Luigi
De Bellis

 


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Lettere di una novizia

 
 

Le stelle fredde

 
 

 

 
 

 

 

 





Guido Piovene



LE STELLE FREDDE: Romanzo


Il romanzo, dedicato a Valentino Bompiani e suddiviso in sedici capitoli, si apre con la visita medica cui l'anonimo io narrante si sottopone per una presunta sordità o ipoacusia. Nella conversazione con l'amico medico si preannuncia il tema attorno al quale ruota il testo: la fine del «mondo umano» e la trasformazione degli uomini in «larve» e «simulacri», sorpresi «dall'avvento delle stelle fredde». Poco dopo, nel giardino della clinica, il protagonista sembra trovare una conferma alle proprie convinzioni nell'incontro con una strana bambina, persuasa di essere l'unica al mondo a muoversi, che gli dice di considerarlo morto. Senza fornire alcuna spiegazione, egli - abbandonato da una donna di nome Ida a causa del suo «silenzio» e della sua «freddezza» - lascia all'improvviso il proprio lavoro di direttore della pubblicità presso una grande compagnia di aviolinee e si trasferisce definitivamente nella sua casa di campagna. La villa, ereditata dal nonno - che in tal modo ha voluto evitare che il padre la vendesse -, è abitata dal padre stesso, al quale il protagonista appare legato da sentimenti contraddittori. Al suo arrivo, egli ritrova con piacere «la cosa vivente» più amata in casa sua, cioè un vecchio ciliegio, in grado di comunicare una grande energia e «un immenso vocabolario». Il padre, uomo vitale e positivo, ma disordinato nella condotta dei propri affari, gli presenta la sua nuova compagna e lo avverte che il marito di Ida ha minacciato di ucciderlo. Passando in rassegna la villa, scompare definitivamente e per un certo periodo il protagonista viene aiutato, nel suo progetto di catalogazione, da un bambino. Il romanzo si conclude un anno dopo il ritorno a casa del narratore, ormai consapevole che «il mondo esiste solo per essere catalogato» e che il suo lavoro ne imita la memoria, per sprofondarvi dentro.

Le stelle fredde aspira evidentemente alla forma del romanzo-saggio: in esso convergono infatti molte delle problematiche più tipiche della narrativa di Piovene, dall'alienazione all'assenza di pietà tra gli uomini, che qui figurano come corollari della centrale riflessione sulla morte, intesa anche, in senso strettamente narrativo, come fine del personaggio-uomo. «Romanzo dell'impossibile soggettività» (Fernando Bandini), il testo denuncia qualche limite soprattutto laddove appare più netta la sproporzione tra l'impegnativo disegno allegorico e l'effettiva resa sul piano della scrittura.
Il libro ha conosciuto un discreto successo di pubblico e di critica, documentato sia dall'assegnazione del premio Strega nel 1970, sia dalle traduzioni in spagnolo, giapponese e rumeno.

 

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