Il Sogno

 

 
Nell'ambito degli studi sul sonno, di tipo organico, psicologico, filosofico, mitologico, etc, vorrei portare un piccolo contributo clinico: durante la mia pratica di psicoterapeuta, spesso i pazienti raccontano sogni ed io sempre do loro un posto importante nelle sedute. Tuttavia, spesso il paziente non sogna o in molti altri modi non riesce ad utilizzare adeguatamente il sogno, diciamo ha dei disturbi del sognare, di cui vorrei un po' parlare qui.

Vediamo intanto un attimo cosa sia il sogno, il sognare: Sono produzioni mentali, variamente interpretati nel corso del tempo e dei vari indirizzi di pensiero, piu' e meno materialistici, più e meno religiosi-filosofici-misterici
Secondo un'interpretazione riduttiva, sono produzioni alterate del processo del dormire, frutto di maldigestione, fantasie piu' e meno fantastiche, irreali, inutili, quando non fastidiose e preoccupanti, da dimenticare, da allontanare; un proverbio suggerisce "non dar retta ai sogni"
Secondo altre interpretazioni piu' spiritualiste e antiche i sogni sono inviati dagli dei, "Somnia a Deo missa", proverrebbero dal profondo e alcuni sarebbero piu' veritieri e spiegherebbero anche il futuro,altri sarebbero menzogneri e on andrebbero presi come guida; Freud diceva che il sogno esprime desideri repressi nell'inconscio, Jung che sarebbero una autorappresentazione delle dinamiche inconsce attuali…

Di fatto noi ci interessiamo al sogno come fenomeno clinico; osserviamo
che un paziente che non sognava spesso o mai una volta iniziati i colloqui inizia a sognare regolarmente, che sogna ad intervalli significativi, ad esempio non sogna nell'intervallo delle ferie estive e sogna solo prima dell'ultima seduta e prima di quella di ripresa,
che sembra rispondere ai quesiti che si pongo nell'analisi,
e che propone e lavora durante il tempo che il paziente segue la terapia. Sembra proprio come ci fosse un interlocutore interiore,
che segnala arresti, suggerisce soluzioni, indica problematiche, sostiene, accusa, rappresenta, …

Noi in terapia ci chiediamo cosa significhino quelle immagini, quel gran da fare, quell'andare e tornare su strade sempre diverse, sempre le stesse, con simboli chela persona non ha talvolta di sicuro preso dalla sua vita quotidiana, o al contrario perche' la sua vita quotidiana lo perseguiti o accompagni anche la notte…..

Il sogno in clinica risulta quindi un momento di comunicazione con l'inconscio, esprime a livello simbolico, psicologico la situazione psichica del paziente; anzi secondo Freud anzi essi costituiscono "la via maestra verso l'inconscio", per cui si inseriscono-avvengono diciamo in un momento specifico della terapia, quando la persona comincia a svegliarsi come coscienza percipiente se stessa.
Ma anche dal punto di vista energetico, punto di vista che io privilegio tra gli altri nella mia pratica, il sogno è prezioso in clinica, e sembra invece interpretabile come la veste di luce dell'energia come si muove nel corpo sottile, nei chakra e nella colonna astrale; il sogno esprime quindi l'esperienza della nostra reale natura che e' energia, è anzi proprio la nostra stessa energia che ci parla, a noi che ci osserviamo attraverso la lente della mente, e ci fornisce immagini, simboli, ragguagli, piu' e meno deformati o veritieri secondo quanto questa mente-lente, questo "mezzo"in cui si riflette la coscienza del paziente sia tersa o invece assopita, oscurata, deformante.

Con il titolo "disturbi del sogno" così vediamo che ci riferiamo globalmente al fatto che il sogno non sempre svolge adeguatamente la sua funzione di trasformazione dell'energia dell'inconscio in simboli, immagini; non sempre riesce a dare voce, forma all'esperienza del sogno; non riesce cioé a dare voce adeguatamente al mondo interno.

Ora, sebbene nel mondo tutto sia adeguato, anzi sebbene la tradizione sostenga che tutto è giusto e perfetto, resta il fatto che questo procedimento , questo lavoro onirico talvolta non riesce a compiersi o ad avviarsi o subisce delle variazioni di percorso rispetto al suo svolgimento in altre situazioni piu'regolari; in questo senso parleremo di disturbi del sogno. Descriviamoli un po'.

- Il primo di questi disturbi viene spesso riferito dai pazienti con rammarico nelle terapie: "dottore, purtroppo non ho sognato nulla questa settimana!"; come un bambino che non abbia fatto i compiti e non volendo comprendere che l'inconscio è saggio, il paziente ritiene che non sognare sia un disturbo del sogno; lui si sforza di sognare per portare il regalo al terapista che secondo lui se lo aspetta, e questo sogno non funziona, non viene. E' andato a dormire. Ma se lo prendo…non si lascia prendere.

- Un secondo tipo di disturbo del sogno è simile e complementare, e si riferisce anche esso alla difficolta' per la coscienza di trattenere ed integrare i contenuti del sogno a livello cosciente: si tratta della difficolta' a ricordare i sogni; il paziente si sveglia e subito il sogno svanisce, e sebbene cerchi istruito da me di adottare tecniche di" raccolta offerte" sogni, come quaderno e penna sul comodino, scrivere subito, e scrivere comunque anche se la coscienza il sogno sembra avere poco senso, (dico sempre anche se sognate un gatto verde scrivete, non importa se non esistono gatti verdi…), così il sogno si dilegua, e talvolta rimane solo la passione impressa… dice Dante. Color del can che fugge, dice un detto siciliano.

- Altri disturbi del sogno, disturbati come diciamo dalle resistenze eroiche, sono un sogno che subisce interferenze formali a continuare, ad esempio il fatto che le scene che si susseguono sono interrotte e cambiano non tanto perché giunte a conclusione, ma perché la coscienza non se la sente di continuare a guardare e cambia riproponendo la stessa elaborazione su un piano meno acuto, più periferico peripatetico. Il sogno gira attorno ad un nucleo e non lo risolve.

- Un altro problema che possiamo osservare nelle sedute è quello contrario: il paziente ricorda troppi sogni, arriva con un quaderno gremito di sogni fatti tra una seduta e l'atra e pretende di esaminarli tutti in dettaglio, con le associazioni, le amplificazioni; quindi troppi sogni o troppo particolareggiati. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una difficoltà a mettersi in rapporto con l'inconscio, a digerire, ricevere integrare il messaggio del profondo

- Un caso particolare di questo "Troppo" è ben conosciuto da tutti, ed e' l'incubo, ossia un sogno che giunge a termine improvvisamente, con risveglio, perché la dinamica e l'affettività crescono oltre la capacità di potere proseguire il sogno, per cui risulta opportuno svegliarsi per interrompere quel processo. Talvolta al risveglio il brutto sogno continua quasi si trasferisse nella realtà, e non siamo così sicuri del limite che esiste tra sogno e realtà;

- Talvolta poi i sogni riguardano proprio il processo del sognare, si sogna di sognare ad esempio, e quindi sono dei sogni speciali, particolari, diciamo il processo del sognare come lo conosciamo è alterato, disturbato diciamo.

Esaminando piu' da vicino queste varie situazioni, ci rendiamo conto mano a mano che ci troviamo di fronte non tanto a dei disturbi del sogno, ma piuttosto a dei disturbi della coscienza a prendere rapporto col sogno.

Pero' c'è da dire anche che tutti i disturbi del procedere psichico derivano dalle difficolta' dell'ego a canalizzare le potenzialità della natura inconscia di quella persona, e se così non fosse saremmo tutti gia' sempre in armonia con Dio e con gli uomini; quindi non stupisce che queste difficoltà a lavorare col sogno derivino dalle resistenze dell'io.

Dobbiamo allora capire meglio cosa succede tra sogno e coscienza, tra questi due stati di coscienza diversi eppure complementari, e per far questo porterò alcuni esempi clinici, che forse renderanno piu' interessante l'argomento.

- Sogno di A.:
sognavo di trovarmi in una stanza, che poteva essere quella della seduta, ma era strana…non proprio come quella reale; e c'erano altre persone, un atmosfera un po' irreale, non persone che conosceva; la cosa strana era che si comunicava in modo strano, con immagini, che ci si scambiava; o con parole, una parole chiave, per esempio una sola parola al posto di una intera frase, e ci si capiva cosi', quasi telepaticamente; poi era strano come ci si muoveva in quel posto, a volte si lievitava e si rimaneva sospesi, altre volte si camminava, ma era strano procedere cosi'

Commento: mi pare che da queste immagini si capisca come la comunicazione in questo altro mondo sia diversa, proceda per immagini organizzative, simboli che trasformano energia, si connettono tra loro in una rete significativa, procedano con intelligenza.

- Sogno di B.:
Mi trovavo in una stanza, che era la stanza del mio sogno; li' ruotavano lentamente, diversamente, nello spazio della stanza, come in una astronave, gli oggetti del mio sogno, i personaggi, le cose, i fatti; ad un certo punto suona il telefono del centralino per una chiamata notturna in guardia medica dove mi trovavo; allora la stanza si trasforma in un ascensore che sta scendendo, tutta la stanza arriva a piano terra, si aprono le porte scorrevoli, ed io esco come fossi l'uomo dell'ascensore ed aspetto i passeggeri che escano; iniziano cosi' ad uscire una fila di cose, persone, fatti, che erano gli elementi del sogno ora montati n una sequenza, e questo era il sogno che mi stavo ora ricordando svegliandomi.

Commento: si vede che l'inconscio vuole istruirmi su come funziona la macchina del sogno, e di come quello che io osservo sia il prodotto della mia coscienza che per rappresentarsi in spazio e tempo i fatti e i personaggi deve montare in una certa maniera del materiale che altrimenti sarebbe contemporaneo e globale, una esperienza appunto, di un tutto composto da quegli elementi.

- Sogno di C.:
sognavo di trovarmi in riva al mare, e passeggiavo da solo; ad un certo punto mi accorgevo di una bella ragazza non lontana che non avevo notata prima , e che danzava nuda in riva al mare. Avvicinandomi sentivo crescere in me l'attrazione, mentre lei si rivolgeva a me e danzava in maniera intenzionale, come per me. Nel contempo pero' mi sorgeva un dubbio: come mai prima non c'era quella ragazza? Fosse una illusione? Un inganno della mia mente?
Mentre pensavo intensamente cosi', sospettando quasi che la mia convinzione non fosse reale, vedevo la ragazza rallentare la sua danza, ridursi, svanire nel nulla.

Commento: vediamo nel sogno come il sognatore si era conto in un certo senso che le immagini del sogno non sono cosa salda, ci troviamo insomma in quello che si chiama un sogno lucido sebbene atipico, poiché caratteristico del sogno lucido e' la consapevolezza di stare sognando, mentre qui c'e' una sfumatura diversa, una consapevolezza forse più ampia che le produzioni mentali possano essere autogenerate; qui vediamo come si possa essere consapevoli, come nel sogno precedente, che la nostra mente in un certo senso mente.

- Sogni lucidi di D.:

1) Non appena mi riaddormento, mi vedo svegliarmi e alzarmi dal letto, e vedo figure che non oso guardare, e mi sveglio;

2) Mi svegliavo due volte; la seconda sconfiggevo dei demoni invisibili che volavano ed erano trasparenti, e che si avvicinavano appena sognavo di svegliarmi; sia la prima che la seconda volta sognavo di svegliarmi perche' avevo sognato nel sogno qualcosa che mi turbava.

3) Sognava di sognare, ed ero un guerriero forte ed intrepido nel sogno del sogno; poi invece risvegliatomi, e parlando nel sogno di questo sogno sognato, con il maestro di karate, ero piu' insicuro, non piu' quel guerriero…

4) Qualcosa che mi ha svegliato, sentivo i rumori, credevo di muovermi ma il corpo non rispondeva: alla fine accettavo che ero morto, e che quello che percepivo era il corpo eterico; alla fine poi ci riesco ad alzarmi.

5) Non potevo piu' muovermi, ne svegliare, poi mi rassegno e riesco a girarmi, mi riaddormento, e sogno che c'era una forza negativa che mi impediva il risveglio, allora mi rimetto a dormire e la affronto, sognavo che dormivo, e di sognare durante, poi di svegliarmi,e ricordare il sogno e vivere le circostanze sulla scorta del sogno fatto, finche' non mi sono svegliato veramente…

6) Nel sogno mi alzo, vado verso la porta, sto per aprire, poi m i dico: no, guarda che stai anncora a dormì, vai a dormi'!

7) Altri sogni in cui sognavo che ero sveglio, ed invece dormivo, solo che in uno di queste volte me ne rendevo conto nel sogno;

 

Come vediamo quindi il sogno ci istruisce, ci accompagna, ci allena, ci accusa, ci conforta, ci consiglia ; il sogno ci risponde:


-Sogno di E.:
al mattino si trova le risposte ai quesiti con cui va a dormire, perche' il cervello continua a lavorare anche di notte

Il sogno ci ricarica di energia:
- Sogno di F. dopo pochi mesi di trattamento:
Sapevo che stavo sognando nel sogno, mi vedevo il mio corpo sospeso al buio, ma lui era illuminato, come se aveva una luce attorno,era sospeso nell'aria; la sensazione era superiore a quella del rilassamento che facciamo di solito in seduta,, era stata superata la punta massima, non avevo la testa leggera come sempre ma ero consapevole di tutto il corpo, e la mente libera;
normalment nelle sedute mi sento cosi' bene, ma non riesco a sapere la condizione del corpo, come sto, non ho coscienza delle parti, sento una forma ma non ben definita, qui sentivo tutto, ero lucidissima, la mente era libera e tranquilla ma diversa dal solito, non legger ae fluttuante, ma cristallina.

Il sogno profetizza il futuro, anticipa fatti drammatici o meno, vedi morti, terremoti, o ci porta in altri tempi ancor piu' distanti, come nel 4500 dopo Cristo, nel 2000 avanti Cristo, ai tempi dei romani e di greci, in altri pianeti.. Il tempo e lo spazio del sogno sono di una altra dimensione, di un altro mondo, una altro stato di coscienza.

Qui veniamo ad una interpretazione del sogno che sostiene che il sogno altro non sia che il ricordo delle nostre esperienze astrali, durante la notte, in altri mondi, in altri livelli, in altre dimensioni, esperienze che avverrebbero in stato di coscienza diversi da quello di veglia.

La ragione poi della diversità di vissuti, di resoconti nelle diverse persone, coscienze percipienti, anime pellegrine, starebbe solo nel livello evolutivo delle loro coscienze, nel raggiunto grado di maturità spirituale diciamo. Così uno potrà per cui potere rappresentarsi queste esperienze, comprenderle, assimilarle mentre un altro per situazioni consimili al contrario si dovrà invece difendere da questi contenuti, li drammatizzerà, li deformerà.
Per fare un esempio, visitare il regno dei morti poterebbe essere una esperienza normale per una persona che viaggi nei mondi astrali con saggezza, come si dice facciano i maestri spirituali; così' anche Dante ci fa vedere un viaggio oltremondano in cui fa esperienze molto importanti , vi aggio nel quale essere accompagnati da una guida esperta è determinante. Nella letteratura antica, ci ricorda Dante stesso, Enea ha visitato il regno dei morti per parlare col Padre Anchise, S. Paolo ha viaggiato nei cieli ; Ercole ha visitato l'Ade, etc.
Ma per un paziente insicuro, preoccupato di quel che a livello inconscio gli si muove dentro, che non comprende e non vuole comprendere il senso dei messaggio che Hermes gli porta, lo stesso tipo di esperienza potrebbe risultare terrorizzante, un incubo, una esperienza da non ripetere


Eccoci allora ad un punto cruciale per questa breve esposizione sui disturbi del sogno: disturbato non sembra il sogno, ma il sognatore;
il sogno subisce arresti, interpretazioni, deviazioni etc, i disturbi descritti in precedenza, a causa della incapacità, della immaturità della coscienza percipiente del paziente, incapacita' di patire, subire, accettare, sostenere, contenere, cum prehendere, capere capire il sogno;
il vaso e' troppo stretto, il contenuto troppo abbondante; la luce troppo intensa, lo specchio troppo deformante, il mezzo del cammin di nostra vita troppo impuro, ci si perde dentro.
Ma proprio li dove ci si perde ci sara' la possibilità del soggetto di ritrovarsi, proprio in quella selva oscura.
Come cambiano i sogni durante la psicoterapia?
Se esistono dei disturbi, come si modificano? E anche, come si modificano i pazienti che quei sogni fanno, o che hanno difficoltà ad accettare quei sogni?

Possiamo in effetti osservare nel corso del tempo una modificazione: il paziente come dicevo ricorda i sogni, impara ad ascoltarli.
Infatti, nel corso del tempo dunque, che potrà essere di poche sedute come di alcuni mesi o pochissimi anni, il paziente parla delle sue cose, del suo passato, del suo ambiente, dei suoi stati emotivi, delle sue speranze o delle sue difficoltà, ed anche racconta i sogni che accompagnano il nostro tempo insieme.
E nel corso di questo tempo i sogni diventano piu' regolari, se erano troppi diventano meno, se rari si infittiscono, divengano piu' pertinenti, riprendono il tema di precedenti sedute e/o sogni; diciamo che tra condizione inconscia e conscia si avvia un dialogo piu' chiaro, meno disturbato. Vengono quando opportuno, parlano piu' a proposito diciamo, si capiscono meglio.

Gradualmente si assiste ad una riduzione della distanza tra conscio ed inconscio, cioè tra questi due stati di coscienza, con il terapista come mediatore, medio, medico, appunto; fino a che, negli stati più avanzati, c'e' meno da dire , ci sono anche meno sogni, e quelli che ci sono piu' significativi; in stati ancor più avanzati, infine, talvolta si assiste al fatto che quasi si elide la differenza tra sogno e realtà.
Si assiste talvolta anche allo sviluppo nel paziente di facolta' sottili, come la percezione dei propri chakra, dell'aura, del sentimento proprio e altrui, si aprono orecchie e occhi interiori insomma, per cui la funzione del sogno di fare da ponte viene assolta sempre piu' dalla non distanza tra questi continenti interiori. Fenomeni ed esperienza prima solo prefigurati nel sogno diventano integrati nella coscienza e patrimonio quotidiano della vita.
Cosi' forse i sogni divengono realtà, come diceva Walt Disney in Cenerentola?
Così la realtà quotidiana, come la vedevamo prima, viene ora vista nel suo stato relativo, di sogno della coscienza, di disturbo della veglia diciamo così, rispetto alla chiara visione di cui parlano i saggi, alla visione del Reale?.

Ma se dai disturbi del sogno siamo arrivati ai disturbi della veglia abbiamo percorso un tratto di strada forse troppo ampio; rimaniamo in cammino, tra i due estremi;
e in questo senso per concludere, vorrei ricordare due scrittori , Calderon de la Barca e Girard de Nerval; il primo come sapete tutti sosteneva che "La vita è sogno", il secondo che"Il sogno è una seconda vita".

Ma allora: Sogno o son desto? Vecchio problema. Per rispondere, vi racconterò di come
"Una volta Chuang Tsu si sveglio' e rimase molto pensieroso; i suoi discepoli lo interrogarono, e lui rispose che si trovava in una grossa difficoltà; aveva infatti sognato di essere una farfalla.
Ai discepoli che no comprendevano Chuag Tsu spiegò che il suo problema ora era questo:
lui ora non sapeva piu' se era Chuang Tsu che aveva sognato di essere una farfalla, o era invece una farfalla che stava sognando di essere Chuang Tsu?"

Come disturbo del sogno o della veglia non c'e' male, voi che ne dite? Che disturbo è?
Quando chiesi a mio figlio di 9 anni cosa ne pensasse di questo problema, mi rispose: Papa' , io non credo si possa risolvere il problema di questo tuo Maestro.

 

-DOTT. CLAUDIO MADDALONI-