Tredicesima stazione: 

Gesù è deposto dalla croce. 

 

Passata pur da poco l'ora nona 

e già provato il ferro di Longino, 

il Cristo ha chino il capo sul costato

che butta un rivolo di sangue ed acqua. 

Son fuori dai sepolcri i molti Santi 

che al frangersi del velo dentro il tempio 

ripassan la città per essere visti 

e dire di una morte fatta vita. 

Non c'è che il mesto fremer dei rimasti

a stringer fra le braccia il Cristo morto, 

calato col lenzuolo della Croce. 

non resta sui recessi dell'altura 

che un flebile lamento verso sera  

disperso dal gridare del Centurione. 


È ormai finita al volger del tramonto 

che al riapparir del chiaro confiscato 

sollecita la cura più amorosa 

da render per gli onori al crocifisso. 

È ormai finita e "vana è la speranza"  

di risentire il suono di quel Verbo 

che dava la salute ai bisognosi 

e condonava il debito ai contriti. 

Non hanno più potere le parole, 

né i gesti vantan più delle ragioni 

se un Cristo stesso è sceso nella morte. 

Un Dio non può patir nessun tormento 

se non recando offesa ad un'Essenza 

che è gioia senza screzi dall'eterno.  

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