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FITOEMBRIOTERAPIA
Si
tratta di un nuovo sistema di cura con le piante, messo a punto dal dottor
Pol Henry nel 1956 (medico di Bruxelles).
Questa
terapia sfrutta la concentrazione dei fitormoni presente nei tessuti
giovani delle piante quali: le gemme, le radichette, i germogli, la scorza
delle radici, i semi giovani, la scorza giovane dei fusti. Tutti questi
tessuti sono in via di crescita e di moltiplicazione cellulare e vengono
chiamati tessuti meristematici o embrionali proprio perchè le cellule
sono in continua riproduzione. In questi tessuti si riscontra un alto
tenore di ormoni vegetali quali le auxine, le gibbellerine ed altri (cinetina,
acido abscissico). Le parti della pianta devono essere raccolte durante il
“tempo balsamico” e da piante spontanee. Di solito la raccolta avviene
in primavera.
Le
attività terapeutiche sono state studiate da Henry analizzando le
variazioni delle proteine del siero
del sangue: le ALBUMINE e le
frazioni delle GLOBULINE.
I
Macerati Glicerinati sono soluzioni ottenute per macerazione
delle parti di piante fresche in acqua - alcool etilico - glicerina.
Si
inizia l’operazione ponendo a macero per 21 giorni i tessuti con rapporto
droga - solvente 1 : 20 (una parte di droga e 20 di solvente), tenendo
conto dell’acqua contenuta nella pianta, quindi riferendosi alla pianta
essiccata. Il solvente è composto da glicerina
+ alcool.
A
macerazione conclusa si filtra e si aggiunge diluente sino a raggiungere
la prima decimale 1 DH, fatta eccezione per il vischio che si diluisce
alla prima centesimale 1 CH.
Il
diluente può essere composto da: 50 parti di glicerina - 30 parti di
alcool etilico - 20 parti di acqua.
Nella
maggioranza dei casi la gradazione
finale è di 18° (altre volte 40°) con una densità di 1,1.
Conservazione:
in flaconi ben chiusi, al buio e in ambiente fresco.
Posologia:
in media 20 - 40 gocce tre volte al giorno; i macerati glicerinati non si
devono mescolare tra di loro.
Secondo
una corrente di pensiero i gemmoderivati sono utili nelle malattie
croniche, agendo sugli organi emuntori, quindi servono per disintossicare,
rigenerare e curare le cellule. Hanno un’azione drenante, secondo la
teoria del medico svizzero Nebel, stimolando anche il RES (sistema
reticolo endoteliale) favorente l’aumento delle difese organiche.
Le
categorie vegetali secondo Henry
Tali
categorie tengono conto di una visione ecologica e fitosociologica, nella
quale l’habitat, la convivenza tra i vegetali, assumono valore di
indirizzo terapeutico.
1)
Piante che interagiscono ampiamente con l’ecosistema in cui sono
inserite. Svolgono azioni generali.
2)
Piante con scarsa capacità di adattamento o isolate, molto
esigenti. Svolgono azione terapeutica altamente specifica.
3)
Piante sociali o molto adattabili al sistema ecologico nel quale
sono inserite. Disturbi di
carattere generale.
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