MARCEL PROUST: LA MADELEINE

 

Luigi De Bellis

 
 
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La Madeleine
Proust e la verità
Il salotto Verdurin
Il tempo ritrovato
 
 

Il noto episodio, forse il più celebre di tutta la Recherche, illustra esemplarmente un suo tema centrale e deve la sua efficacia a una sorta di doppio registro: una tenera, poetica e intensa vocazione memoriale intreccia il suo lirismo al rigore mentale con cui il fenomeno della memoria involontaria e della ricerca della "verità" viene scandagliato, sviscerato e spiegato.

1) I tre momenti. 
Attento, sempre, all'architettura, alla composizione della sua pagina, Proust distribuisce la materia del suo episodio in tre fasi. La prima, preparatoria, è assai breve ma indispensabile per creare poi l'effetto del "salto" in direzione dell'imprevedibile e dello straordinario: vi si allude alla tristezza del presente e alla prospettiva di un domani doloroso. La seconda, più ampia, riguarda gli inutili sforzi della volontà per arrivare a un'elucidazione del misterioso senso dell'effetto straordinario di una sensazione. Nella terza infine, si ha l'improvvisa emersione di un ricordo, il gioioso recupero di momenti felici dell'infanzia, un lembo di passato che sembrava sepolto nelle profondità dell'essere. L'autore lascia però intendere che ci sarà, più tardi, un quarto momento, quello della spiegazione del perché l'affiorare di quel nitido ricordo generi tanta felicità: una felicità, quindi, che non consiste nel semplice dato memoriale, ma nel suo senso, nella verità cui fa approdare.

2) Memoria volontaria e involontaria: il linguaggio metaforico. 
Il
brano si svolge, come si è detto, sul doppio registro analitico e lirico e si articola facendo uso di un linguaggio che è insieme di un'assidua razionalità (lo sforzo volitivo per capire e spiegare) ed aperto tuttavia al mistero, al meraviglioso, all'inesplicabile (il gioco della memoria involontaria, che si sottrae ad ogni sforzo razionale). Per rendere tale duplice tematica, quel linguaggio si traduce costantemente in scelte metaforiche che, nel consapevole intento di Proust, sono le uniche a poter rendere le complesse corrispondenze tra il piano del reale (le sensazioni) e quello dell'ideale (la risonanza interiore).

3) La Verità. 
Proust per il momento, come si è detto, non è in grado di spiegare il senso della straordinaria felicità procurata da un delizioso ricordo. Però già fa intravedere, mediante precise formule e scelte espressive, spesso così elette e sublimi da sembrare sproporzionate all'entità dell'episodio, in che direzione andranno le sue esplicazioni future, quale sarà cioè il senso della sua Verità: il primato dello Spirito, la sicura identità dell'Io più misterioso e più profondo.

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