Nel 1991 la rivista Nuova Secondaria pubblica un articolo dal titolo Albert Einstein e i quanti di luce. L'articolo è firmato dal prof. Franco Selleri. Eccone l'incipit e la conclusione.

 

 

 

Come insegnante di fisica di una classe di esami di maturità che svolge un programma i cui temi fondamentali si riconoscono in quell'articolo ho preso nota che esisteva un docente universitario che dovevo contattare per discutere meglio le sue tesi. Dopo qualche anno dalla lettura dell'articolo ho avuto la possibilità di partecipare a un seminario dello stesso Autore sulla crisi della Scuola di Copenaghen relativa alla Meccanica Quantistica. Nel dibattito interloquii con l'Autore che mi promise di inviarmi una tesi di laurea che riguardava l'argomento in questione.

In risposta alla sua cortese lettera gli scrissi una risposta. Ecco cosa dissi nella missiva.

 

Roma, 27 Dicembre 1996

Caro Prof. Selleri,

innanzitutto un particolare e sentito ringraziamento per  la  Sua  squisita cortesia nell'inviarmi copia della tesi  di  laurea  promessami durante il seminario riguardante le radici della Meccanica Quantistica svoltosi presso il Liceo "Tasso" di Roma. Questa Sua gentilezza mi permette altresì di digerire più agevolmente la Sua ironia sulle mie scelte didattiche in merito al  tentativo  di sbalordire, come Lei mi rimprovera, i miei studenti con il paradosso del  gatto di Schroedinger. Ma procediamo con ordine. E' vero. Riconosco che quella sera sono rimasto disorientato nell'ascoltare,  per la prima volta concretamente, un sostenitore dell'idea contraria alla Scuola di Copenaghen. Di solito chi è fuori dei circuiti universitari difficilmente viene a conoscenza dell'esistenza di questa categoria di persone e rimane confinato nel  conformismo esistente. Conoscevo l'esistenza di scuole di pensiero  anti-Bohr e su più di un manuale di fisica dell'ultimo anno di  liceo  scientifico esistono informazioni più o  meno  superficiali circa i contenuti che caratterizzano queste proposte e che ineriscono, se non sbaglio, all'idea di certi "parametri occulti" o di qualcosa  di simile. Tuttavia vedersi materializzare in carne  ed ossa un personaggio che propaganda queste idee fa un certo effetto.

Molto brevemente desidererei dirLe che ho riflettuto un  po' sulle Sue considerazioni e Le anticipo immediatamente che ho  deciso  di  accettare il Suo consiglio a proposito  del  fatto  che quando parlerò ai miei studenti  dei paradossi della M.Q. (se mai riuscirò  quest'anno dopo il solito rito delle occupazioni  delle scuole) non sarò più apodittico come lo sono sempre stato. Li informerò viceversa non solo dell'esistenza di oppositori ufficiali del  calibro di Einstein (per correttezza l'ho sempre  fatto)  ma anche  - e qui è la novità - della possibilità di principio concreta di teorie dei fatti atomici differenti da quella  ortodossa lasciando posto al dubbio che possono esistere teorie equivalenti alla M.Q. che spiegano i fatti in modo diverso.

Nel  frattempo, in pochi giorni, ho comprato e letto il  Suo breve ma interessante saggio sui Fondamenti della Fisica  Moderna della JacaBook. Ho intenzione in futuro di proseguire con gli altri due riguardanti La causalità impossibile e La  Fisica  senza dogma.  L'avverto che ho già comprato anche il libro di  Gilmore, Alice  nel  paese dei quanti del quale non ne conosco  ancora il contenuto senza dimenticare che ho finito di leggere da poco  Le avventure di Mr. Thompkins, compresa la Sua postfazione.

Non intendo assumere la difesa d'ufficio dell'interpretazione  ortodossa della M.Q. (che immagino è ben difesa da  ottimi difensori) ma non intendo neanche mostrare troppo entusiasmo  per la rottura dell'osservanza del paradigma dominante da Lei  propagandata, in quanto questa storia del realismo locale e della  disuguaglianza  di Bell, che è interessante di per sè e  avvincente nella logica falsificazionista, al momento non mi permette di dire  niente di più di quanto possa dire chi ne viene a  conoscenza da poco.

E' chiaro che conosco la lezione epistemologica che  nessuna teoria può, come afferma Agazzi nel suo bel libro Temi e problemi della Filosofia della Fisica, in linea di principio,  pretendere assolutezza e definitività ma non riesco a immaginare il  prezzo che  sarebbe  necessario pagare per il  superamento  dell'attuale programma conoscitivo della Meccanica Quantistica.

Aggiungo  altresì che sono abbastanza popperiano  da  vedere con favore ogni tentativo di delegittimare le teorie che non  appaiono solide quanto devono esserlo e avrà un quadro parzialmente completo di ciò che penso. Quello che posso ragionevolmente  fare in questa fase è impegnarmi a seguire il caso e gli eventi futuri augurardoLe nel frattempo tanti successi.

Per  parte mia sarei molto lieto se Lei accettasse  -  senza impegno - un invito nella mia scuola (Liceo Classico Sperimentale Statale "B.Russell" di Roma) per la fine dell'anno scolastico per riproporre  la medesima interessante conferenza agli allievi  del mio liceo.

P.S.  Che ci fosse una corrente contemporanea di ricerca che si ritrova  nella convinzione dell'esistenza di un etere (cioè di un SR assoluto) devo confessare che è stata la prima volta che ne ho sentito parlare. Evidentemente non c'è più  da stupirsi di nulla. Il mio stato conoscitivo delle novità  più  recenti della Fisica Moderna è fortemente deficitario.  E dire che insegno a Roma  non certo nel più sperduto paesello di provincia. Com'è possibile tutto questo? Mi chiedo come mai è possibile che nei Congressi degli insegnanti di fisica e nei Convegni  di Didattica della fisica non se ne parla per niente? Fiumi  di  inchiostro hanno sempre detto tutto il contrario di quello che Ella ha  asserito quella sera.

Diciamo che considero con profondo rispetto le Sue convinzioni a  proposito  della crisi della scuola ortodossa della Meccanica Quantistica. I  punti di partenza, alcuni fatti e diverse dichiarazioni forti non mi trovano in  disaccordo ma da qui ad assicurare la morte della M.Q. nella versione  ortodossa credo che ci corra molto.

Per quanto poi riguarda le perplessità di Feynmann c'è da dire che è  un po' pericolosa l'extrapolazione di una sola frase da un contesto più generale. E' vero, i dubbi di Popper e di Kuhn esistono, ma forse da qualche parte nelle loro opere, esisteranno analoghe dichiarazioni contrarie. Mi scusi ma Lei mi ha disorientato non poco. Dimenticavo. Fra un po'  le rispedirò la tesi che ancora non ho potuto fotocopiare. Ancora tanti saluti.

Voglia ricevere i sensi della mia più profonda stima.

Prof. Vincenzo Calabrò

 

Ricevetti un'altra lettera che pubblico di seguito.

Ecco cosa scrissi nella successiva.

 
 

Roma, 27 Febbraio 1997

Caro Prof. Selleri,

ho  ricevuto la sua preziosa lettera  e gli interessanti articoli  allegati e mi  permetto  ancora  una volta di  ringraziarla  con  vivo  piacere.  Quello sull'effetto fotoelettrico e sul principio di relatività sono, per i miei  più diretti  interessi di docente liceale, i più spendibili nel lavoro  che  dovrò svolgere con i miei allievi maturandi nel momento in cui presenterò il discorso sulla "crisi della fisica classica" e sono quelli più suscettibili di ricadute nell'apprendimento.

In verità quest'anno, a causa del solito e inevitabile rito delle occupazio­ni  delle scuole, si è perduto più tempo del previsto e non so se  riuscirò  a completare per tempo il programma di maturità,  soprattutto per quanto riguarda la parte finale del corso che interessa il contesto argomentativo della  Relatività e della Meccanica Quantistica (compresi naturalmente i paradossi  quantistici). Pensi che sono ancora al campo magnetico stazionario. Aggiunga infine che il lavoro didattico che riguarda gli esami di maturità prevede anche un approfondimento tematico di carattere interdisciplinare sul tema  "Scienza  e Verità" ed avrà un quadro, peraltro ancora incompleto e approssimativo,  delle difficoltà  che ineriscono alla mia attività professionale. Ma procediamo  con ordine.

Un  primo elemento di riflessione che mi permetto di sollevare  riguarda il  fatto che il suo interessante articolo sull'effetto fotoelettrico è  stato pubblicato  sulla rivista di E. Agazzi. Eccellente scelta. Le ricordo  tuttavia che  esiste  anche una rivista trimestrale di didattica della  fisica  che  si chiama  "La fisica nella scuola" edita dall'Associazione  professionale  degli Insegnanti di Fisica (AIF) che rappresenta forse il palcoscenico più  privile­giato  per una efficace veicolarità delle idee che ineriscono  alla  didattica della fisica nella scuola media superiore. Dopo 12 anni di abbonamento a Nuova  Secondaria ho disdetto l'abbonamento lo scorso anno e se non fosse  stato per Lei avrei rischiato di perdere il Suo interessante contributo.

Mi  permetta  di prenotare successivamente una mia  modesta  valutazione dell'efficacia didattica dei suoi due articoli perchè, come ho anticipato  sopra,  intendo proporli nella mia classe di maturità prima della fine  dell'attuale anno scolastico.

In  merito all'invito rivoltole circa una conferenza ad alunni  e  insegnanti delle classi terminali del mio liceo La informo che sarà all'attenzione del liceo la mia richiesta della sua conferenza. Mi permetta dunque per il momento di soprassedere  su questo aspetto perchè mi riprometto, nel più breve tempo possibile,  di scriverle un'altra lettera per chiarirle meglio fattibilità, tempi e  modalità di quanto sopra detto, fermo restando se Lei sarà ancora disponibile a  intervenire qui a Roma.

Consideri  pertanto  questa comunicazione interlocutoria,  con  l'intento preciso  di trovare la scusa per ringraziarLa nuovamente e per informarla  che continuo  ad essere molto interessato a quanto lei dice circa le vicende  che riguardano il contenuto della mia prima lettera.

Voglia ricevere cordiali saluti. 

 prof. Vincenzo Calabrò

 

 

 

Roma, 10 Marzo 1997

Caro Prof. Selleri,

come le avevo promesso con il mio fax del 27 Febbraio scorso Le invio questa breve comunicazione per informarLa che il  mio liceo ha approvato alcuni giorni  fa  la delibera  con la quale viene autorizzata la Sua conferenza.

La  prossima settimana  nella mia classe di maturità  dovrei iniziare a sviluppare il discorso relativo alla teoria di Maxwell sull'elettromagnetismo classico argomento che, come è noto, nella didattica liceale chiude il dibattito sulla fisica classica e  apre la riflessione sulla nascita della fisica moderna.

Se non ricordo male Lei mi aveva chiesto di essere  invitato a Roma al più tardi nel mese di Aprile. Non penso che  dovrebbero esserci  dei problemi. Semmai tenga presente che per quella data sarà  assolutamente impossibile che io possa aver concluso il  discorso quantistico. Valuti Lei pertanto l'opportunità di  trovare l'argomento della conversazione. Per quanto mi riguarda qualunque tema che inerisce al terremoto concettuale introdotto dalla fisica dei primi decenni del Novecento mi sta bene. Se poi sarà  così cortese  da volere inserire qualche breve riflessione intorno  al tema riguardante "fisica e verità" o "fisica e oggettività" oppure  "fisica e realtà" gliene sarei profondamente grato in  quanto verrebbe  incontro ai desiderata dei miei allievi che aspirano  a conoscere alcuni aspetti inerenti a questo contesto  argomentativo. Mi comunichi quando vuole il giorno della Sua venuta a  Roma. Personalmente preferirei il più tardi possibile. L'orario dovrebbe  essere  antimeridiano per permettere agli allievi  delle  due classi  di maturità scientifica e a qualche docente di  Storia  e Filosofia  di  partecipare in orario di servizio (9.00-11.00  o  11.20-13.20 ma anche 10.00-12.00 potrebbe andare bene. L'intervallo scolastico è dalle 11.05 alle 11.20).

Nell'attesa di una Sua voglia ricevere cordiali saluti.

prof. Vincenzo Calabrò

 

Ecco il seguito dello scambio epistolare.

   

Ed ecco il risultato finale (locandina) della serie di lettere scambiate con il prof. Selleri.

 

AVVISO

Si informano i Colleghi interessati che

VENERDI’ 23 MAGGIO  dalle ore 11.20 alle ore 13.20 

nell’aula magna del nostro liceo il Prof. FRANCO SELLERI, docente di Fisica Teorica presso l’Università di Bari,  terrà una conferenza  per le classi di maturità scientifica dal titolo:

“La fisica moderna e la questione della verità scientifica:

· Popper, grande critico della fisica moderna;

· Il futuro predeterminato della relatività speciale;

· La comprensibilità della natura”.

Come si evince dal titolo la conferenza privilegerà tematiche di ordine scientifico, storico ed epistemologico.

 

 

La conferenza, svolta nella sede del liceo Russell di Roma, è presente nel curriculum del Prof. Selleri. E' stata svolta a Roma il 23 Maggio 1997 come seminario, dal titolo «Fisica e oggettività». Ecco l'URL ufficiale presente nel sito web dell'Università di Urbino, alla sezione Filosofia: http://www.uniurb.it/Filosofia/selleri%20seminari.htm

 

 

 

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