|
VIBRAZIONI:
IMPARARE AD ASCOLTARLE
di Marco C.
Ho sempre pensato che i migliori risultati si ottengono per gradi,
avendo in
principio ben prefissato uno scopo da raggiungere e procedendo
quindi a
piccoli passi si possono "ottimizzare" gli sforzi in modo
da raggiungere man
mano traguardi intermedi che ci spronano ad impegnare le nostre
forze via
via sempre alla ricerca di qualcosa di più grande.
Ho pensato quindi di applicare questo principio anche nella ricerca
di una
tecnica o comunque di esperienze documentabili di viaggi astrali, mi
sono
soffermato per un lungo periodo ad analizzare il fenomeno delle
vibrazioni
calibrando i miei sforzi al fine di raggiungerle e non di andare
oltre, ho
potuto così trarre alcune conclusioni che reputo essere molto
interessanti
anche perché confermatemi da documentazione e da contatti con
persone come
me, desiderose di approfondire e capire il fenomeno.
Innanzitutto direi che se volessimo ricercare a fondo l'origine e
gli
aspetti più reconditi del fenomeno stesso ci accorgeremmo subito
che esso è
parte integrante di un aspetto importante della natura e
dell'esistenza
stessa: l'evoluzione, ogni giorno, ogni ora, ad ogni minuto ed in
ogni
secondo è in atto un circolo di energia di natura cosmica che
tutte le cose
esistenti (animate ed inanimate) sembrano condividere e che esiste
come
movimento incessante in uno dei mondi sottili a cui apparteniamo: il
piano
astrale. Alla luce di questa considerazione sembra facile intuire
come
questo continuo ricircolo di energia possa avere influenze anche
nella
nostra vita cosciente, e, pur essendo mascherato in primo luogo dal
nostro
io ed in secondo luogo dal nostro corpo fisico con il "tono
muscolare", non
manca certe volte di trapelare in situazioni particolari come ad
esempio
durante il rilassamento nel tentativo magari di compiere un uscita
cosciente
in astrale.
Durante la nostra permanenza nel "mondo denso" (per mondo
denso intendo la
dimensione fisica), il nostro corpo agisce come scudo frapponendo il
tono
muscolare che consiste in una costante rigidità dei muscoli che ci
permette
ad esempio di stare in posizione eretta alle costanti vibrazioni che
altrimenti ci pervaderebbero. Spiegato questo fenomeno risulta come
logica
conseguenza che durante i periodi di rilassamento, nel tentativo di
annullare o comunque di abbassare al minimo il tono muscolare, sia
possibile
percepire chiaramente il fenomeno vibratorio che si esprime
chiaramente
anche in maniera "uditiva". Non ci si deve quindi stupire
della molteplicità
di aspetti che questo fenomeno copre contemporaneamente dato che ci
troviamo
di fronte ad un passaggio di energia risulta logico pensare che
esso,
analogamente al caso in cui avvenga uno scambio di corrente
elettrica ad
esempio, possa chiamare in causa diverse sensazioni, o per meglio
dire,
percezioni che nel "mondo denso" possono essere di natura
uditiva, tattile o
visiva come nel caso della corrente elettrica appunto e che nei
"mondi
sottili" si trasformano in percezioni che coinvolgono i
"reciproci" dei
nostri sensi reali.
Ne deriva quindi che ogni qual volta si percepiscono in maniera
cosciente
tali vibrazioni, esse si manifestano come percezione che
naturalmente si
trova ad essere al di fuori degli aspetti e dei canoni che
appartengono alla
dimensione nella quale alberga il nostro corpo fisico in quel
momento,
risulterebbe quindi impossibile accorgersi che una persona sta
vivendo il
fenomeno vibratorio utilizzando i nostri cinque sensi poiché, come
appena
illustrato, tale sensazione non si esprime in alcun modo sul piano
fisico.
E tuttavia possibile però, e qui vengo al punto della questione,
percepire,
o per meglio dire acuire la capacità di percezione delle vibrazioni
proprie
od altrui in situazioni diverse da quelle illustrate in precedenza.
Per
meglio capire questo concetto si pensi in pratica ad una situazione
"normale" in stato di veglia, in qualsiasi luogo, potremmo
trovarci al
lavoro o sull'autobus ecc. è possibile in questa situazione,
rispettando
alcune semplici regole che illustrerò di seguito percepire il
fenomeno
vibratorio proprio e quello altrui.
La percezione vibratoria propria, come già detto si manifesta nel
suo
aspetto "uditivo" e si presenta invariata, in termini di
frequenza, rispetto
a quella che si ha "abitualmente" in situazione di
rilassamento. La
percezione vibratoria altrui invece può variare naturalmente in
termini di
frequenza, poiché la frequenza appunto è, come spiegherò in
seguito
l'indicatore del nostro status evolutivo, appare ovvio quindi che si
percepiranno frequenze differenti a seconda dell'entità fisica che
ci
troviamo di fronte. Passando in fine all'aspetto pratico, esistono
tre regole
fondamentali che occorre rispettare per acuire la nostra capacità
percettiva:
1 - Autoapprendimento
2 - Ambiente
3 - Distanza
L'autoapprendimento è il processo automatico che ognuno deve
seguire se
vuole controllare la propria capacità percettiva. Il raggiungimento
di tale
fine in una situazione che esula dalla pratica momentanea di
tecniche
preparatorie, come sopra citato per esempio, è molto difficile ed
occorre
quindi svolgere alcuni semplici esercizi per un periodo di tempo che
può
variare a seconda dei soggetti:
Il primo esercizio consiste nel praticare le tecniche che di solito
si
utilizzano per tentare di raggiungere l'uscita in astrale ma con il
fine di
analizzare la natura del fenomeno vibratorio, ascoltarlo soprattutto
nei
suoi minimi particolari per un periodo di tempo che può variare dai
15 ai 40
minuti. L'obiettivo finale di questo esercizio è acquistare
consapevolezza
del fenomeno e riuscire ad immagazzinarlo nella memoria cosciente in
tutti i
suoi aspetti, soprattutto quello uditivo.
Oltre alla natura del fenomeno occorre memorizzare lo stato mentale
in cui
si era al momento della sua massima percezione, cioè quando le
vibrazioni
sono al loro culmine. Bisogna imparare a riprodurre tale stato, in
maniera
mentale, ma soprattutto in maniera spirituale per poter ascoltare
qualcosa
che sempre ci accompagna e che la nostra mente tende ad eliminare.
L'ambiente è molto importante ai fini percettivi, è vero infatti
che occorre
trovarsi in situazioni di vita comune ma è altrettanto chiaro che
non tutte
le situazioni sono adatte, è ovvio che risulta molto difficile
applicare la
tecnica in un luogo come potrebbe essere una stazione o la strada ad
esempio
poiché i rumori dell'ambiente e le distrazioni inconsce deviano la
nostra
capacità di concentrarci ed ascoltare. Inoltre la posizione riveste
una
notevole importanza, consiglio di stare seduti con il capo
leggermente
rivolto verso il basso come se si tentasse di tendere l'orecchio per
ascoltare, chiudere gli occhi può fornire un valido aiuto.
L'ultimo aspetto, la distanza, è da considerare solo nel caso in
cui si
vogliano percepire le vibrazioni altrui, in questo caso occorre
porsi ad una
distanza non superiore al "raggio d'azione" dell'aura
della persona di cui
si vogliono percepire le vibrazioni. L'aura, che è l'insieme dei
diversi
corpi che appartengono ciascuno a mondi più sottili e che in
situazioni di
veglia è perfettamente coincidente con il corpo fisico, tende a
fuoriuscire
da esso per circa 2 o 3 centimetri, la distanza ideale per una buona
percezione vibratoria può essere quindi di 4 o 5 centimetri
massimo.
Naturalmente nel caso in cui ci si trovi a dover analizzare le
altrui
vibrazioni occorre tener conto che per prime si percepiscono le
proprie ed è
possibile distinguere le altrui per differenze di frequenza,
qual'ora esse
sussistano.
Come ultimo ma non meno importante aspetto vi è la frequenza delle
vibrazioni che identifica il nostro status evolutivo, una persona
con
frequenza vibratoria alta conduce nella maggior parte dei casi una
vita
serena che corrisponde alle sue aspettative e in cui non sussistono
questioni o problematiche imminenti da risolvere. Tuttavia, non è
possibile
costruire una precisa classifica di frequenze associabili a stili di
vita
poiché molteplici sono gli aspetti da considerare, anche gli
oggetti hanno
una loro natura vibratoria, per esperienza personale posso
testimoniarlo
come lo testimoniano numerosi viaggiatori astrali che provano a
toccare o ad
attraversare oggetti, questa è la riprova del fatto che tutte le
cose
esistenti su diversi piani posseggono energia di natura cosmica.
Concludo con una semplice ma utile avvertenza, la pratica di questa
tecnica
risulterà ovviamente più facile col tempo, consiglio di non
accanirsi nei
primi tempi e nell'autoapprendimento poiché ho potuto verificare
anche di
persona che si produce un grande sforzo mentale che può dare luogo
a
dispersioni di energia che si traducono dapprima in scarsa capacità
di
concentrazione ed in seguito in forti mal di testa e senso di
vertigine.
Marco C.
|