Le Origini Anni '20 - '30 Anni '40 - '50
Anni '60 - '70 Anni '80 - '90

     Ai musicisti neri non piacque l' aspetto classicheggiante del cool. Pronta fu la loro reazione mirata a recuperare l' eredità del blues dei gospel, la spontaneità e la scansione ritmica, insieme alle armonie del be bop e ai temi tradizionali.
Questo stile è chiamato Hard bop o post bop in contraddizione al cool e le sue caratteristiche sono la bluesizzazzione dei temi e sezioni ritmiche più agili ed omogenee di quelle del be bop.
Le formazioni più importanti sono il quintetto sax e tromba ( quintetto di Clifford Brown e Max Roach) o il sestetto sax, tromba e trombone
( Jazz Messenger di Art Blakey, Jazztet di Benny Golson e Art Former ).

     Il cool e l' hard bop crearono la monotonia alla fine degli anni 50.
L' avanguardia verso il superamento di essa venne fornita da Davis e il suo sassofonista Coltrane nel Milestone in cui appare la concezione modale.
L' improvvisazione modale usa temi basati non sul sistema tonale ( tonalità maggiore o minore ), ma su strutture di pochissimi accordi e scale in cui sono variati gli intervalli tra i gradi.
Le tendenze del modale si affermarono in Kinds Of Blue di Davis, Coltrane e il pianista bianco Bill Evans.
Il sistema modale apre due strade diverse: una che si contamina con modi classici e con il sistema tonale intrapresa da Evans; e un' altra che porta al free jazz.

     Con l' utilizzo del sistema modale, molti jazzisti come Coltrane arrivarono a esecuzioni sempre più libere e meno convenzionali.
Nel 1960 fu utilizzata la parola free jazz, era il titolo di un lavoro di Ornette Coleman in cui due quintetti improvvisavano partendo da una modalità e scansione predefinite e poi si allontanavano da esse.
Questa tendenza comporta una rottura completa con il jazz precedente e lascia al solista una grande libertà Ciò si innesta ai movimenti per l' emancipazione del popolo nero di Martin Luther King e di Malcom X.
Quindi dal punto di vista musicale  ciò comporta un rifiuto totale delle influenze bianche e un ritorno alle origini e all' improvvisazione collettiva.
   Purtroppo, nel free, se non si hanno grandi capacità comunicative e creative non si ottengono grandi risultati estetici.
Grandi interpreti furono invece: Don Cherry, Cecil Tylor, Ornette Coleman, Pharoah Sanders, Albert Ayler.

     A metà degli anni 60 si ripresenta l' esigenza di accostarsi a sonorità diverse perché la maggior parte del pubblico giovane considera il jazz una musica "vecchia".
Quelli erano gli anni del successo del rock così dalla fusione tra l' improvvisazione del jazz e la comunicazione del rock nasce il jazz-rock.
Non bisogna dimenticare che il free aveva deluso le aspettative del pubblico nero perché era diventato prerogativa delle lotte studentesche dei bianchi.
Un grande esempio di avvicinamento al rock è naturalmente Davis che nelle sue formazioni includeva musicisti latino-americani, della pop-music, pianisti elettrici,batteristi free,ecc.Dalla sintesi di questi elementi Davis traeva il modo per andare sempre incontro al favore del pubblico.

     In un periodo relativamente breve il jazz arriva ad essere una musica poliforme. Convivono insieme lo stile modale imbevuto di elementi classici e il jazz mescolato ad altri generi.
Quindi il jazz di questo periodo si chiama fusion o jazz elettrico,  le sue caratteristiche sono l' utilizzo di strumenti elettrici e ritmi simili alla musica rock e funk.
Il fenomeno fusion parte dal grande pioniere Miles Davis con il suo doppio album Bitches Brew, altri esponenti sono Pat Metheny e Michael Breacker.