COMUNICARE CON IL CORPO

 

Il nostro corpo è il comunicatore per eccellenza, considerato non come un oggetto estetico ma come un vero e proprio protagonista del nostro relazionarci con noi stessi, del nostro sentire e di come ci poniamo e ci proponiamo agli altri.

Nel corpo-narciso manca la comunicazione, la relazione che è fatta di coinvolgimento vero, di abbracci, di contatto.

Così come ogni parola comunica in quanto è dotata di un significato, così ogni parte del corpo "parla", si racconta. Questo è il presupposto della concezione psicosomatica. Esistono parole che sembrano scaturire direttamente dal corpo, una "parlata" silenziosa fatta di gesti, atteggiamenti, occhiate, che viene recepita immediatamente anche se in modo inconscio e costituisce un trait-d'union dove la parola inespressa verbalmente si fa corpo per venire comunicata con un sorriso, uno sbadiglio o un'alzata di spalle.

Deepak Chopra scrive "Ascolta la saggezza del tuo corpo. Quando scegli un certo stile di vita chiedi conferma al tuo corpo. Se manda segnali di malessere, cerca subito un cambiamento positivo."

"Il corpo ha una propria mente. Tutti noi siamo simili a un fiume, il corpo non è fisso, è un fiume di atomi, la mente è un fiume di pensiero e quel che tiene uniti è un fiume d'intelligenza…".
IL CORPO RIVELA CHI SIAMO

Da una ricerca svolta presso un'università dell'Illinois, negli Stati Uniti, è emerso che la comunicazione avviene soprattutto a livello non verbale. La componente verbale della comunicazione, le parole, rappresentano solo il 7%.
Il modo in cui le pronunciamo, l'intonazione, costituisce il 38% della nostra comunicazione, mentre i segnali non verbali ne rappresentano il restante 55%. Più importante di quello che diciamo è dunque come lo diciamo. Il nostro corpo è la parte non verbale della nostra comunicazione, il nostro subconscio.

Per esempio quando qualcuno dice "Sì, lo farò", ma nel pronunciare queste parole fa cenno di no con la testa, senza rendersene conto sta comunicando di non voler fare quella cosa o che la farà contro la sua volontà o la rimanderà.

Il tono delle nostre parole può tradirci. Possiamo dire "ti amo" in mille modi, fondamentale è il tono con cui lo diciamo. Possiamo provare ad alterarlo, ma il subconscio finisce per smascherarci. A volte la nostra parte conscia non vuole leggere il messaggio, preferisce essere ingannata piuttosto che scoprire una realtà scomoda. Questo vale anche per i complimenti, perché ci avvicinano solo se sono sinceri.

Il nostro corpo assomiglia alla macchina della verità, che ci tradisce quando esprimiamo sensazioni con cui non siamo davvero "in sintonia" o che non sono vere. Contraddizioni e bugie esercitano sempre uno stress sul nostro organismo. E' importante non sottoporre il nostro corpo a stress eccessivo e vivere in armonia.

L'espressione del viso è lo specchio dell'anima. La postura riflette il nostro stato d'animo.
Osservando attentamente, possiamo renderci conto di come l'aspetto di una persona faccia da specchio a come si sente. Quando ci si sente depressi o scoraggiati si modifica inconsapevolmente la postura in sintonia con ciò che si sta provando: si abbassano le spalle, si guarda in basso. Quando ci sentiamo pieni d'entusiasmo, eccitazione, fieri e felici sembriamo completamente diversi, stiamo più dritti e guardiamo più in alto, camminiamo in altro modo e respiriamo profondamente, tutto cambia nel nostro corpo, cambia il nostro modo di guardare il mondo.

L'aspetto è legato al nostro stato d'animo, questo significa anche che, modificando il nostro atteggiamento fisico, possiamo influire sul nostro sentire. Un piccolo segreto: se cominciamo a camminare dritti e ad osservare il mondo come se ci sentissimo pieni d'energia, potremo sentirci davvero così.

E' difficile sentirsi bene dentro se l'atteggiamento è negativo. Spesso tutto ciò avviene senza che ce ne rendiamo conto. E' come se il nostro cervello fosse un computer programmato in modo che ad ogni emozione sia collegata una certa espressione del viso o una certa postura.

Recenti ricerche hanno dimostrato che
i nostri pensieri hanno una grande influenza sulle funzioni degli organi e del sistema immunitario. C'è un rapporto diretto tra pensieri negativi e capacità di resistenza. Una persona depressa ha minori difese e più probabilità di ammalarsi rispetto a chi è allegro, positivo e ottimista. Cambiando i nostri pensieri modifichiamo la nostra resistenza e riduciamo la probabilità di ammalarci.
CAPIRE E SENTIRE SONO DUE TERRITORI DIVERSI

La nostra identità è legata al nostro corpo. Riflettiamo sulle cose semplici del nostro corpo.

Il nostro odore, per esempio, ci consente di distinguerci dagli altri. E' continuamente modificabile dall'incontro-scontro con il mondo: una situazione di tensione emotiva muta il nostro odore. L'odore provoca una reazione che arriva dritta all'ipotalamo, al cervello, e la reazione conseguente è immediata, istintuale, comunque vera.

L'odore che si diffonde nell'aria "parla di noi" e fa circolare i nostri stati d'animo, specie quelli di origine sessuale che hanno un odore specifico emanato dalla superficie cutanea. Una persona, un uomo di cui non ci piace l'odore non potrà entrare in contatto profondo con noi.

Attraverso lo sguardo noi comunichiamo le nostre emozioni.

Tutto ciò che sentiamo dentro di noi si può leggere negli occhi.

Guardate nelle pupille di un uomo: lì non può nascondersi. Così diceva Confucio 2.500 anni fa. In letteratura sono state scritte pagine e pagine sulla capacità degli occhi di trasmettere gioia o tristezza, desiderio o indifferenza, amore e dolore.
LA NOSTRA PELLE RACCONTA...

La pelle del volto, in particolare, è un vero e proprio biglietto da visita che presentiamo a chi ci circonda. La pelle è ciò che ci delimita, ci protegge e insieme ci permette di conoscere il mondo e di entrare in relazione con le altre persone, mostrando e quindi comunicando le nostre emozioni e i nostri sentimenti. La pelle non è solo visibile, è anche tangibile, è ciò che si tocca entrando in contatto con l'altro.

"E' una questione di pelle", "sentire a pelle": sono alcuni dei modi di dire più frequenti che raccontano quanto le pelle sia coinvolta nello stabilire un feeling con le persone che incontriamo. Espressioni del tipo "ho i nervi a fior di pelle" o "quella persona non mi piace a pelle" sono dichiarazioni verbali di come l'irritazione nei confronti di una persona o di un ambiente che non ci piacciono possa essere comunicata proprio attraverso la nostra pelle.
LE MANI DICONO LA VERITA'

Le mani sono simbolo di potere e saggezza, di autorità, di forza, ed esprimono tutto il magnetismo della persona.

Sono uno strumento di comunicazione immediato. Nelle relazioni con gli altri traducono in gesti quello che stiamo dicendo. Quando parliamo, accompagnamo le parole con un gesticolare più o meno continuo. Dunque le mani si muovono, sono in azione prima ancora che il pensiero abbia impartito l'ordine. Se raccontiamo bugie, istintivamente le blocchiamo, come se temessimo che i loro movimenti potessero tradirci. E' proprio quel pezzettino di emotività che ci è sfuggito e ha parlato per noi prima delle nostre labbra.

Possiamo essere dolci nel tono della voce, accarezzare la persona che ci ascolta con lo sguardo, ma se siamo arrabbiati con lui o con lei il gesto svelerà l'aggressività che ci cova dentro. Ci può capitare di alzare la voce o di mantenere un tono indifferente ma ecco che le mani tradiscono l'affetto con movimenti che esprimono dolcezza e sensibilità.

Le azioni naturali, spontanee ci parlano dei desideri e delle emozioni che abitano la nostra anima. I gesti spontanei si oppongono naturalmente a quelli artificiali.

Chi sa osservare la persona che ha di fronte ha molte più possibilità di capirla e di stabilire con lei una comunicazione vera, autentica. Chi impara ad ascoltarsi si trova nel percorso della conoscenza di se stesso, che è alla base di tutta la conoscenza umana.

Copyright © 2001 Antonella Lucato