Ma cosa criticate voi critici?

9 Gennaio 2001 - 
Cari amici,
cerco di far ripartire un dibattito latente e dolente. L' altro giorno l' Ansa titolava "Hit parade: sempre One al top. Salgono i Tarantolati". Dove si intendeva che Tricarico non fosse quello che di nome fa Francesco e ha indovinato un' allegra filastrocca, bensì il famoso gruppo folk-politico degli anni Settanta, peraltro ancora attivo con Antonio Infantino, credo.
Da par suo, RadioRai, alla mattina, inanella "perle" del tipo: "Eric Clapton, che suono' nei Queen... ". Intanto i settimanali vengono infarciti da cd di Santana e De Gregori a prezzo scontato, tanto per fare il fatturato delle Multinazionali, in qualche maniera, e le persone si ritrovano nelle mani capolavori di cui non sanno assolutamente nulla perché nessuno gli dice nulla. 

Ancora. Nel "sito" di Mina (molto ben fatto), la chat curata da Platinette è piena di "Mina ritorna", eccetera. Nel momento, però, in cui gira la voce di un duetto (?) della Divina con David Sylvian i fan si scatenano: "E chi è sto' Sylvian?"... Il buon Plati, antico conduttore radiofonico di qualità in quel di Parma e persona intelligente, risponde con una bio del suddetto ex Japan, ma in inglese. E via discorrendo.
Cosa c'entra la critica musicale con tutto ciò? Assolutamente nulla, appunto. La turris eburnea delle buone intenzioni si sgretola sempre più. La mancanza di memoria storia musicale, anche la più banale, mi mette personalmente a disagio. La volontà dei "media" di fermare la scivolata verso il basso ci dovrebbe fare riflettere. L' ignoranza bieca e senza speranza dei responsabili marketing, surrettizi alla Pubblicità, è desolante. Al festival di Sanremo, però, ci andremo tutti e lastricati di buone intenzioni.
Per quanto mi riguarda, mi sono autoerotizzato leggendomi sul giornale a cui collaboro. I Pink Floyd? "Gilmour, Mason e Drake", ho scritto. Già: quell' antico bardo di Nick Drake al posto del buon Wright. Semel in anno. Dopo essermi copiosamente riso addosso, ho ripensato con tenerezza a quel dirigente RadioRai che, messo davanti alle castronerie delle sue fanciulle speaker con fogliettino velinoso da leggere davanti, ha così risposto: "Beh, d' altronde degli errori te ne accorgi solo tu... ".
Bruno Marzi

16 MAGGIO 2000 - MA I CRITICI MUSICALI VEDONO DAVVERO I CONCERTI DI CUI SCRIVONO?.
MI SEMBRA DAVVERO UN BELL'ARGOMENTO. LA RISPOSTA E' "RARAMENTE". L'ACCELERAZIONE DEL'INFORMAZIONE PENALIZZA SENZA DISTINZIONE, SOPRATTUTTO SUI QUOTIDIANI, LA MUSICA CLASSICA E QUELLA POP: AUSTERI RECENSORI SONO COSTRETTI A ABBANDONARE L'OPERA ALLA FINE DEL PRIMO TEMPO PER BUTTARE GIU' A CALDO LE PROPRIE IMPRESSIONI, E NELLA MUSICA "POPOLARE" VA ANCORA PEGGIO. LA CRONACA DEL CONCERTO SI SCRIVE "PRIMA", SULLA SCALETTA GENTILMENTE FORNITA DA DELIZIATI UFFICI STAMPA CHE NON TEMONO PIU' LE STRONCATURE, DIFFICILISSIME A PRIORI. POCHI TRATTI E POCHE FRASI SERVONO POI A "SCALDARE" IL PEZZO ALL'ULTIMO MINUTO, POCHI MINUTI PRIMA DELLA CHIUSURA DEL NUMERO DEL GIORNALE. NELLE FILE DEI VERI PROFESSIONISTI IL MALUMORE E' ALTISSIMO E L'INDIFFERENZA DELLE DIREZIONI (ATTENTE SOLO A MASTELLA E SOCI) E' SOAVE. DA DOVE NASCE QUESTO MORTIFICANTE COSTUME? BAH. FORSE DA CAPOREDATTORI CHE, PROVENIENDO DA ALTRI SETTORI, COME LO SPORT O LA CRONACA, GIUDICANO NORMALE TRATTARE LA MUSICA COME UNA PARTITA DI CALCIO.
MATILDE
14 Giugno - Gi0’ Alajmo

Tutto molto divertente. Tutto abbastanza vero. E siccome i colleghi sanno che sono stato tra i primi a denunciare e tuonare contro questa situazione che trasforma il "critico" in uno stregone dotato di sfera magica, consentitemi di trovare però anche qualche attenuante.

Intanto, non è vero come dice Matilde che la musica sia trattata come una partita di calcio. Nessun giornale si sognerebbe di pubblicare una riga prima della fine della partita o di uscire con un risultato inventato! Invece nella musica ad alcuni (generalmente capidesk, come si dice oggi) sembra normale. Lo è anche per colleghi di cui sento parlare molto bene qui, ma che a un quarto del concerto di Santana non erano ancora entrati in sala perchè... ne stavano scrivendo. Con gran competenza, certo.

So che si è arrivati al paradosso di andare all'estero a scrivere in anticipo di uno spettacolo per poi utilizzare quel pezzo come base per una cronaca in anticipo della replica italiana! E siccome molti colleghi sono anche competenti e bravi, il tutto appare perfino verosimile, plausibile e formalmente corretto.

Ad onor del vero bisogna ricordare che l'orario di chiusura della prima edizione è per tutti intorno alle 22.30, soprattutto per quei baldi collaborori stakanovisti che scrivono per quattro, cinque giornali diversi, altrettanti pezzi diversi. Molti degli "errori" notati sono corretti nella seconda edizione, come il senso generale del pezzo che può anche esserte riscritto completamente nela parte di cronaca e critica.  E' bello completare una cronaca al buio fidandosi della sola scaletta? No. Ma non necessariamente una critica complessiva può essere invalidata da un errore formale, da un refuso. Piuttosto ci sarebbe da discutere se sia tecnicamente corretto elaborare una critica prima della conclusione di un evento. Io dico di no. Ma gli eventi finiscono a mezzanotte. Correttezza vorrebbe che si desse conto di quanto si è visto, lasciando l'inveduto a puro dato ipotetico.

Ma alle 2 magari c'è il criticato che è già col giornale fresco di stampa in mano che pretende di leggere cosa si è scritto di lui. E il pubblico che è andato al concerto che vuole sapere se l'opinione del critico concorda con la sua. E la tv che già manda in onda le immagini....  E la carta stampata quotidiana pensa di difendersi così. Anticipando i tempi. E il bello è che pare che funzioni, che la gente stia al gioco (non tutti, ma la maggioranza sì) e che la cosa renda. Ed è triste, perchè vuol dire che non c'è difesa. Che non ci si indigna più per niente, e che l'informazione non è più un valore ma solo un riempitivo tra un flano pubblicitario e l'altro.

Porterei un ulteriore motivo di riflessione. Parlando di rock, musica generazionale ed emozionale, può un signore seduto in ultima fila con un computer sulle ginocchia riportare correttamente le sensazioni di un evento vissuto dai più sudando e saltando attorno al palco? La risposta non è scontata. La domanda è solo un motivo di meditazione.
Giò Alajmo - Il Gazzettino  rock@gazzettino.it


25 MAGGIO 2000 - GIANNI FRANCHINI
DOMANDA: MA I CRITICI MUSICALI DAVVERO VEDONO I CONCERTI DI CUI SCRIVONO?  RISPOSTA: I VERI PROFESSIONISTI SI, GLI SNOB E I LAVATIVI LEGGONO IL PRESS-BOOK (QUANDO C'È) OPPURE VEDONO L'INIZIO E POI VANNO VIA.  DIMOSTRAZIONE: CONCERTO DI STING A MONTESARCHIO, PRIMA ITALIANA. LA REPUBBLICA SCRIVE CHE STING HA CANTATO ALLA FINE ANCHE MESSAGE IN A BOTTLE. COSÌ ANCHE IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO (INSERTO NAPOLETANO DEL CORSERA). NON È VERO. NON L'HA CANTATA E PROBABILMENTE L'AVEVA IN SCALETTA MA NON HA DECISO, QUELLA SERA, DI ESEGUIRLA. MA PER I NOSTRI CRITICI È COME SE L'AVESSE ESEGUITA. ANCHE SE MAGARI A QUELL'ORA ERANO GIÀ A CASA ANSIOSI DI SCOLARE LA PASTA...  POTREI CITARE MOLTISSIMI ALTRI CASI, VISTO CHE VADO A PARECCHI CONCERTI E POI LEGGO LE RELATIVE RECENSIONI, MA NON CONSERVO LE RECENSIONI E QUINDI ORA NON POSSO DIRE NIENTE DI PRECISO.

VOGLIO PERÒ APPROFITTARE DELL'OCCASIONE PER SEGNALARE E SEGNALARVI UN MITO NELLA PROFESSIONE DEI CRITICI MUSICALI. LO VEDO AD OGNI CONCERTO, ANCHE IL PIÙ INFIMO, SEGUE QUALSIASI SHOW FINO ALLA FINE, NESSUNA SBAVATURA, MAI UN FISCHIO PER FIASCO, MAI UN ERRORE BANALE, ANCHE L'ALTRA SERA ERA AL PALAEUR DI ROMA A VEDERE I CURE, NEL BUIO DELLO SHOW SI VEDEVA LA SUA BARBA FOSFORESCENTE DA ILLUMINAZIONE DEL COMPUTER PORTATILE. HA VISTO TUTTO FINO ALLA FINE (DOPO QUASI TRE ORE). AL TERMINE DEL CONCERTO HA INSISTENTEMENTE CHIESTO ALLO STAFF DI PARLARE CHISSÀ CON CHI ED È STATO TRA GLI ULTIMI AD ANDARE VIA. DOPO CIRCA SEI ORE IL SUO PEZZO, COMPETENTE, PRECISO E RICCO DI ALTRE INFORMAZIONI EXTRA-CONCERTO ERA IN PAGINA SUL SUO GIORNALE.  QUEST'UOMO È UN MITO DEL GIORNALISMO MUSICALE ED È UN ESEMPIO A CUI RIFARSI.  QUEST'UOMO HA UN NOME, ANCHE SE PER ME E PER I MIEI AMICI DI CONCERTO SI CHIAMA IL MITICO ZAC  QUEST'UOMO È PAOLO ZACCAGNINI DEL MESSAGGERO  LUNGA VITA AL MITICO ZAC
GIANNI FRANCHINI - ROMA G.FRAN@MICANET.IT


21 MAGGIO 2000 - FABIO ISMAN
CARO "BARBIERE",
DA, ANCORCHÉ ASSAI ASSIDUO (E REGOLARMENTE PAGANTE, O QUASI) DILETTANTE DI MUSICA (NON, AHIMÉ NELLA NOBILISSIMA ACCEZIONE VIVALDIANA), E, IN QUESTO CASO, SOPRATTUTTO ASSAI PIÙ COME FRUITORE CHE NON COME UN ULTRA TRENTENNALE "FACITORE" DI QUOTIDIANI, POSSO PERMETTERMI QUALCHE OSSERVAZIONE, PER GIUNTA ANCHE NECESSARIAMENTE FRETTOLOSA E QUINDI DAVVERO DISORDINATA, SUL TEMA, CHE M'INTERESSA ED APPASSIONA?
 

ESISTONO TANTE POSSIBILI, E PIÙ O MENO LEGGIBILI, CRITICHE MUSICALI: DIPENDE DAGLI SPAZI CHE VENGONO RISERVATI ALL'ARGOMENTO E DALLE PERSONE DI CUI SI DISPONE PER "COPRIRLO". UN TEMPO, I QUOTIDIANI ERANO PIÙ PALUDATI; ANCHE PIÙ PER POCHI; FORSE MEGLLIO SCRITTI; PERFINO CON PIÙ ORE NOTTURNE A DISPOSIZIONE. E MI PIACEVA LEGGERVI GLI ELZEVIRI DI RIDOLFI; MA ANCHE LE CRITICHE DI ABBIATI O MONTALE, CHE ASSAI BEN SAPEVA CANTARE; ALTROVE, QUELLE DI CONFALONIERI, DI ROSSELLINI (NON IL REGISTA: QUELLO CHE DIRIGEVA E FORSE ANCHE COMPONEVA); DI PETRASSI (CITO IN DISORDINE), POI DI COURIR (CITO SEMPRE E VOLUTAMENTE ALLA RINFUSA), E COSÌ VIA.

DOPO, I GIORNALI HANNO COMINCIATO DEI LORO CAMBIAMENTI. LA TERZA PAGINA E LA CULTURA NE SONO STATE SICURAMENTE LE PRIME VITTIME, E FORSE ERA PERFINO GIUSTO COSÌ. IL GIORNO DI BALDACCI E PIETRA, AVEVA GIÀ ABOLITO LA MITICA "TERZA"; ALTRI L'HA POI SPOSTATA IN FONDO; IL GAZZETTINO DI ALBERTO CAVALLARI E IL SECOLO XIX DI PIERO OTTONE, 30 ANNI FA, LA USAVANO PER INCHIESTE E QUANT'ALTRO. SUL GAZZETTINO SCRIVEVA, QUASI COME UN "VICE", UN GIOVANE: MARIO MESSINIS; INSEGNAVA AL CONSERVATORIO, E OGGI SOVRINTENDE ALLA FENICE.

I CAMBIAMENTI NEI GIORNALI SONO CONTINUATI; LA LORO POPOLARIZZAZIONE È AUMENTATA; L'ATTENZIONE (ME È UN EUFEMISMO) AI LORO COSTI, INVECE PURE. LE CRITICHE INTERESSANO POCHI LETTORI, I PIÙ ACCULTURATI. LE CRONACHE VENGONO INVECE APPREZZATE DA VENTAGLI PIÙ AMPI DI ACQUIRENTI DI GIORNALI. NON MI PARE CHE IL FENOMENO SIA LIMITATO ALLA MUSICA COSIDDETTA CLASSICA (LE ALTRE SONO SCIENTIFICHE?), O COLTA (LE ALTRE, CHE PUR NON FREQUENTO, SONO PER CASO BRADE O SELVAGGIE?): QUANTUNQUE FORSE IN MISURA ALQUANTO MINORE, RIGUARDA ANCHE IL TEATRO, E TANTO ALTRO.
E SE I CRITICI NON LO SONO PIÙ (MA ALCUNI ANCORA: AMO VISCERALMENTE QUIRINO PRINCIPE E FRANCESCO MARIA COLOMBO; HO SPESSO DISSENTITO VIVACEMENTE, QUI AL MESSAGGERO ALL'EPOCA DIRETTO DA VITTORIO EMILIANI, DA TEODORO CELLI: MA OGGI, CHE NON C'È PIÙ FORSE DA DIECI ANNI, MI MANCA TANTISSIMO, E SE DEVO INTERESSARMI A WAGNER RICORRO PUR SEMPRE, E COMUNQUE, A LUI), DICEVO CHE SE I CRITICI NON LO SONO PIÙ E SONO INVECE DIVENTATI CRONISTI, NON ESPRIMONO PARERI PROPRI, MA RIFERISCONO QUELLI DI ALTRI. IN PRIMIS, DI CHI ASCOLTA ("SUCCESSO", "BATTIMANI", ETC). ALTRI, MAGARI, INSEGNA ANCORA AL CONSERVATORIO: MA GLI SI CHIEDE, SOPRATTUTTO, D'ESSERE CRONISTA ANCHE LUI. POI, SI PRETENDE (E ANCHE QUESTO È COMPRENSIBILE) CHE LA CRITICA (O PRESUNTA TALE) SIA PUBBLICATA DI SOLITO IL GIORNO DOPO DELL'EVENTO; QUINDI NORMALMENTE È SCRITTA, IN BUONA PARTE, PRIMA DEL MEDESIMO: DEVE RIFUGIARSI NELLA STORIA DELLA MUSICA, O NEI PRECEDENTI DEGLI INTERPRETI; NON C'È PIÙ NESSUNO CHE, DOPO L'ULTIMA NOTA, RAGGIUNGE (IN CARROZZA?) LA REDAZIONE, E SI METTE ALL'OLIVETTI.

PER CUI LE CRITICHE, QUANDO NE VOGLIO, LE CERCO ALTROVE: RIVISTE SPECIALIZZATE, PERFINO UN FORMIDABILE (PER LE SUGGESTIONI E INFORMAZIONI, ANCHE SPICCIOLE, CHE OFFRE) NEWSGROUP (IT.ARTI.MUSICA.CLASSICA). E CHI NEI GIORNALI OCCUPA IL POSTO CHE ERA LORO DEDICATO, NON MI PARE CHE VOGLIA FINGERSI SCRITTORE E NON CREDO CHE PUNTI AL BIGLIETTO GRATUITO, O COSE SIMILI: FA QUANTO OGGI I GIORNALI RICHIEDONO DA LUI. CASO A PARTE È INVECE ALBERTO ARBASINO, QUANDO VA PER DIPINTI OPPURE PER NOTE: NELL'ULTIMO PENSO MEZZO SECOLO, HA VISTO TUTTO IL VISIBILE A QUALSIASI LATITUDINE, E NON DIMENTICA UN COGNOME NEMMENO IN ISLANDESE.

QUALCHE VOLTA, ED HO FINITO DI TEDIARE, ANCHE A ME È STATO RICHIESTO DI SCRIVERE DI QUALCHE CONCERTO: ESSENDO LA CONOSCENZA DEL PENTAGRAMMA UNO DEI MIEI, TROPPI, OBIETTIVI PER QUANDO ANDRÒ IN PENSIONE (MA NON MI STANCO MAI DI PREDICARE CHE MEGLIO DELLA PENSIONE, SE SI PUÒ, È L'ALBERGO), NON HO MAI NÉ PENSATO, NÉ TANTO MENO PRETESO, DI DARE DEI GIUDIZI: DA PICCOLO CRONISTA, ED ORMAI ANZIANO INVIATO, SOLO DI RIFERIRE QUEL CHE VEDEVO E CHE ACCADEVA. PIÙ APPLAUSI O MENO APPLAUSI; I MUSICOLOGI CHE DICONO UNA COSA O L'ALTRA; L'ORCHESTRA, INVECE PURE: MAGARI MANIFESTANDO LETIZIA O PERPLESSITÀ. PERCHÉ, PER CHI NON SIA UN CRITICO, CREDO QUESTO L'UNICO MODO ONESTO DI FARE UN MESTIERE; CHE NON È QUELLO DI CRITICO, PERCHÉ ALMENO NEI QUOTIDIANI, LA CATEGORIA NON GODE PIÙ DI GRANDI SPAZI DA OCCUPARE. IL CHE, PERALTRO, NON MI SEMBRA VERGOGNOSO, ED ANZI DI APPARE PIÙ CHE COMPRENSIBILE.
SALUTI E BUON LAVORO.
FABIO ISMAN 


23 MAGGIO 2000 - BRUNO MARZI
AMICI DI SVENTURA, HO COMINCIATO L' AVVENTURA NEL GIORNALISMO MUSICALE NEL LONTANO '76 DAPPRIMA CON "NUOVO SOUND" E SUBITO DOPO CON "CIAO 2001". PROVENIENDO DALLA TELEVISIONE E DALLA RADIO PRIVATA, E AFFABULATO DALLA POSSIBILITÀ DI VIVERE "SFRUTTANDO" LA MIA PASSIONE E PRESUNTA COMPETENZA SULLA MUSICA "LEGGERA", COME TANTI MIEI COETANEI SONO STATO ALLEGRAMENTE DERAGLIATO VERSO UN' ATTIVITÀ QUASI DI ROUTINE, ANCHE SE A SERVIZIO DI TESTATE LUSSUOSE, CHE MI ONORANO DELLA LORO FIDUCIA.
IN SOLDONI, LA CRITICA MUSICALE (IL TERMINE "CRITICO", TANTO ABUSATO, NON DOVREBBE ESSERE SOLO UNA CARICA REDAZIONALE E UNO STATUS?) VIVACCHIA E SI ABBRUTTISCE PERCHÈ PRIVO DI SPAZI CONSONI. CHIUNQUE, COME AI BEI TEMPI DI BOBO CRAXI CHE SCRIVEVA DI MUSICA SULL' "AVANTI!", PUÒ SCRIVERE DI MUSICA DA QUALCHE PARTE, PURCHÈ MAL PAGATO E ACCONDISCENDENTE. QUELLO CHE CONTA È REPERIRE UN PAIO DI BIGLIETTI PER I BACKSTREET BOYS DI TURNO A FAVORE DELLE FIGLIE DEL CAPO.
E POI CI SI MERAVIGLIA CHE SANTANA VENDA DISCHI E I PROZAC* NO...
CHE QUEI PIGRONI DEI GRANDI EDITORI SI SVEGLINO, E METTANO IN PIEDI GIORNALI MUSICALI VERI, IMPIPPANDOSENE DI TENDENZE E MODE FORCAIOLE "TRA I 4 E I 16 ANNI ORIENTED"...
E' AL TRAGUARDO DELL' APPROVAZIONE LA "LAGGE SULLA MUSICA", E IN MOLTI STANNO GIÀ ALLUNGANDO LUBRICHI TENTACOLI. ORSÙ SVEGLIAMOCI! ALZIAMO IL DOLENTE CAPOCCIONE!
BRUNO MARZI

18 MAGGIO 2000 - FILIPPO FACCI, IL GIORNALE
E' DA MESI CHE IN UNA MIA RUBRICA SUL GIORNALE (OGNI SABATO) MI OCCUPO DI QUESTI ARGOMENTI. ED E' SUCCESSO, OGNI VOLTA, UN CASINO DELLA MADONNA. VI ALLEGO QUALCHE CONTRIBUTO.

DOMANDE. E' VERO CHE LA STAMPA ITALIANA HA PRESSOCHE' RINUNZIATO ALLA CRITICA MUSICALE? E' VERO CHE LA STAMPA MEDESIMA ABBONDA INVECE DI CRONACHE STUCCHEVOLI E SOSTANZIALMENTE INUTILI?

SEGUONO APPUNTI TRATTI DA QUOTIDIANI SELEZIONATI A CASO IN DATA 2 GENNAIO 2000. CORRIERE DELLA SERA, PAGINA 33, TITOLO DI SPALLA: «ABBADO, TRIONFO CON I BERLINER». AGGETTIVI ED ESPRESSIONI DELL'ARTICOLO A FIRMA GIUSEPPINA MANIN: «ENTUSIASMO»; «PUBBLICO SCATENATO»; «ENTUSIASMO DELLA PLATEA»; «ABBADO CONTESISSIMO DAL PUBBLICO». ANCORA CORSERA, STESSA PAGINA, TITOLO D'APERTURA: «MAGIA A VIENNA, FESTA PER MUTI». AGGETTIVI ED ESPRESSIONI DELL'ARTICOLO A FIRMA LAURA DUBINI: «PUBBLICO ENTUSIASTA»; «TRASCINANTE RICCARDO MUTI»; «IL MAESTRO, IN GIACCA DI BROCCATO DI LANA (UN MODELLO DI FERRE' ISPIRATO ALLA TRADIZIONE AUSTRIACA), E' STATO ACCOMPAGNATO DA UN CLIMA EFFERVESCENTE, BATTIMANI PER OGNI BRANO ESEGUITO, E PER ALCUNI OVAZIONI E FISCHI D'APPROVAZIONE»; «GIOIA DI SUONARE CON LUI»; «SPIRITOSO».

L'UNITA', PAGINA 18, SOTTOTITOLO: «SINOPOLI, GRANDE ESECUZIONE DELLA "NONA" A ROMA». AGGETTIVI ED ESPRESSIONI DELL'ARTICOLO A FIRMA ERASMO VALENTE: «NONA SPRONATA DA UN INDOMABILE SINOPOLI»; «SINOPOLI HA IMPRONTATO IL SUO IMPEGNO MUSICALE AD UNA APERTA SFIDA ALLE BARRIERE CHE SEMBRANO RESPINGERE, SOFFOCARE LA SUA ANSIA DI UNO SPAZIO SCONFINATO»; «INTENSA ESECUZIONE CON GRANDE ORCHESTRA E GRANDE CORO».

IL MESSAGGERO, PAGINA 25, TITOLO: «APPLAUSI AL CONCERTO DI CAPODANNO». AGGETTIVI ED ESPRESSIONI DELL'ARTICOLO A FIRMA LUCA DELLA LIBERA: «FRAGOROSISSIMO APPLAUSO»; «MUTI FESTEGGIATISSIMO ANCHE DALL'ORCHESTRA»; «L'ORCHESTRA? UNA MERAVIGLIA COME SEMPRE». ANCORA IL MESSAGGERO, PAGINA 2, SOTTOTITOLO: «GRANDE SUCCESSO PER L'ESECUZIONE DIRETTA DAL MAESTRO GIUSEPPE SINOPOLI». ESPRESSIONI ECCETERA DELL'ARTICOLO A FIRMA ALFREDO GASPONI: «WAGNER DICEVA CHE PER LA "NONA" E' NECESSARIA UNA GRAN MASSA DI CORISTI "ENTUSIASMATI" (MA L'ENTUSIASMO SI PUO' ESTENDERE AD ORCHESTRA, SOLISTI E DIRETTORE). E L'ENTUSIASMO NON E' MANCATO A SINOPOLI E ALL'ORCHESTRA NAZIONALE RAI (INAPPUNTABILE ANCHE TECNICAMENTE NONOSTANTE LA BASSA TEMPERATURA)».

QUESTO SOLO IL 2 GENNAIO. SI OBBIETTERA' CHE LA CRITICA MUSICALE NULLA C'ENTRA PERCHE' TRATTAVASI DI MERE CRONACHE. E STA BENE. RESTA CHE, AFFIANCO ALLE CRONACHE, DI CRITICA MUSICALE NON VE N'ERA. O QUASI. E RESTA POI UNA DOMANDA: AMMESSO E NON CONCESSO CHE TRATTAVASI ANCHE SOLO DI CRONACHE, A CHI FREGA DI CRONACHE DEL GENERE? DI CODESTI STANDARDIZZATI STREPITI E TRIPUDI? CHI CI CREDE? CHI LI LEGGE? A CHE SERVONO? A CHI IMPORTA?

IL TERZO CANALE RADIOFONICO DELLA RAI (ORE 12 E 45 DEL PROSSIMO 4 FEBBRAIO) TRASMETTERA' UN DIBATTITO A CUI HANNO PARTECIPATO I CRITICI MUSICALI MICHELANGELO ZURLETTI E ANGELO FOLETTO, NONCHE' - IN VESTE DI OSPITE E DI OGGETTO MISTERIOSO - L'AUTORE DI QUESTA RUBRICA.

SPUNTO DEL DIBATTITO E' STATA UNA PUNTATA DI "NOTE DI NOTE" IN CUI SI PONEVANO LE SEGUENTI RETORICHE DOMANDE: E' VERO CHE LA STAMPA ITALIANA HA PRESSOCHE' RINUNCIATO ALLA CRITICA MUSICALE? E' VERO CHE LA STAMPA MEDESIMA ABBONDA INVECE DI CRONACHE STUCCHEVOLI E SOSTANZIALMENTE INUTILI?

LA RISPOSTA COMUNE, TUTTO SOMMATO, E' STATA QUESTA: SI', E' VERO. IL SOSTANTIVO CHE IN APPARENZA HA MESSO D'ACCORDO TUTTI E' STATO «STANCHEZZA». DOPODICHE' SI E' DISCUSSO. MA C'E' UNA DOMANDA CHE E' RIMASTA INEVASA FORSE PERCHE' NESSUNO SEMPLICEMENTE L'HA POSTA: MA CHE COS'E', POI, LA CRITICA MUSICALE? SEGUONO IPOTESI.

1) LA CRITICA MUSICALE E' UN OPTIONAL (CATEGORIA LUSSO) RIDOTTO A PRETESTUOSO SFONDO DI POCHI EVENTI CULTURAL-MONDANI RETTI IN REALTA' DA ARTICOLI COSIDDETTI DI COLORE, SCRITTI DA GIORNALISTI COSIDDETTI BRILLANTI CHE ALLA STREGUA SCRIVERANNO DI MODA E DI TELEVISIONE;

2) LA CRITICA MUSICALE E' UN ESERCIZIO DI SCRITTURA CHE FACILITI UN'EVENTUALE E VENTURA ELABORAZIONE DI ROMANZI ALLA BARICCO O ALLA COTRONEO;

3) E' IL TEORICO OPERATO DI UN'ALTA CORTE DI MAGISTRATI VOLTI AL FIANCHEGGIAMENTO DI UNA DELLE ISTITUZIONI MUSICALI CHE DOVREBBERO GIUDICARE;

4) E' LA DIVISIONE CORRENTIZIA IN BASE ALLA QUALE ELOGI O STRONCATURE VENGONO SPARPAGLIATI TRA ARTICOLI IN MAGGIORANZA NEUTRI, PERLOPIU' DIPLOMATICI, COMUNQUE ORNATI DI PAROLE DIFFICILI;

4) E' UNA COMPARAZIONE DI INTERPRETAZIONI MUSICALI FATTA DA CHI HA STUDIATO MUSICA, POSSIEDE TANTI DISCHI, E' STATO SPESSO A TEATRO, SOPRATTUTTO SI E' RITROVATO A FARE IL GIORNALISTA;

5) E' IL PROSSIMO RAMO DI UNA DISCIPLINA CHIAMATA ARCHEOLOGIA CULTURALE;

6) E' IL PEDANTE TENTATIVO DI SPIEGARE A PAROLE PERCHE' CI SIA PIACIUTO O MENO IL CONCERTO DI IERI SERA;

7) E' IL PRETESTO PER PESANTISSIMI ESERCIZI CATTEDRATICO-ESTETICO-STORICISTICI, SCRITTI IN LINGUA AULICO-NAPOLETANA, APPETIBILI DA TRE O QUATTRO PERSONE AL MASSIMO;

8) E' UN MODO COME UN ALTRO PER MISURARE LA TEMPERIE E LA POLITICA CULTURALE DI UNA NAZIONE;

9) E' UN POSSIBILE DOPOLAVORO PER MUSICISTI;

10) E' UN MODO PER NON PAGARE I DISCHI E I BIGLIETTI DEI CONCERTI;

11) LA CRITICA MUSICALE E' LA PROSSIMA VITTIMA DELL'UFFICIO MARKETING;

12) VARIE ED EVENTUALI.


LA CRITICA JAZZ TENDE ALLO SVACCO. POFFARBACCO. IL CRITICO JAZZ E' IN ESTINZIONE. ATTENZIONE. L'HANNO SCRITTO DUE ILLUSTRI CRITICI RISPETTIVAMENTE SULLE RIVISTE AMADEUS E MUSICA JAZZ. E NOI QUI SI RILANCIA, SE NON DISTURBA. FRANCO FAYENZ HA CRITICATO LA MIOPIA DI CERTI DIRETTORI DI GIORNALE CHE HANNO PRESSOCHE' ABOLITO LE RECENSIONI (INTESE COME MEDIAZIONI TRA L'ARTISTA E IL FRUITORE) A VANTAGGIO DI MERI ANNUNCI LAUDATIVI, E HA DEPRECATO POI CERTI ARTICOLI SCRITTI DA SEDICENTI "SPECIALISTI DI JAZZ" E TUTTAVIA APPROSSIMATIVI E INFARCITI DI ERRORI E SCRITTI DA CHI MAGARI NON ERA NEPPURE PRESENTE A UN CONCERTO, E PEGGIORATI, INFINE, DA REDAZIONI CHE SBAGLIANO FOTO E DIDASCALIE E TITOLI.

CLAUDIO SESSA INVECE HA SPIEGATO COME IL CRITICO TENDA ORMAI A DEFINIRSI "CRONISTA" E COME QUESTO POSSA CELARE - EGLI SOSPETTA - LA MESSA IN CRISI DI UN'INTERA FUNZIONE. PERCHE'? QUANTO PIU' UNA FORMA D'ARTE SI AVVICINA ALLO SPETTACOLO DI MASSA - SPIEGA - TANTOPIU' LA FUNZIONE DELLA CRITICA CEDE A QUELLA DEL SEMPLICE CONSENSO: "NESSUNO SI AZZARDA A METTERE IN DISCUSSIONE CELENTANO O I POOH. SI PUO' GIUDICARE IL POSTO DELLE FRAGOLE MA NON BEAUTIFUL".

IN SINTESI: C'E UNA NUOVA LEVA DI CRONISTI CHE SI LIMITA CHIEDERE AL PROPRIO PUBBLICO: DITECI COSA VI PIACE E NOI VE LO RISCRIVEREMO IN BELL'ITALIANO. E' VERO, QUESTO? MA CERTO CHE LO E'. NOI SI PARLAVA DI MUSICA CLASSICA, MA TEMPO ADDIETRO SI DESCRISSE ANALOGAMENTE (CON ESEMPI E NOMI) COME LA STAMPA ITALIANA AVESSE RINUNZIATO ALLA CRITICA MUSICALE CEDENDO IL PASSO A CRONACHE STUCCHEVOLI E SOSTANZIALMENTE INUTILI. CI SI CHIEDEVA SE LA COSIDDETTA CRITICA NON FOSSE ORMAI RIDOTTA A OPTIONAL CHE FUNGESSE DA PRETESTUOSO SFONDO DI POCHI EVENTI CULTURAL-MONDANI RETTI APPUNTO DA ARTICOLI COSIDDETTI DI COLORE E SCRITTI DA GIORNALISTI COSIDDETTI BRILLANTI CHE ALLA STREGUA SCRIVERANNO DI MODA E DI TELEVISIONE; CI SI CHIEDEVA SE LA CRITICA NON FOSSE TALVOLTA RIDOTTA A FIANCHEGGIAMENTO DI UNA DELLE ISTITUZIONI MUSICALI (O ARTISTA, O FESTIVAL, O ETICHETTA DISCOGRAFICA) CHE GIUSTO LA CRITICA DOVREBBE INVECE GIUDICARE, O SE, ANCORA, LA CRITICA NON FOSSE RIDOTTA A DIVISIONE CORRENTIZIA IN BASE ALLA QUALE SPARPAGLIARE ELOGI O STRONCATURE IN ARTICOLI IN MAGGIORANZA NEUTRI, PERLOPIU' DIPLOMATICI. INUTILI.

UNA PICCOLA CRITICA FAYENZ PERO' LA MERITA: SIA PIU' CHIARO, E NON SPARI NEL MUCCHIO. ALTRIMENTI E' INUTILE. LUI PUO'. LUI E' LUI. FACCIA DEGLI ESEMPI. DEI NOMI. CE L'HA CON L'INCOMPETENZA DEL CRITICO DEL CORRIERE? LO DICA. FAYENZ HA SCRITTO DI PROPRI ARTICOLI COLLOCATI "IN FONDO A DESTRA... L'ALLUSIONE NON E' CASUALE". VUOLE SPIEGARSI? NON E' CHIARA L'ALLUSIONE. ATTENZIONE.


POVERI GIORNALI DI CARTA STRACCIA, SCHIACCIATI DALLA TELEVISIONE, TRITURATI DA INTERNET, COSTRETTI A RINCORRERE QUEL CHE INTANTO NON INTERESSA GIA' PIU' PERCHE' SEMPLICEMENTE E' GIA' ACCADUTO E NON E' PIU' QUI, NON E' ORA, NON E' PARANOICAMENTE ONLINE.

LA CORSA CONTRO IL TEMPO DIVIENE ADDIRITTURA PATETICA SE ESTESA A «EVENTI» CHE DECINE DI MILIONI DI ITALIANI, FORSE, NON ATTENDEVANO SPASMODICAMENTE DI CONOSCERE: PER ESEMPIO LA RECENSIONE DELL'OPERA DIE TEUFEL VON LOUDON DEL POLACCO KRZYSZTOF PENDERECKI TRATTO DA UN SAGGIO DI ALDOUS HUXLEY.

ANTEFATTO. IL CORRIERE DELLA SERA HA RITENUTO CHE I SUOI LETTORI DOVESSERO LEGGERE IMMEDIATAMENTE E SUBITO (OSSIA IL MATTINO DOPO) UNA RECENSIONE DELLA SUDDETTA OPERA, OFFERTA DAL TEATRO REGIO DI TORINO LA SERA DEL 28 FEBBRAIO SCORSO.

IN QUESTI CASI LA REGOLA NON SCRITTA, GIACCHE' LE OPERE NON SONO PARTITE DI CALCIO E NECESSITANO DI CERTA PONDERAZIONE, E' CHE LA SERA SI ASSISTA ALL'OPERA E IL GIORNO DOPO NE SI SCRIVA, CON CALMA, COSI' CHE L'INDOMANI ANCORA CI SI POSSA GUSTARE UNA RECENSIONE DECENTE.

MA COME DETTO, IL CORRIERE HA BRUCIATO TUTTI. E NON E' LA PRIMA VOLTA CHE RITIENE DI DOVERLO FARE. CON QUALE RISULTATO? TITOLO DEL CORRIERE: «I DIAVOLI ALL'OPERA, SESSO E PROVOCAZIONI».

CHE STRANO: TUTTI GLI ALTRI ARTICOLI, QUELLI SCRITTI CON CALMA, PARLANO D'ALTRO. LA REPUBBLICA: «ALLESTIMENTO PIU' TRUCULENTO CHE PROVOCATORIO, CHE NON HA PROVOCATO PARTICOLARI CLAMORI». IL GIORNO: «NON C'E' STATA NESSUNA PROVOCAZIONE... QUEI DIAVOLI NON DANNO SCANDALO». LA STAMPA: «CHE SORPRESA QUEI DIAVOLI COSI' EDUCATI».

POI. SOTTOTITOLO DEL CORRIERE: «A TORINO FA DISCUTERE L'ALLESTIMENTO CHOC». CHE STRANO: DA TUTTI GLI ALTRI ARTICOLI SI EVINCE CHE NESSUNO HA DISCUSSO DI NIENTE. LA STAMPA PARLA DI «OTTIMA REALIZZAZIONE, BEN PROTETTA DALLE CADUTE DI CATTIVO GUSTO. ANCHE QUI NON C'E' TRACCIA DEI PROVOCATORI ECCESSI EROTICI CHE CI SI ASPETTAVA».

QUALI ECCESSI? SCRIVE IL CORRIERE: «DIAVOLI GROTTESCHI, COME I FALLI DI GOMMAPIUMA APPESI ALLE LORO CALZAMAGLIE». CHE STRANO, IL GIORNO PRECISA CHE «I FALLI IN SCENA NON C'ERANO PROPRIO... IL REGISTA LI HA TOLTI». ECCETERA. E A PARTE CHE SUL CORRIERE UNA VERA RECENSIONE NON C'E' (TRATTAVASI DI PRECOTTE OPINIONI DI QUESTO E QUELLO, SPARPAGLIATE QUA E LA') TUTTI GLI ALTRI PARLANO DI BUON SUCCESSO. IL CORRIERE NO: ACCENNA A «PERPLESSITA' IN UNA PLATEA CON MOLTI POSTI VUOTI: E QUALCUNO SE N'E' ANDATO PRIMA DEL TERMINE».

DOMANDA: C'ERA FORSE UN GIORNALISTA, TRA QUESTI? IL CORRIERE PARLA DI «UN'ORA E 50 DI SPETTACOLO». TUTTI GLI ALTRI PARLANO DI UN'ORA E 40. CONCLUSIONE NON NECESSARIA.


 INFINE, SEGUE UNA LETTERA CHE MI HA SPEDITO GUIDO TARTONI, CRITICO MUSICALE.  "LE NOTE DI NOTE TITOLATE STRIPUDI HANNO COLTO IL SEGNO. IN UN CARTEGGIO PRIVATO, CON PINZAUTI, TEMPO FA, AVEVAMO AFFRONTATO LO STESSO PROBLEMA. GIUNGENDO A QUESTA CONCLUSIONE: NON SOLO E' VERO CHE I GIORNALI ORMAI SNOBBANO LA CRITICA MUSICALE E TENDONO A ELIMINARLA; MA E' ALTRESI' VERO CHE LA COLPA DI QUESTO DECLINO DELLA PROFESSIONE E' TUTTA DA ATTRIBUIRE AI CRITICI.

I QUALI, ELUDENDO I LORO COMPITI, LA FUNZIONE PRIMARIA - QUELLA DI GIUDICARE ONESTAMENTE L'EVENTO MUSICALE, INFORMANDONE IL LETTORE, PER DIRGLI SE VALE O MENO LA PENA DI ACQUISTARE UN POSTO A TEATRO, SBORSANDO DUE O TRECENTOMILA LIRE - PER COMPIACERE I VERTICI DEI TEATRI, AVENDONE MAGARI IN CAMBIO QUALCHE PROLUSIONE O ALTRO, SI SONO NEL TEMPO TRASFORMATI IN ZELANTI QUANTO INNOCUI CRONISTI SPECIALIZZATI NEL "COLORE" CRONACHISTICO. L'ILLUSTRE COLLEGA HA AGGIUNTO UN CAPOVERSO ("ORMAI TUTTI FANNO CRITICA MUSICALE") CHE AFFRONTA UN ALTRO ASPETTO DEL FENOMENO: LA MANCANZA DI PREPARAZIONE, CHE INDUCE IL SEMPLICE APPASSIONATO A IMPROVVISARSI, GRAZIE AI SOLITI AMICI, IN RECENSORE. NON C'E' POI TANTO DA STUPIRSI, CONSIDERATO CHE VIVIAMO IN UN PAESE IN CUI OGNI GIORNO DI SCOPRONO MEDICI SENZA LAUREA CHE DA ANNI OPERANO PERFINO NEGLI OSPEDALI.

RESTA DA STABILIRE SE, ALLA RESA DEI CONTI, GLI SPROVVEDUTI SONO COSTORO, OPPURE SIAMO NOI. PER CHIARIRE MEGLIO IL CONCETTO. PUR ESSENDO IL CRITICO DI UN QUOTIDIANO A DIFFUSIONE REGIONALE, IL LAVORO DI GENOVA, IN ANNI NON LONTANI FUI INTERVISTATO DA TELEMONTECARLO, IN DIRETTA TELEFONICA, QUANDO, UNICO IN ITALIA STRONCAI IL RADAMES DI PAVAROTTI ALLA SCALA. E, ANCORA, QUANDO OSAI PRENDERE LE DIFESE DI CHRIS MERRITT, FISCHIATO SEMPRE ALLA SCALA, CRITICANDO INVECE MUTI CHE, FINO A PROVA CONTRARIA RESPONSABILE DELLO SPETTACOLO, VENIVA OSANNATO PER LE STESSE IDENTICHE SCELTE.

LA SCALA, A ONOR DEL VERO, NON MI HA MAI NEGATO L'ACCREDITO A SEGUITO DELLE MIE RECENSIONI SCOMODE. MA IL CARLO FELICE DI GENOVA, APPENA RAGGIUNTA L'ETA' DELLA PENSIONE, HA CHIESTO E OTTENUTO LA MIA TESTA. RECENSIRE, ALLORA, E FARSI MOLTI NEMICI, O INCENSARE NUGOLI DI AMICI INTERESSATI?

IO MI SONO ATTENUTO SEMPRE ALLA PRIMA OPZIONE, PENSANDO CHE LO STIPENDIO A FINE MESE MI ARRIVAVA DAI LETTORI, E NON DAL CARLO FELICE. MA GUARDANDOMI ATTORNO E SCORRENDO I GIORNALI HO SEMPRE PIU' L'IMPRESSIONE DI AVERE SBAGLIATO TUTTO. CONTINUERO' COMUNQUE A LEGGERE NOTE DI NOTE COME TERAPIA ALLE SINDROMI MALINCONICHE DELLA VECCHIAIA".

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