CRITICA LETTERARIA: IL SETTECENTO

 

Luigi De Bellis

 
 
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LE COMPONENTI DELLA POESIA E DELLA
PERSONALITA' DI PIETRO METASTASIO

di CLAUDIO  VARESE



La cultura razionalistica, che spingeva a dar ordine e ad organizzare in schemi la varietà dei sentimenti, una relígiosità teologicamente tranquilla e fiduciosa, l'educazione letteraria rigidamente classicistica e la conoscenza della poesia moderna sono tutti elementi che si compongono nella formazione della personalità del Metastasio. In lui la poesia drammatica e quella lirica coesistono e variano nell'interno stesso dell'opera teatrale, nella quale anche i movimenti lirici dei sentimenti e delle loro sfumature trovano la loro dimensione più vera e la loro più valida e concreta scansione.

Il Metastasio, formatosi nel razionalismo settecentesco, ha bisogno di rompere il sentimento e di esprimerlo in una forma che si organizzi dentro un sistema, che obbedisca a una ragione: per questo vide e ammirò, in un poeta inquieto e sentimentale come il Tasso, il sistema: per questo, egli stesso pensò di dare un sistema alla sua arte, di trovare un ordine per la sua ispirazione. Nel Metastasio il teatro, pur restando tale, pur non risolvendosi nella lirica, diventò un modo fortunato per uscire dall'Arcadia, dalla chiusura di un'ispirazione povera e senza movimento. A questo modo, non soltanto fu poeta del teatro e continuò lo svolgimento della poesia teatrale, ma fu anche poeta lirico attraverso il teatro, pur non risolvendosi in pura lirica: anzi, in lui, il nucleo lirico si muove e si distingue dentro l'azione teatrale: le Canzonette, liriche e anch'esse teatrali, ne sono una prova. Con tutta la sua libertà e con il suo allontanamento da tanti canoni graviniani, il Metastasio segui tuttavia quell'insegnamento, che aveva combattuto l'Arcadia dei sonetti e del petrarchismo: il Gravina non aveva voluto in nessun modo un teatro melodioso e rimato e il suo .allievo, anche attraverso la rima e le ariette, conservò fedeltà ad alcuni orientamenti graviniani, e il culto della ragione nella letteratura, imparato una volta a Roma, non fu mai dimenticato, né a Napoli, né a Vienna.
Nella formazione della personalità e della cultura del Metastasio, entrarono molti elementi, dei quali nessuno doveva prevalere in modo assoluto: la cultura razionalistica e illuministica del Gravina e dei circoli napoletani, la cultura religiosa e teologica, il classicismo rigido, e in un certo senso antiarcade del Gravina, la cultura letteraria moderna, più molle e idillica, la lettura e la conoscenza dei Greci e insieme dei poeti moderni, l'amore dell'Ariosto e la preferenza per il Tasso, la lettura di Orazio e quella di Ovidio, del Guarini e del Marino. Nel dramma per musica, lo scrittore trovò il modo di contemperare questi diversi elementi e di creare, su una trama apparentemente facile e trita, un sentimento molto spesso nuovo e originale. La sua poesia, non tragica, non del tutto idillica, non razionalistica o illuministica, non religiosa, raccoglie, distingue e muove tutti questi diversi elementi, smorzandoli nel loro reciproco compenetrarsi. Non è poeta tragico, ma conserva il senso del valore degli avvenimenti, della situazione, se non tragica, drammatica; non è illuministico né razionalistico, ma la ragione, il raziocinio, non solo entra nella trama, nella situazione e addirittura nel verso, distinguendo, chiarendo, illuminando, con una luce e una sottigliezza che diventa poesia, ma giova alla costruzione interna dei personaggi stessi. Ci si può domandare come mai non abbia scritto opere buffe: la sensibilità seria e nello stesso tempo ilare del poeta, la dignità e la stessa varietà della. sua anima, gli impedivano quel genere buffonesco e ristretto. Il poeta, pur nella sua prontezza e abbondanza di forme letterarie, nella sua felicità di ispirazione lirica, non ci ha dato che un solo componimento lirico, il sonetto: «Sogni e favole io fingo...»: difendeva la sensibilità, e sentiva fortemente il valore dei sentimenti nelle loro mutazioni e nelle loro sfumature; ma questa sensibilità, questi sentimenti, questo accento lirico, hanno bisogno, per manifestarsi, di sciogliersi, di muoversi e di distinguersi dentro la situazione del racconto drammatico, nel riflesso del gesto teatrale, nel rapporto del momento scenico. A questa legge non sfuggono le ariette, le quali, anche se talvolta non hanno una viva e vera continuità riguardo al recitativo precedente, anche se possono leggersi e gustarsi staccate, contengono tuttavia una vibrazione interna, un rapporto, anche se non espresso, con dei personaggi, con un dialogo. Il sentimento religioso del Metastasio era fondato su elementi della prassi gesuitica, di quei Gesuiti, che egli guardò con simpatia per tutta la sua vita, anche quando furono perseguitati e dispersi: la sua religione quindi nella sua forma benevola e quieta, il suo rispetto per i decreti di Dio e per la struttura del mondo, favoriva quel senso di un destino necessario e insieme risolvibile in una fausta decisione umana, o coincideva con esso.

2001 © Luigi De Bellis - letteratura@tin.it