller a Dresda. L’imputato
ricevette la visita di Wetzel e del funzionario Josse di Speyer,
e fornì gli indirizzi di Bürgstaller, la Kauer e Platays come
pure di altri associati degli Studenti di Schwaz, Graz e
della regione della Ruhr. Alcuni scritti riprodotti li diede alla
signora Gelmi.
Tra gli scritti che l’ imputato riportò su matrice ce ne è
anche uno intitolato “lettere, notizie per i Testimoni di
Geova e i loro compagni”. Nell‘introduzione di questo
scritto si legge :
”In nessun altro paese della terra questo spirito di Satana è così evidente come nell’empia nazione nazista ...Questo spirito satanico di “esaltata ambizione” o anche definito “spirito prussiano nazista”, domina quasi completamente questo paese. Poiché come si spiegherebbero altrimenti le atrocità e le violenze terribilmente orrende, uniche nella storia del popolo di Dio, compiute da sadici nazisti contro i Testimoni di Geova e molti altri milioni di uomini?”.
Nella conclusione l’ imputato aggiunse
“che ormai il tempo in cui i nemici avrebbero subito la distruzione era imminente” .
Con l’ aiuto di un associato degli Studenti biblici (I.B.V.) di nome
Tammerl, l’imputato oltrepassò il Brennero e, come in
seguito scrisse in una lettera segreta, trascorse 5 mesi di
intenso lavoro per la teocrazia in Italia. Dalla stessa lettera
risulta che l’organizzazione dell’ ”opera” a
Berna gli aveva dato l’incarico di servire da coordinatore
per l’ Italia.
Secondo tale fattispecie, sostenuta dalla confessione dell’
imputato, egli è colpevole di violazione delle norme di
sicurezza nazionale (par. 51 del K.S.S.V.O.).
L’I.B.V., i cui associati sono anche chiamati Testimoni di
Geova, è una setta religiosa nata in America, che ha preso piede
anche in Germania dopo la prima guerra mondiale. La loro dottrina
è un miscuglio di idee politico-religiose. Per loro la legge di
Dio è la legge suprema che, come credono di aver capito da un’interpretazione
spesso confusa della Bibbia, è al di sopra di tutto, comprese le
leggi dello Stato nel caso queste a loro avviso non fossero in
armonia con i comandamenti di Dio. Questo è particolarmente
evidente nel loro atteggiamento nei confronti delle leggi dello
Stato nazionalsocialista, che attaccano con particolare astiosità
attraverso i loro scritti illegali. La dottrina degli Studenti
biblici assume però in tempo di guerra un particolare rilievo
politico a motivo della loro posizione antimilitaristica.
Ispirandosi al comandamento che dice di “non uccidere“,
rifiutano qualsiasi forma di partecipazione alla guerra come la
chiamata al servizio militare o al lavoro in industrie di
armamenti e perfino alla protezione antiaerea.
Questa posizione viene espressa ampiamente nei loro scritti
illegali, che, per altro, oltre al contenuto religioso che non
interessa questo caso, contengono dirette forme di sobillazione
contro tutte le istituzioni alla direzione dello Stato
nazionalsocialista. Gli Studenti biblici inoltre fanno propaganda
della loro posizione antimilitaristica in modo molto efficace
psicologicamente, in quanto insieme alle loro riviste illegali
diffondono anche copie delle lettere di addio di studenti biblici
giustiziati per rifiuto al servizio militare.
Tutto ciò era a conoscenza dell’imputato, come anche si può
affermare che non ci sono dubbi sulla sua posizione importante
nell’I.B.V. Come accecato, sostenne pienamente l’attività
clandestina degli Studenti biblici nonostante tutti i divieti
dello Stato. L’introduzione del sopraccitato scritto
intitolato “lettere“, copiato dall’imputato, e il
suo commento conclusivo fanno chiaramente comprendere che la
convinzione religiosa dell’imputato assumeva una forma di
odio politico. Non si può applicare quindi nessun attenuante.
In qualità di cittadino italiano, l’imputato ha leso
gravemente il proprio dovere di fedeltà nei confronti della sua
patria, ma anche nei confronti del nostro Reich, essendo questo
il paese in cui è nato, cresciuto e dove ha vissuto per alcuni
anni, e al quale ha voltato infedelmente le spalle combattendo la
difficile battaglia del suo destino. Per queste ragioni, in
base all’art. 32 StGb. è stato privato dei diritti civili.
All’ imputato, essendo stato riconosciuto colpevole, vengono
addebitate le spese processuali.
Duve Dr.
Münstermann.
Redatto:
Berlino, 29 novembre 1944
Ispettore governativo
impiegato per il rilascio dei documenti d ‘ ufficio
Al Sostituto procuratore del Reich
presso la Corte popolare di giustizia
con 21 copie e gli atti.
Dicembre 1944.
Cortesia del: Archivio Centro
Documentazione Bibelforscher.
La redazione Triangolo Viola
dispone di alcune fotocopie della condanna in lingua originale fornibili a
richiesta.
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